Sei all'interno di >> Flash |

Cinquant’anni per Scooby-Doo

di Sergej - venerdì 13 settembre 2019 - 519 letture

Il 13 settembre 1969 appare in tv il personaggio firmato Hanna-Barbera di Scooby Doo. Hanna-Barbera, lo ricordiamo, era una casa di produzione fondata nel 1957 da William Hanna, Joseph Barbera e Geroge Sidney (oggi tutto appartiene a Warner Bros. Animation). Il grosso alano fifone, disegnato da Joe Ruby, Ken Spears e Iwao Takamoto entrò quasi immediatamente nell’immaginario del pubblico televisivo occidentale.

Scooby-Doo

Periodicamente assistiamo a una generazione che si incanta davanti sull’Idiota Assoluto. Periodicamente questa generazione si forma sulle gag “esilaranti” dell’Idiota Assoluto. In queste gag, assolutamente incomprensibili, l’Idiota Assoluto la scampa sempre e sopravvive, pronto a nuove avventure assolutamente idiote. Il genere non riesce a essere né evolutivo né portatore di una qualche deviazione dallo standard dell’idiozia. Periodicamente esiste una generazione che ha bisogno di questi eroi, se ne gode ed è pronta - quando raggiunge l’età adulta - a rimpiangere questi idioti che hanno popolato di idiozia il loro immaginario. Una generazione alimentata a idiozie è, ovviamente, una generazione anch’essa idiota, utile ai poteri dominanti per la loro assoluta incapacità di ribellarsi. Il cerchio si chiude. Salvo che poi la cosa non funziona. Una generazione idiota è anche una generazione assolutamente inadatta a essere utilizzata da un vero Potere: non la si può mandare al lavoro, perché nel lavoro combinerebbe i peggiori disastri frutto della propria indomita idiozia; non la si può mandare in guerra perché anche lì i danni che sono capaci di fare sono incredibili. L’Idiota Assoluto insomma, alla fin fine, è l’elemento più distruttivo e capace di far danno che una qualsiasi società vorrebbe avere dentro di sé. Si giunge così al paradosso: è proprio l’Idiota Assoluto che è capace di sabotare alla base il Potere: non il Rivoluzionario di professione sempre pronto a vendersi o a sostituire il Potere, non il Tecnico detentore delle conoscenze e delle competenze che - se applicate - potrebbero rendere tutto il sistema perfettissimo e inattaccabile, non lo Schiavo disposto a qualsiasi delitto purché comandato. L’Idiota Assoluto è lo strumento creato dalla Provvidenza che governa i sistemi sociali per permettere la sopravvivenza dell’umanità dalla propria seriosa e pervicace tendenza all’autodistruzione.

In questi anni abbiamo mostrato le nostre zanne scimmiesche (riso) a libri intelligenti come quello dello storico Cipolla [1] che ci spiegava la prevalenza del cretino. Rispondevamo all’unisono con il nostro riso alla campanella dell’invocazione televisiva: “Vieni avanti cretino”: era la gag dei Fratelli DeRege, poi passata di testimone televisiva a Walter Chiari. Era il “piriché” di Pappagone (maschera del fratello bistrattato dei De Filippo) o in anni recenti lo slang del cameriere asiatico (Marco Marzocca). Il solco è quello tradizionale del comico e dello sbeffeggiamento del povero (la maschera di Arlecchino, di Ruzante e di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno; fino al più recente Diego Abatantuono).

L’Idiota Assoluto ha sempre bisogno di una spalla, altrimenti non riesce a esprimere tutte le sue potenzialità devastanti. Il "duo" è la misura delll’Idiota Assoluto. Gianni e Pinotto (Abbott and Costello), ma anche Jerry Lewis non sarebbe pensabile senza Dean Martin. L’Ispettore Clouseau (Peter Sellers) deve appoggiarsi sul suo maggiordomo e sul suo capo Dreyfus. Così nei film della serie "Scemo + Scemo" (Dumb and Dumber, 1994) o "Fusi di testa" (Wayne’s World, 1992).

Idiocracy è il film del 2006 diretto da Mike Judge che immagina la società del futuro come appestata di Idioti. L’umanità invece di evolversi in positivo è regredita al punto che chi è più cretino ha più potere. Il personaggio principale del film, proveniente dal passato (nel quale era un idiota) in questa società del futuro appare il più intelligente e sensato. C’è una morale in tutto questo, e sicuramente non è confortante per ciò che noi siamo oggi.

Individuata la maschera, si passa allo sfruttamento seriale. L’epopea dell’Idiota Assoluto è il personaggio di Homer Simpson con il stupido intercalare “Doh!” e le sue ciambelle. Fino alle gag surreali di Maccio Capotonda ed Herbert Ballerina.

Nel settore dei cartoni animati abbiamo avuto la stupidità che diventa un boomerang su se stesso (e dunque innocua perché apparentemente “non violenta” e dunque smerciabile anche a un pubblico di bambini): quella di gatto Silvestro nei suoi tentativi di prendere l’uccelletto giallo Titì; Willy il Coyote che tenta di prendere lo struzzo Beep Beep (ma chi è più stupido: chi corre corre senza mai fermarsi, o Willy che utilizza gli ultimi astutissimi ritrovati della Acme per prendere in trappola l’avversario?) e così via. In questo così via trova un posticino anche Scooby Doo. Cane idiota che assieme ai suoi amici umani (di non molto più intelligenti di lui) vive assurde gag. Non lo abbiamo mai amato, occorre confessarlo; tra i tanti Idioti della storia che abbiamo alle spalle certamente non è l’Idiota che noi abbiamo più seguito. C’è chi lo ha gradito. Io per conto mio mi limito a scuotere la testa (perplesso) e a pensare dentro di me: "Ma che razza di cretini...!". Da bravo idiota.


Per altre considerazioni: Wikipedia.


[1] Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana / Carlo M. Cipolla. - Bologna : Il Mulino, 1988.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -