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Chiusura degli impianti a caldo ILVA: una vittoria per gli ambientalisti

La motivazione è che “L’impianto ha causato e continua a causare malattia e morte, anche nei bambini.

di Francis G. Allenby - venerdì 27 luglio 2012 - 3768 letture

TARANTO, 26 luglio 2012 - Il gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha emesso un coraggioso ed ammirevole provvedimento di sequestro, impedendone l’uso, dell’intera area a caldo dello stabilimento siderurgico ILVA.

ilva

La motivazione è che “L’impianto ha causato e continua a causare malattia e morte, anche nei bambini, e che chi gestiva e gestisce l’acciaieria ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza". Sono stati decisi i domiciliari per otto dirigenti, tra cui il proprietario, Emilio Riva e suo figlio, per disastro ambientale; i sigilli sono stati posti a sei reparti dell’area a caldo: ai parchi minerali, alle cokerie, all’area agglomerazione, all’area altiforni, alle acciaierie e alla gestione materiali ferrosi. Gli operai, venuti a conoscenza dei provvedimenti del gip, sono usciti dallo stabilimento per manifestare. Hanno, poi, proclamato, per la sera, uno sciopero a oltranza. Circa 5.000 operai in strada, altri 200 in sit-in davanti alla Prefettura. Una moltitudine di lavoratori ha invaso anche il ponte girevole.

Vorrei solo ricordare che, nel febbraio del 1998, quando fu portato a conoscenza dell’opinione pubblica il caso della Palazzina LAF, che riguardava alcuni dipendenti che erano stati confinati in quell’impianto deserto perché “indesiderati”, gli altri lavoratori non mossero un dito. Il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio ha dichiarato, correttamente: "Non siamo pazzi sconsiderati e cerchiamo di lavorare con la schiena dritta, ragionando".

Il Ministro dell’ambiente Clini ed il Ministro dello sviluppo Passera hanno già annunciato che impugneranno la decisione del gip e faranno di tutto per fermare questo processo. Si spera che non vi riescano. Ciò nondimeno a Roma il governo, gli enti locali e le parti sociali firmano l’accordo sulle bonifiche per il risanamento della città. Nel frattempo il presidente della regione Vendola si preoccupa molto per gli operai. Credo un po’ meno per l’ambiente. Tuttavia annuncia che “La regione si costituirà parte civile”. Come dire un colpo al cerchio ed uno alla botte, e da qualunque parte vada la cosa lui si troverà sempre dalla parte giusta.

Se questi provvedimenti non saranno ostacolati, se non si tornerà indietro ma si proseguirà su questa strada allora sarà una vittoria per gli ambientalisti e per chi, come me, si è sempre battuto per la chiusura degli stabilimenti ILVA, e non solo di quelli.

Tutti i cortei, tutte le manifestazioni fatte, organizzate, vissute e sofferte da chi ci ha creduto avranno avuto una loro ragione di essere: teniamoci ancora per mano, restiamo uniti e continuiamo a lottare per non lasciare che le forze oscurantiste e capitaliste prevalgano e che soffochino i risultati positivi delle nostre battaglie. Perché non c’è mai un raggiungimento finale di uno scopo, ma sempre il principio per il perseguimento di altri obiettivi.


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