Chirurgia estetica, bisogni primari

Il Codacons chiede la soppressione della trasmissione ’Bisturi’, ma... Tra polemiche e commenti accalorati, la trasmissione di Irene Pivetti e Platinette sembra aver portato alla luce un vero e proprio sommerso di desideri inconfessabili.

di Giuseppe Castiglia - sabato 14 febbraio 2004 - 15157 letture

Dopo giorni di polemiche e commenti più o meno accalorati, è intervenuto il Codacons con un esposto all’Autorità per le Comunicazioni: sopprimete la trasmissione "Bisturi, nessuno è perfetto". Perché, secondo i rappresentanti dei consumatori, è "pericolosa e amorale". Il programma televisivo condotto da Irene Pivetti e Platinette- si legge in una nota dell’associazione- è "palesemente non adatto a un pubblico giovane". L’affermazione, lapidaria, non si riferisce tanto al ricorso alla chirurgia estetica in sé, quanto al modo in cui il tema viene utilizzato dalla trasmissione. A irritare in particolar modo pare essere la produzione, "pronta ad assurgere al ruolo della buona samaritana dispensatrice di sogni fin troppo facilmente realizzabili attraverso il pagamento di una lauta parcella’’.

Ma due paroline vengono riservate anche ai partecipanti, "a volte ignari, a volte fin troppo consapevoli della vetrina in cui verranno esposti, pronti a diventare la nuova merce del millennio da dare in pasto all’insaziabile pubblico italiano". In mezzo stanno i chirurghi, "molto consenzienti e molto pubblicizzati". Intanto, sulla scia dei ’prima e dopo’ mostrati in tivvù (seni prima misura che diventano terze, quarte e via dicendo a seconda dei desideri e delle necessità) e sull’onda propulsiva regalata di recente alla chirurgia estetica dal presidente del Consiglio (Berlusconi ha ammesso, con estrema naturalezza, di essere ricorso al bisturi), la trasmissione di Irene Pivetti ha probabilmente portato alla luce una sorta di sommerso di proporzioni ben più ampie di quanto si potesse immaginare.

Desideri più o meno nascosti ("mi sono fatta rifare" è un’ammissione che fanno ancora in poche, famose e non, anche quando la cosa è più che evidente) ora paiono avere un patentino di regolarità. Non è un caso che il sito della trasmissione Golem sia stato preso d’assalto da messaggi di persone che, dopo la puntata radiofonica centrata su ’Bisturi’, credendo di comunicare con la redazione della Pivetti chiedono consigli, aiuto, numeri di telefono, soprattutto possibilità di intervenire alla trasmissione (naturalmente come ’pazienti’), in barba al ’cannibalismo’ del pubblico nazionale. " La signora romana di 48 anni si gonfia le tette e non paga il chirurgo, ma le servivano per lavorare in un club privè e quindi è una vittima della disoccupazione da sostenere.

Nessuno potrà negare d’ ora in poi il rifacimento polimerico a un essere umano bisognoso. Nasi storti, cosce lardose, seni penduli, chiappe bitorzolute sono motivo di grave indigenza.

L’autoriduzione della parcella del chirurgo plastico sarà sancita per legge a vantaggio della popolazione disagiata. Le mense per i poveri saranno sostituite da cliniche grazie al volontariato delle Dame di Carità.

Una tetta nuova non si nega a nessuno, anche tu puoi aiutare tanti poveri che hanno bisogno di lavorare e con un pò di silcone la loro vita può essere sicuramente migliorata.

Rinuncia a una misura di reggiseno a favore del tuo fratello bisognoso, fatti liposuggere e dona il grasso delle tue natiche a chi ne ha bisogno per vivere.

L’ ansia di autorottamazione ha contagiato i nostri ricettori. Mai come in questo momento ci rendiamo conto che l’ umanità è una condizione in via di superamento.

Ci si vorrebbe disfare di parti del nostro corpo come se fossero vecchie cianfrusaglie da mandare al macero. Cresce l’ illusione che la percezione che di noi ha il mondo possa essere migliorata sostituendo qualche pezzo di carne.

Il gran mercatino delle pulci che è la televisione propone vantaggiosi baratti: corpi nuovi in cambio dei vecchi, purchè si accetti di mostrare a tutti le nostre vergogne prima di disfarcene.

Tette nuove di plastica se si fan vedere le vecchie di carne, sederi di sfavillante polimero in cambio di qualche kilo di cellulite ancora buona per spot televisivi. Nasi a buon prezzo in cambio di orecchie a sventola. Approfittatene fino a che siete in tempo!

Venghino signori, tutto può esser rifatto! La tv sta finalmente esaudendo ogni sua promessa. Buttiamo via nasi, tette, sederi e cosce che non ci piacciono più, la signora nerovestita ce li regala nuovi di zecca, purchè a lei sia permesso di assistere ad ogni minima resezione, divaricamento sutura e oblazione.

Attraverso la sofferenza avremo la salvezza, con il sangue si ottiene la felicità. Facciamoci tagliuzzare, disossare, scarnificare per lasciar posto al polimero della salvezza e della vita eterna.

Gli angeli non hanno sesso e grandi parrucche platinate, se ci capita di vederceli accanto mentre il bistruri ci fa a pezzi vorrà dire che siamo sulla strada giusta.

Fonte http://www.golem.rai.it


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> Chirurgia estetica, bisogni primari
19 marzo 2004, di : golem |||||| Sito Web: golemclone

caro autore di questo blog

non c’è niente di male a prendere foto e testo da altri blog, ma citare la fonte sarebbe carino, soprattutto quando si usano in maniera così massiccia anche elaborazioni grafiche su cui ho abbastanza lavorato. Vedi un pò che puoi fare...

golem

    > Chirurgia estetica, bisogni primari
    19 marzo 2004, di : g

    Ci scusiamo per l’inconveniente della dimenticanza della fonte dell’articolo, abbiamo provveduto immediatamente
> Chirurgia estetica, bisogni primari
19 marzo 2004, di : gianluca nicoletti |||||| Sito Web: Tristanzuolo

signor Giuseppe Castiglia

lei è un pò tristanzuolo, firma un pezzo dove di suo non ha messo nemmeno le virgole. Il testo è un copia incolla da golemblog e rainetnews. Le immagini sono prese tutte da golemblog, lo so bene perchè le ho elaborate personalmente. Non sarebbe male dichiarare almeno la fonte o linkarla direttamente, ma se questo le serve a illudersi di essere un giornalista si serva pure.

gianluca nicoletti

    > Chirurgia estetica, bisogni primari
    19 marzo 2004, di : g

    Ci scusiamo per l’inconveniente della dimenticanza della fonte dell’articolo, abbiamo provveduto immediatamente.