«Chi scrive male...»


Bronte e il suo leggendario «Organo di stampa ufficiale»
venerdì 16 gennaio 2009, di Alberto Giovanni Biuso - 764 letture

Un mio amico filosofo sostiene che «chi scrive male pensa male, e chi pensa male è pericoloso». Se è così, e anch’io lo credo, i brontesi devono stare attenti. Anche il più recente numero di Bronte Notizie (Anno XXVI, numero 2, dicembre 2008), infatti, fa rabbrividire.

«Ma non potrà mai dimenticare Bronte ed i brontesi, cui devo tanto ed ai cui tanto voglio ancora dare» (p. 8); caro neo consigliere provinciale Aldo Catania, si dice “e ai quali tanto voglio ancora dare”, oppure “cui tanto voglio ancora dare”, senza “ai”. «Non ci siamo sottratti dal compito» (p. 9); caro presidente del Consiglio comunale Gino Prestianni, si scrive “non ci siamo sottratti al compito”. «Devo confrontarmi con domande che presuppongono risposte» (p. 3); ma caro sindaco-senatore Firrarello, conosce domande che non presuppongano risposte? Oppure è, la sua, una raffinata allusione alle domande retoriche? Lei, inoltre, invita (nella stessa pagina) «ad essere fiduciosi nel miglioramento dell’umanità»; non ci si potrebbe accontentare del miglioramento di Bronte, che -invece- sotto la sua sindacatura sta vedendo un pericoloso incremento dell’attività malavitosa (cfr. recenti sparatorie e furti)?

Tanto più stupefacente risulta il peana elevato dal dott. Salvatore Gullotta (capogruppo Pdl), che esalta (a p. 9) i mutui contratti dal Comune e che i brontesi pagheranno per generazioni; delinea, poi, un quadro del paese che mi sembra degno dei cartoni animati di Walt Disney. Leggiamo: «Non esiste più la Bronte prima del 2005 [qui manca il “di prima”]; triste, buia che aveva quasi paura di mostrarsi. Adesso c’è la Bronte viva, vitale, alle ore 8 di un giorno feriale: il commerciante apre il suo negozio. Gli studenti entrano ai Licei [ma prima del 2005 negozi e Licei di Bronte rimanevano chiusi?]. La gente va al lavoro pensando che alla sera ci sarà la notte bianca [una sola notte all’anno, alla quale “la gente” pensa per dodici mesi!]. L’agricoltore lavora il suo terreno che, con la sagra del pistacchio, ha riacquistato valore. L’artigiano va a completare la casa per la figlia che sta per sposarsi. Un pensionato accompagna il nipotino a scuola». Meraviglioso, davvero.

Ma i genitori sanno che dal prossimo settembre quel “nipotino” usufruirà di un’offerta formativa ridotta di un terzo a causa dei Decreti della Ministra Gelmini? Sanno le maestre brontesi che hanno votato per il sindaco-senatore alle politiche dell’aprile 2008 che una su tre dovrà lasciare la propria classe e -se non è di ruolo- pure il lavoro? Sanno che dovranno dire grazie per questo anche al Senatore Firrarello che quella legge ha approvato a Roma? E alla luce di tale sostegno del Sindaco alle politiche contro la scuola del Governo Berlusconi, che valore hanno le dichiarazioni del suo congiunto Presidente della Provincia di Catania a proposito dell’attenzione rivolta alla «formazione dei giovani, la ricerca scientifica, lo sviluppo economico ma anche culturale e sociale del territorio»? (Catania Provincia euromediterranea, anno XXVI, n. 2, settembre 2008, p. 21; dichiarazioni ribadite anche sul bollettino brontese, a p. 7).

Forse gli amministratori di Bronte farebbero meglio a esaltare meno in teoria il Venerabile Ignazio Capizzi [nella foto qui sopra] per la sua creazione di centri di cultura (pp. 13-14 del Bollettino brontese e pp. 6-7 di quello provinciale) e a studiare di più. Comunque, non volendo apparire soltanto critico, mi metto a disposizione come correttore di bozze per il prossimo numero di Bronte Notizie. Gratis, naturalmente. Solo per il bene del mio paese.

www.biuso.eu

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«Chi scrive male...» "Luogo comune"
19 gennaio 2009

“Chi scrive male pensa male, chi pensa male è pericoloso.” Sostengo che è un “luogo comune.” I brontesi hanno un particolare, non si espongono più di tanto nel commentare i loro governanti. Sarà per i fatti di Bronte nel 1860? Fare opposizione, controllare i propri amministratori, ecc. è DEMOCRAZIA. Grande consenso per A. G. Biuso.

Un brontese al nord.

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