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Chi ha votato il Rosatellum?

Adesso sembra sia un problema per costituire il nuovo governo. Lo dicono tutti. Lo dicono in troppi. Anche chi lo ha votato lo scorso 26 ottobre 2017.
di Piero Buscemi - mercoledì 7 marzo 2018 - 11754 letture

Che in Italia si soffra di amnesia storica e politica, è già oggetto di studi approfonditi dei migliori psicologi politici internazionali. Certo, ascoltare le dichiarazioni del post-voto, da parte di certi personaggi che occuperanno i seggi delle aule parlamentari, fa riflettere. Anche se sappiamo già che, tutto questo, sarà nell’oblio nei prossimi giorni.

Noi, che qualcuno sostiene non riusciamo a farci i... nostri, siamo andati a spulciare su internet per ricordarci e far ricordare agli italiani, chi ha voluto questa astrusa legge elettorale, la mitica Rosatellum che, solo oggi stranamente, tutti, vincitori e vinti, si sono accorti fosse un’altra "porcata", degna del miglior Calderoli.

La prima notizia dell’epoca, che ha solleticato la nostra curiosità, è datata 26 ottobre 2017 e riportata sul portale Il Post che titola "Il Senato ha approvato il Rosatellum. La nuova legge elettorale è stata approvata definitivamente: hanno votato a favore tutti i partiti della maggioranza, più Forza Italia e Lega Nord".

Proseguendo la lettura, si apprende che hanno votato contro Movimento 5 Stelle, Articolo 1-MDP e Sinistra Italia-Possibile. Per i più distratti, riassumiamo i cardini di questa legge elettorale, premettendo che la spiegazione arzigogolata che ne scaturisce, non siamo in grado di rendere più comprensibile.

Prima, però, apriamo una piccola parentesi con un giochino di memoria. Tanto per tastare le facoltà mnemoniche dei nostri lettori. Quanti ricordano che la legge voluta ad ogni costo dalla maggioranza, è stata approvata con l’aiuto indiretto dei due dei principali partiti d’opposizione di quel tempo, Lega e Forza Italia? Quanti ricordano che la legge è maturata a seguito di 5 precedenti articoli del giorno prima, discussi e votati in Senato, e che i segretari dei su menzionati partiti politici, non hanno partecipato alle operazioni di voto per fare abbassare il quorum? Quanti ricordano le manifestazioni di protesta ad opera del Movimento 5 Stelle, davanti al Pantheon per l’ennesimo utilizzo della fiducia per farla approvare?

Precisiamo che, per coloro che avranno la capacità di rispondere correttamente alle domande, magari arricchendo di particolari a noi sfuggiti, non è previsto alcun premio.

Passiamo a questo nostro tentativo di spiegare i dettagli della legge in questione. Il Rosatellum è stato concepito per introdurre un sistema elettorale Misto Proporzionale Maggioritario. Un acronimo, MPM, che ci ha ricordato il Movimento Popolare della Moralizzazione, nato una ventina di anni fa a Roma, fondato da Sergio de Bari, solista del teatro dell’Opera, Mario Auriemma, titolare di una catena di negozi, ed altri personaggi della società romana, con lo scopo di sostenere le idee di chi, già nel 1995 si sentiva sfruttato e preso in giro dalla Prima e dalla Seconda Repubblica.

Cicli storici che si ripetono, forse. Tornando al Rosatellum, circa un terzo dei seggi tra Camera e Senato è stato eletto in scontri diretti all’interno di collegi uninominali. I due terzi rimanenti sono invece stati eletti con un sistema proporzionale. La legge ha previsto anche che fosse impossibile il voto disgiunto, ossia quello di votare il candidato al collegio uninominale e una delle liste che appoggiavano un altro candidato. Questo è il nostro breve riassunto. Non pretendiamo di essere stati chiarificatori.

A proposito di cicli storici, fa effetto sapere che, prima di questa occasione, per approvare una legge elettorale si ricorse al voto di fiducia nel lontano 1953. Erano i tempi della Balena Bianca, che ha governato l’Italia per cinquanta anni. Poi nel 2015 Renzi utilizzò lo stesso espediente per fare approvare l’Italicum. Il resto è storia di oggi. Sarà per questo che, quando si vuole sottolineare la condotta politica dell’ex presidente del Consiglio, lo si definisce democristiano?


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