Chi guarda al dito mentre la luna si fa nera

di Luigi Boggio - mercoledì 8 dicembre 2021 - 1933 letture

Invece di riflettere sui motivi della proclamazione dello sciopero di Cgil e Uil forze politiche e gran pensanti si stanno agitando oltre ogni misura contro lo sciopero "non motivato" e dei "migliori".

Che le diseguaglianze crescono, che nessuna crisi aziendale è stata risolta, che in dieci anni i salari sono diminuiti oltre il 2%, mentre in Germania e Francia sono aumentati mediamente del 25%, che i giovani scappano perché non trovano lavoro e per salari da fame, che la povertà è aumentata, che la spirale inflazionista si mangerà salari, stipendi, pensioni con la chicca finale che l’evasione aumenta.

Oltre non bisogna andare perché la manovra è giusta e che il governo Draghi non si tocca, però in Parlamento i partiti si dividono per spartirsi le somme messe a disposizione del governo, 8 miliardi, per l’Irpef e altro. Non solo non riflettono sui motivi dello sciopero, ma neanche su quello che ultimamente va dicendo il Presidente della Repubblica sul Bis, tanto invocato ieri sera all’apertura della Scala, sui rischi di trasformare l’eccezione in normalità, l’emergenza in ordinario.

Lo stato d’eccezione può essere un vantaggio per delle risposte sociali e economiche a breve termine, ma un danno pesante a medio e lungo termine. A mio avviso dovrebbe essere un tema di grande riflessione, che dovrebbe coinvolgere ognuno di noi, essendo un passaggio fondamentale della nostra vita democratica. Tutto si tiene dalle condizioni economiche e sociali in cui vive il Paese e la questione democratica.


La luna e il pittore


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