Chi controlla il rifacimento del manto stradale?



lunedì 23 agosto 2010, di giovanni d’agata - 264 letture

Ogni anno in Italia si verificano migliaia di incidenti mortali dovuti per la gran parte alla velocità, all’imprudenza ed imperizia degli automobilisti, ma si calcola che un buon 30 % siano direttamente causati dallo stato delle strade ed in particolare dalla presenza di buche su di esse. Gli enti preposti spendono per il rifacimento della rete stradale consistenti quote dei propri bilanci, un vero e proprio businness per le migliaia di ditte del settore, ma è sufficiente una semplice verifica empirica - anche se sul punto sono state condotte già approfondite inchieste giornalistiche - per appurare che molto spesso i lavori di miglioramento e ripristino del “tappetino” d’asfalto lasciano a dir poco a desiderare, dimostrando la loro palese provvisorietà o comunque la tendenza al “risparmio” sulla qualità e lo spessore dello stato d’asfalto che dopo pochi mesi e alle prime piogge si sgretola come se non fosse mai stato steso. Se tutti i lavori fossero fatti a regola d’arte e rispettando le norme tecniche, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, le nostre strade non si presenterebbero come delle insidiose “groviere” causa di migliaia di sinistri stradali e si avrebbe una riduzione consistente dei costi sociali che raggiungono, oggi, livelli impressionanti. Giovanni D’Agata, si chiede, dunque, se allo stato, i controlli sui lavori di rifacimento siano puntuali ed invita gli enti proprietari delle strade e gli uffici preposti a procedere a verifiche accurate e costanti.

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Chi controlla il rifacimento del manto stradale?
26 settembre 2011, di : Mauro

buongiorno ci sono delle PALESI SITUAZIONI in cui la qualità dell’asfalto è paragonabile ad OMICIDIO PREMEDITATO, basta andare sul posto e constatare. A chi si denuncia questo fatto? al GABIBBO? - oppure ci si infila in un iter burocratico vergognoso che non porta certo ai colpevoli

abito a Milano non a Bengasi

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