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Che modello anti-Covid-19 stiamo usando?

Vi siete mai posti questa domanda? Io me la pongo da giorni continuamente, senza sapermi dare una risposta. Anzi, più tempo passa e peggio è.
di Gaetano Sgalambro - giovedì 26 marzo 2020 - 421 letture

Vi siete mai posti questa domanda? Io me la pongo da giorni continuamente, senza sapermi dare una risposta. Anzi, più tempo passa e peggio è.

Stiamo usando i modelli esteri: cinese o sudcoreano? O i modelli nazionali? E quali di questi: il modello Borrelli, quello Fontana o quello Zaia? O quale possibile miscellanea tra questi? Boh? Poveri noi.

In questo bailamme mi sento autorizzato, anch’io, a dire la mia, brillante come le altre: propongo il metodo per scongiurare efficacemente la causa prima (e unica?) della diffusione del Covid-19, senza alcuna sensibile restrizione. Il metodo è fondato sull’alta tecnologia moderna, piuttosto che sulla intelligenza, pur non trascurabile, dei nostri magnifici tre eroi.

Il suo scopo è di evitare a ogni singola persona nell’approssimarsi all’altra, di valicare la soglia pericolosa del “contagio sicuro”, fissata nella distanza di 150 cm.

Si tratta di fare portare, a permanenza, ad ogni cittadino, che si trovi in un centro urbano o entro un abitato, un braccialetto dotato di trasmissione wi-fi e di un microbuzzer, che emetta una segnalazione acustica d’allarme, ogni volta che due soggetti si avvicinino meno di 150cm. Naturalmente disattivabile durante il sonno. Il progetto non presenta problemi ingegneristici e produttivi. Quanti bilioni di mascherine e tamponi si potrebbero risparmiare? Per non dire che si potrebbe evitare lo “stai a casa” se vi si implementasse la tecnologia GPS. Ma sono sicuro che i nostri tre eroi, strenuamente incoraggiati dai media, non tarderanno a maturarne la decisione.

Che ne dite? Scherzare è un modo di esorcizzare!


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