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"Che Caspita Sappiamo Veramente?"......

....è il titolo di un film (ed anche un Libro) uscito a Novembre 2006 negli Stati Uniti d’America con il titolo “What The Bleep Do We Know? Ma non ancora in Italia anche se è prevista l’uscita agli inizi di dicembre. Andatelo a Vedere. Per saperne di più sul cervello e la biochimica delle emozioni.
di Enzo Maddaloni - giovedì 23 novembre 2006 - 7350 letture

Il dr. Joe Dispenza è un altro scienziato (medico ricercatore) che nel corso degli ultimi cinque anni ha tenuto lezioni agli studenti della Ramtha’s School of Enlinghtenment negli Stati Uniti, in cui ha confermato e approfondito gran parte delle informazioni di natura scientifica trasmesse da Ramtha’s nei suoi insegnamenti.

Sia Ramtaha’s che il Dr. Joe Dispenza , oltre ad altri scienziati come ad esempio la D.ssa Candace Pert, intervengono nel libro e film uscito a Novembre 2006 negli Stati Uniti d’America “What The Bleep Do We Know? (Che Caspita Sappiamo Veramente?). A breve dovrebbe uscire anche in Italia. Il film è bellissimo e raccomando tutti di andarlo a vedere.

La Regia è di William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente Interpreti: Marlee Matlin , Elaine Hendrix , Barry Newman , Robert Bailey Jr, John Ross Bowie, Armin Shimerman, Robert Blanche, David Albert, Marsha Clark, James Langston Drake, Dan Finnerty , Amit Goswami, John Hagelin, J.Z. Knight , Sherilyn Lawson, Michele Mariana, Eric Newsome, Dawnn Pavlonnis, Candace Perth, Ramtha, Mercedes Rose, Jeffrey Satinover, Jeff S. Dodge, Carol Stanzione, Leslie Taylor, William Tiller, Tin Tran, Tara Walker, Fred Alan Wolf ; Soggetto: William Arntz, Betsy Chasse, Matthew Hoffman, Mark Vicente Costumi: Ronald Leamon ; Musiche: Barry Coffing, Christopher Franke, Elaine Hendrix, Michael Whalen Montaggio: Jonathan P. Shaw ; Produzione: Scott Altomare, William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente.

Il film è un’affascinante viaggio tra cervello, mente, corpo e spirito. Molto ben fatto sia dal punto di vista della sceneggiatura che dal punto di vista della realizzazione tecnica e della fotografia.

Come sempre, magistrale l’interpretazione di Marlee Matlin. La protagonista principale, sorda dall’età di 18 mesi, è segnante nativa di American Sign Language (ASL). Un particolare che potrà sfuggire ai più e che durante la recitazione di Marlee si può osservare come nelle conversazioni "ascolti" attraverso la lettura labiale e parli usando in modo particolarmente fluente la Lingua Americana dei Segni, prerogativa, difficilmente imitabile, dei sordi madre lingua segnanti.

Ė esperienza quotidiana della persona sorda la conversazione con persone udenti il cui parlato non può che essere interpretato attraverso la lettura dei movimenti delle labbra ed attraverso vari elementi del contesto comunicativo. Nell’esprimersi, invece, il sordo segnante può scegliere di comunicare nella propria varietà di Lingua dei segni oppure di usare la voce per produrre la lingua o le lingue vocali che conosce. In questo senso ci troviamo difronte anche qui ad un caso di "unitarietà" della comunicazione.

Nel film vengono trattati diversi aspetti scientifici nel "campo" della fisica e matematica quantica, della biochimica delle emozioni e di come funziona il nostro corpo ed il nostro cervello.

Il cervello è un organo-ponte tra corpo e spirito, oggi utilizzato, come il DNA, in percentuale minima dall’umanità. Per il cervello usiamo circa il 10/15% per il DNA addirittura solo il 3% si pensi che il Gorilla africano ne usa il 2%. Comprendendone il funzionamento quindi è possibile potenziare la nostra capacità di crescita personale e di costruzione della realtà che ci circonda .

Le molteplici tesi che si confrontano in questo campo (ben sviluppate nel film) e che spaziano, come accennavo, dalla: psicologia, fisica e matematica quantistica, alla fisica sub atomica, alla teologia, alle scienze mediche ed astrali, alla religione intesa nel suo concetto di “spiritualità” e quindi come elemento unitario di tutti gli uomini, al di la del loro credo specifico e della sua forma: cattolici, buddisti, mussulmani, ebrei, ortodossi, anglicani, ecc. che siano, ci confermano l’unitarietà tra Pensieri, Emozioni, Corpo.

Azzardo qui un concetto: Io sono il Dio Tuo? L’uomo è a Sua immagine e somiglianza: Quest’io sta per se, per noi, per ognuno di noi ? Chi ha vissuto la spiritualità come lo stesso figlio di Dio? L’uomo Gesù la visse pienamente per il Suo Padre. Chi ha vissuto un miracolo, l’ha vissuta anch’egli questa esperienza?

Joe Dispenza è uno dei pochi scienziati al mondo che è riuscito a superare la separazione tra scienza e spiritualità parlando di genetica, delle molecole delle emozioni, delle neuroscienze, dell’anatomia e fisiologia . Per questo è importante comprendere i meccanismi essenziali sia fisiologici che biochimici che ci inducono a comportamenti ripetitivi e negativi.

Il Dr. Joe Dispenza con i suoi studi ci ha offerto, la possibilità di rompere la prigione delle abitudini mentali “avventurandoci” verso mondi sconosciuti e avventure straordinarie e questa esperienza è raccolta anche in un DVD dal titolo appunto “Il Cervello” che presenta una delle sue tante conferenza fatte nella scuola dove insegna.

In estrema sintesi il cervello funziona sulla base di due livelli:

I.le connessioni simpatiche site (diciamo) nella parte centrale dei due lobi celebrali (destro/sinistro), collegati da interconnessioni nel in media 40/45 miliardi (nel cervello di Heinstein ne contarono 150 miliardi). Questa parte centrale rappresenta la consapevolezza sociale: persone, luoghi, cose, tempi, eventi, per sopravvivere con il corpo più i sensi;

II.il sub conscio il fare le cose senza pensare.

Il cervello è governato da due leggi:

I.legge di associazione = associare alle conoscenze; accettazione delle cose comuni e che conosco;

II.legge di ripetizione = schemi associativi = letto-sonno; auto-guido; ecc.

Ad esempio un errore di ripetizione è quello che commetteremo guidando una macchina in Inghilterra con guida sinistra, mentre da noi c’è la guida a destra: invece di accendere la freccia, accenderemo il tergicristallo, perché il devio-luci è invertito.

L’associazione avviene nella parte centrale del cervello e al di fuori di questo box centrale si forma la realtà che è una visione tra la parte di sub-conscio e la parte del lobo frontale dove avvengono le proiezioni della realtà.

Realtà, che se oguno di noi associa al proprio sapere alla propria esperienza ad esempio: se facciamo una conferenza internazionale in Italia e suonano le campane di mezzogiorno, molti italiani avranno fame e vogliono mangiare, nel mentre altre persone di nazionalità diversa, che non associano il suono delle campane al mangiare, non gli viene fame.

Ci sono poi le esperienze cosiddette “analogiche”, che lasciano il vostro corpo e vanno altrove. Io non sono il mio corpo, il tempo scorre e non me ne sono accorto questa ci spinge a chiederci anche: cos’è la realtà?

Nella fisica sub-atomica oggi già si parla (esperienza di David Bohm – Fisico dell’università di Londra) che la realtà oggettiva non esiste e che nonostante l’apparente solidità , l’universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato. Noi stessi non saremmo delle entità fisiche che si muovono in un mondo fisico e un campo della pura illusione. Vi potrà sembrare strano ma ognuno di noi ha vissuto un esperienza “analogica”.

Facciamo un esempio: sto guidando la macchina e viaggio in autostrada. La mia macchina corre a 130 Km all’ora ma io sto pensando ad altro ad un certo punto giungo in un posto ed ho la sensazione di non sapere come esserci arrivato. Qualè la realtà che ho vissuto in quell’ora di viaggio e quale strada ho fatto per giungere in quel luogo? Non ho assolutamente memoria di quel vissuto ho perso il senso del tempo, banalmente mi sono distratto? E chi ha guidato la mia macchina ? Quale realtà ho vissuto?

Un parte del mio cervello mi ha fatto guidare la macchina: il mio sub-conscio – il mio pilota automatico - ha guidato per me mentre io stavo altrove? Ma in quel momento ho immaginato la mia realtà proiettandola dove? Nella parte anteriore del cervello: il lobo frontale.

Quella parte di cervello molto sconosciuta che agisce quando la parte centrale, lavora al di fuori dello schema e trasferisce la sua azione contemporaneamente sia all’ippocampo che al lobo inferiore (sub-conscio) che insieme è come se proiettassero un film sulla parte anteriore del cervello che io vivo mentre il mio corpo fa altro. In questo caso guida la macchina come se fossimo state due persone distinti e qui subentra anche la teoria dei più io.

Quindi ogni parte del nostro cervello è legata ad un sigillo: vivere come essere umani; vivere sopra; staccarsi; per avvicinarsi a Dio. E qui che si compie il miracolo?

Ma si può vivere da essere umano in maniera "indipendente" dalle emozioni? Staccarsi dalle emozioni però si può rischiare il caos, queste rappresentano la nostra identità di uomo. Quindi, qual è la cosa che più ci può liberare per essere "uguali" e per certi versi anche più vicini al nostro Dio? Joe Dispenza ne indica una: la gioia!

Essere dipendenti dalle emozioni negative è pericoloso perché la biochimica che crea il cervello può produrre sostanze che con l’andare del tempo produrranno malattie. Vediamo come.

Ad esempio lo stress produce una sostanza l’adrenalina che induce rigidità muscolare e contrazione. L’adrenalina viene rilasciata lentamente ma è molto potente. La produzione di adrenalina eccita le ghiandoli surrenali che producono a loro volta corticosteroidi (cortisone naturale). Se la situazione di stress continua si resta prigionieri di questa “nostra realtà” e quindi si ha bisogno di queste sostanze chimiche per potersi sentire vitali.

Quindi queste sostanze creano dipendenza e con l’andar del tempo producono anche abbassamento delle difese immunitarie.

Quindi se il nostro corpo è abituato allo stress ha bisogno di queste sostanze (dico queste come di altre) e quindi deve ricreare a sua volte attraverso processi emozionali proiezione delle immagini di quelle emozioni di cui voi siete dipendenti facendovi entrare in un circolo vizioso.

La sofferenza dà piacere, è come mangiare la cioccolata. Joe Dispenza nella sostanza sostiene che l’emozione è prodotta anche in rapporto al “nostro” bisogno di “chimica”.

Ora vediamo come questa si trasferisce dal cervello agli organi. Ad ogni singola emozione corrisponde un impronta chimica (neuropeptide) prodotta dall’ippotalamo che la trasmette all’ipofisi e l’ipofisi la immette nel gruppo sanguigno che a sua volta le trasmette alla cellule: rabbia , invidia, ecc, attraverso i recettori che con un sistema a chiave si inseriscono sulla superficie della cellula modificando il DNA e le proteine.

Quindi avremo proteine dei muscoli delle ossa con rabbia ed invidia; proteine modificate, aminoacidi fatti con: il codice della rabbia, dell’invidia, dell’avidità, ecc. ?

Abbiamo visto che i recettori funzionano con “un sistema a chiave” corrispondendo perfettamente alla cellula dell’organo interessato. Stimola la cellula ed il suo DNA ed il DNA si “srotola” e crea a sua volta il DNA della rabbia e dell’invidia.

Ad esempio gli studi portati avanti negli Stati Uniti, sia dal dr. Joe Dispenza che da Candace Pert (leggetevi anche la riflessione: "Biochimica dell’emozioni") hanno identificato ad esempio che l’avidità trasforma il DNA favorendo il diabete cambiando la sequenza dell’insulina.

Ora se pensiamo che un semplice sguardo di una bella donna, negli uomini crea l’eccitazione ed anche l’erezione del pene o nella donna eccita altri organi del corpo, potremmo dedurre che ogni emozione, o meglio, la chimica prodotta da una particolare emozione potrebbe (anche) colpire un determinato ed esclusivo organo del corpo umano modificandone la natura originaria producendo una malattia ?

Oggi sappiamo che il DNA è composto da circa 300 Mld di neronuclidi ma solo il 3% di questo viene utilizzato dall’uomo. Non si sa cosa ne fa il corpo umano dell’altro 97%.

Ora se diamo per scontato che il 3% del DNA è rappresentato dall’aspetto delle mani, degli occhi, dei capelli e dal sangue ecc. nella sostanza “espressione del nostro essere”, potremmo ipotizzare che l’altro 97% potrebbe essere nella “mente di Dio” (?) : il vivere eternamente; il vivere invisibili; ricostruire le ossa; o farsi le ali per volare?

Qui torniamo un attimo alla nostra “esperienza analogica” per poter ipotizzare, che se riuscissimo ad usare meglio il nostro cervello, realizzando una proiezione diversa della nostra realtà, potremmo compiere anche quel salto, che ci porterebbe ai processi di auto-guarigione?

Cosi, come già suggeriscono molti scienziati tra cui lo stesso Joe Dispenza o Ramtha’s o per altri versi la stessa Candace Pert ?

Nella sostanza fino a poco tempo fa il cervello veniva visto a pezzi quasi interdipendenti oggi si può affermare (certamente) il contrario, proprio grazie a queste nuove ricerche.

Tutto è unitariamente collegato con sistemi di comunicazione interdipendenti e che addirittura le stesse emozioni negative, possono essere prodotte dal nostro cervello, per esigenze biochimiche per le abitudini del nostro corpo. Come ? Proiettando quella parte della consapevolezza sociale di cui ogni giorno siamo pieni di stress e per un’esigenza di assuefazione e di dipendenza a quella specifica sostanza che ci mantiene “vitali”, "eccitati", "vivi".

Il dr. Dispenza insieme gli altri scenziati sia nel corso del Film che della sua Conferenza su "Il Cervello" ci introduce anche nell’analisi delle nostre esperienze quotidiane e qui faccio un esempio: siamo stanchi/e e stressati/e. Ci rivolgiamo al nostro medico di fiducia, il quale ci consiglia un meritato riposo. Partiamo andiamo in viaggio. A quel punto ci mettiamo in macchina, accendiamo la radio, e cerchiamo di rilassarci. Ma ci accorgiamo che ci manca qualcosa. Ci incominciamo ad annoiare. Ci manca ancora qualcosa. A questo punto iniziamo a pensare a tutto ciò che abbiamo lasciato a casa, alle persone, alle cose fatte e da fare (non stacchiamo per niente la spina) anzi, ci stacchiamo dalla situazione che stiamo vivendo in quel momento e pensiamo....

.....a quella persona che il giorno prima ci ha fatto innervorsire tremendamente, a quell’altro che ci ha detto una cosa due giorni prima che pure ci ha fatto arrabbiare e poi, e poi....... ,

cosi ricominciamo a riprodurre le emozioni della rabbia, per produrre adrenalina, di cui il nostro corpo ha bisogno e così il circolo ricomincia.

Avete mai pensato andando in vacanza “non mi sono affatto riposato..." oppure alla sofferenza e la nostalgia di quando tornate a cosa può indurre?

La terapia che oggi questi ricercatori stanno studiando e quella della cosiddetta “libertà da emozioni”.

Attenzione, come già detto, non significa essere senza emozioni, in quanto il nostro corpo andrebbe nel caos, ma utilizzare un meccanismo di superamento della (nostra) dimensione di dipendenza da certe emozioni negative attraverso un percorso di consapevolezza del se.

Per "libertà dalle emozioni" si intende quindi un processo che attraverso "la gioia" porti a liberare la nostra mente dalla “regola al ribasso” proprio in ragione del fatto che quando si è provata una chimica stressogena il nostro corpo se la ripropone (automaticamente) in un circolo vizioso, attraverso la costruzione di modelli di pensieri, che ripropongono alla nostra memoria dei sensi “il risveglio dei sensi”. Nella sostanza , sostiene il Dr. Dispenza, "... cosa è gradevole per me che mi fa allontanare da quello che per me non è piacevole?"

A questo punto Joe Dispenza per aiutarci nella comprensione definisce uno schema, una formula:

atteggiamento=reteneuronale=neuropeptide=recettori=cellula=DNA= espressione di vita=salute.

Le nuove scoperte, fatte negli ultimi anni, nel campo della biochimica delle emozioni si potrebbe dire che ci hanno insegnato a "costruire" delle tecniche che producono “liberazioni dalle emozioni" attraverso percorsi della consapevolezza del se e che queste sono anche nel concetto più spirituale la chiave per avvicinarsi al "nostro" Dio.

Qui qualcuno potrebbe dire: rischiamo di essere blasfemi? Certo siamo nell’ambito delle congetture della pseudoscienza. E, se anche fosse? Non è questa oggi la disciplina che utilizza metodi “non scientifici” per tentare di spiegare eventi e fenomeni naturali, ma apparentemente insoliti ed inspiegabili ?

Potrebbe essere che le stesse "leggi della medicina del Dr. Hamer" che introducono proprio il concetto di "conflitto biologico" intese oggi “come fenomeni non spiegabili” scientificamente potranno un giorno essere spiegati, come nel caso della storia (leggenda) degli Indiani d’America che non videro le caravelle di Cristoforo Colombo arrivare vicino alla spiaggia, perché non le aveva mai viste prima, e solo lo Sciamano riuscì attraverso la sua esperienza a farle vedere a tutti gli altri ?

“Che non sia venuto in mente a nessuno che il cervello, la centrale operativa del nostro organismo, possa essere responsabile di tutte le malattie è quantomeno strano nell’era dell’informatica” (Dr. Hamer)

Nel frattempo continuo a studiare da Clown Dottore già da un pò di tempo avevo compreso di stare sulla buona strada: mal che vada la gioia ed il sorriso comunque ci libera e ci rende uguali ed anche (spero) un pò più vicini a Dio.

Fonti : Il Film ed il Libro “What The Bleep Do We Know? (Che Caspita Sappiamo Veramente?) sono già usciti negli Stati Uniti ed a breve usciranno anche tradotti in Italia; “La Voglia di Guarire” di Norman Cousins Ed. Armando Armando; “Molecole & Scelta” di Candace Pert, PhD, è apparso per la prima volta su “Shift: alle frontiere della consapevolezza” (No. 4, September-November, 2004, pp. 20-24), tutti i diritti riservati. Copyright 2006. L’intervista a cui faccio riferimento si può leggere completamente sul sito della rivista "Scienza e Conoscenza": http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo.php?id=6075;

“La medicina sottosopra E se Hamer avesse ragione” di Giorgio Mambretti e Jean Seraphin ed Amrita; “Il Cervello” conferenza del Dr. Joe Dispensa si trova anche in DVD.

P.S. Non dimenticatevi di andarvi a vedere il Film !


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"Che Caspita Sappiamo Veramente?"......
29 novembre 2006, di : Luciana

"Non vedo l’ora che sia vero ! Che arriverà anche in Italia? Ma per che cois tanto tempo? Sarebbe per caso "indesiderato"? Saluti! Luciana"
    "Che Caspita Sappiamo Veramente?"......
    2 dicembre 2006, di : Enzo Maddaloni

    Con l’occasione di rispondere a Luciana corrego una mia lacuna informativa.

    Il Film "What the bleep do we know!?": Che caspita ne sappiamo veramente? è stato creato da un produttore di film indipendente, negli USA ed è stato presentato per la prima volta (non a novembre del 2006) ma bensì nel febbraio del 2004.

    Questo film già proiettato in tutto il mondo (anche attraverso canali alternativi) è stato accolto con grande ammirazione dal pubblico che l’ha visto. Tra proiezioni e DVD in lingua originale si presume che solo però 5.000.000 di persone l’hanno visto.

    Cosa significhi tutto ciò provatevelo a spiegare voi.

    In Spagna mi risulta che alla proiezione del film seguì anche un seminario del giapponese Masararu Emoto’s ed anche tutta la sua ricerca sulla "meraviglia delle acque" è stata molto meglio compresa.

    Si pensi che in giappone, sulla base delle teorie di Emoto’s, si sta sviluppando una tecncologia che fotografando i cristalli dell’acqua, possa prevenire i terremoti "...l’acqua dovrebbe essere quella più sensibile alla disarmonia delle diverse vibrazioni e potrebbe registrale....questo significa che se teniamo sotto controllo i cristalli dell’acqua del terreno frequentemente, possiamo incominicare a prevedere i terr(emoto) e mar(emoto) in funzione delle perturbazioni che sensibilizzano i cristalli dell’acqua".

    Per quanto riguarda il film, se proprio non dovesse arrivare nelle nostre sale cinematografiche, vi informo che è possibile scaricare da internet una copia in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

    E’quello che sono riuscito a vedere anch’io. Per il sapere libero: scaricate! (su emule scrivete il titolo del film in inglese + "sottotitoli in italiano" e come per magia ......

    "Che Caspita Sappiamo Veramente?"......
    7 febbraio 2007, di : Enzo Maddaloni

    I sensi inviano un segnale proveniente dal mondo esterno fino al cervello. I neuroni si scambiano i segnali attraverso il meccanismo elettrochimico.

    Una ricercatrice, questa volta italiana, Liliana Minichello laureata all’Università di Napoli ha scoperto la "molecola della memoria" TrkB. Aver viva nella memoria "torti compresi".

    Quando un’esperienza viene ripetuta, i collegamenti fra i neuroni si "irrobustiscono", con il tempo la sensazione si trasforma in ricordo il ricordo in emozioni, il processo di apprendimento, del ricordo e delle stesse emozioni o conflitti oggi dipende anche da una molecola che "fissa" i legami fra i neuroni. (Neuropeptide e Recettori)(?).

    Mancando la molecola TrkB il processo di apprendimento (memoria) non riesce a ricordare. Einstein, a riposo, era uguale al cervello di ogni altra persona. La differenza si poteva apprezzare solo quando lo scienziato elaborava un pensiero complesso. In quel momento è importante come cambiano i neuroni.

    Ora alla luce anche delle osservazioni e degli studi fatti da Francesco Bottaccioli sulla PNEI; Candace Pert sulla "biochimica delle emozioni"; da Joe Dispensa su come funziona il nostro cervello, nel suo rapporto tra emozioni e corpo; dallo stesso Dr. Hamer con le sue 5 leggi della nuova medicina e di questa ultima importante scoperta della molecola della memoria potrebbe essere possibile ipotizzare, anche alla luce delle osservazioni fatte dai ricercatori del "Researchc Clinic for Holistic Medicine" di Copenhagen e pubblicate nel vostro sito dell’associazione ALBA del Dr. Hamer; si può ipotizzare che se il tumore o cancro è il prodotto di un "conflitto biologico naturale" che si è potuto produrre anche per effetto di un "conflitto di memoria" "di un vissuto negativo" lo stesso potrebbe essere rimosso "aprendo la porta o chiudendola" anche con l’aiuto della "molecola chiave" TrkB della memoria ?

    .. la relazione completa e la lettera del Dr. Hamer la potete leggere sul sito dell’Ass. ALBA:

    http://www.albanm.com/home.htm