Charlie Hebdo: non è finita

Prendiamo atto che la situazione è destinata ad aggravarsi fra opposti estremismi fasulli e inqualificabili ipocrisie

di Emanuele G. - mercoledì 14 gennaio 2015 - 2472 letture

Meglio dire tutta la verità: non è finita.

Non basta aver portato in piazza milioni di persone per metterci noi tutti quanti la coscienza a posto. Assolutamente no! Se no si rischia di eternalizzare l’ipocrisia che da anni tiene in scacco la vera risoluzione della questione afferente al Medio Oriente e all’estremismo islamico. Questione che attiene a un gioco geopolitico ben più ampio: chi domina realmente il mondo di oggi?

La verità è che siamo in guerra. In un mondo così "liquido" come il nostro non c’è più bisogno di dichiarare in maniera ufficiale una guerra. Si inizia una guerra, un punto e basta. Certo è una guerra "strana" nel senso che ci dovrebbero essere due parti in conflitto. Che, in realtà, rimangono invisibili e cercano di nascondersi. Come mai? In apparenza i giusti dovremmo essere noi occidentali e gli "sporchi, brutti e cattivi" di turno loro. A me sembra che le cose non stiano in questi termini. Tutto quanto sta succedendo nel mondo - dalla guerra contro la presenza sovietica in Afghanistan in poi - appare sibillamente "fake". Cioé falso. Costruito a tavolino.

Ecco, dunque, ritornare il tema dell’ipocrisia. Ipocrisia che sembra il motore attorno al quale ruota la storia recente del mondo. Cerchiamo di ragionarci su.

CHARLIE HEBDO. Piena solidarietà. Tuttavia, alcune cose vanno dette. A mio parere è già iniziata la campagna di banalizzazione commerciale del giornale francese. L’attentato servirà, con molta probabilità, a costruire un fenomeno sociale momentaneo trasformando Charlie Hebdo in uno dei tanti status symbol di una società occidentale venale e acritica. Tutti devono avere a casa una copia di Charlie Hebdo. In caso contrario non sei alla moda. Scommetto, inoltre, che il capitale correrà in soccorso di Charlie Hebdo per salvarlo! Assurdo? Non proprio. Infatti, è notizia recente che il governo francese ha concesso un milione di euro affinché il giornale continuasse ad uscire. Ma dietro l’angolo c’è un bel pericolo: il disegno di un ulteriore restringimento delle garanzie di libertà. Ma Charlie Hebdo non era il campione della libertà di stampa per antonomasia? Perché allora si presta a questa tragica messinscena? A dirla tutta Charlie Hebdo era diventato con il tempo l’organo di stampa ufficiale di un’annoiata sinistra radical-chic d’oltralpe il cui hobby principale era quello di sparare sentenze contro le religioni.

LA MANIFESTAZIONE DI PARIGI. Si è detto una manifestazione di pace. Ma quale pace? Era presente il segretario generale di quella Nato che nel corso della guerra contro la Serbia causò la morte di ben 16 giornalisti. Sono persone di pace il primo ministro israeliano e il presidente dell’Autorità Palestinese che da anni danno vita a una sanguinosa guerra in Medio Oriente? Oppure quel Re di Giordania che tiene in carcere un giornalista, condannato a 15 anni, che non vuole stare zitto? E che dire del presidente del Mali che ha cacciato da quel paese molti giornalisti liberi? Forse per questo Obama non si è presentato per evidente ipocrisia? Ancora. Molti capi di stato o di governo presenti alla manifestazione sono alla guida di paesi che lucrano molto dalla vendita delle armi. A partire dalla stessa Francia. Bene alla manifestazione. Nulla quaestio. Ma un interrogativo è lecito porsi. Come possono convinvere le istanze di libertà espresse dalla gente con quelle della sicurezza in progetto da parte dei leader politici?

UCRAINA. Voi direte che c’entra l’Ucraina con tutto questo? C’entra perché se si deve parlare di pace bisogna parlarne in senso generale ed ecumenico. Senza infingimenti e falsità. Come ha fatto l’Europa a dimenticarsi di un conflitto sorto al suo interno e che ha prodotto ben 20.000 morti? Un conflitto messo su solo per "normalizzare" quel paese all’interno delle logiche della globalizzazione e rompere un accordo strategico con la Russia che servirebbe molto per risolvere i mille problemi del mondo attuale. In più. Il rublo è al centro di un attacco speculativo proprio in coincidenza con il crollo del prezzo del petrolio. Come interpretare tutto ciò?

IL PREZZO DEL PETROLIO. C’è qualcosa che non torna sul versante del prezzo del petrolio. Normalmente - e lo insegnano i libri di economia - quando c’è un periodo di crisi il prezzo del petrolio scatta in avanti. Come mai allora il prezzo del petrolio è così basso? Neanche 47 dollari al barile? Guarda caso l’elemento calmieratore del petrolio a livello mondiale è rappresentato proprio dall’Isis che vende la preziosa materia prima a un prezzo di contrabbando. Inferiore, di molto, al prezzo stabilito dalle borse finaniarie. Questo per acquistare armi sul mercato ufficiale e ufficioso internazionale. Ancora una volta il connubbio indissolubile fra petrolio e armamenti.

LA SCOMPARSA DI UN RACCONTO A SINISTRA. Il crollo del Muro di Berlino sembra aver reso afona la sinistra a livello europeo. Una sinistra che via via è andata assumendo atteggiamenti, comportamenti e pensieri che nulla hanno a che vedere con la storia della sinistra. Molti esempi, al contrario, di una sinistra più alleata del capitale - Blair e Schroeder su tutti - che delle esigenze dell’umanità. Qualcuno mi sa riferire di un radicale cambio di politica estera allorquando la sinistra ha assunto il governo di un paese europeo? Essa stessa, pertanto, è diventata strumento di una "real politik" volta al mantenimento degli interessi strategici europei. Questa scomparsa della sinistra ha causato un danno ancora più grave. Di fatto privando larghe fasce della popolazione europea, soprattutto nei quartieri più popolari, di una visione laica della realtà. Ciò ha spinto ampie fasce della popolazione del nostro continente nelle grinfie di fanatici religiosi o estremisti di destra. Dov’è la sinistra nelle banlieu parigine o i borrough del "Londonistan" oppure nelle periferie italiane?

SCELTE GEOPOLITICHE SCHIZOFRENICHE. Leggo da più parti che le cancellerie occidentali quasi quasi si pentono di aver deposto e fatto uccidere Gheddafi. Ora, con il senno di poi, si fa notare che il Mediterraneo era un mare più sicuro proprio grazie a Gheddafi a cui noi occidentali avevamo delegato il "gioco sporco" contro gli immigrati extra-comunitari. Prima andava bene e in un secondo momento rappresentava il male assoluto? La stessa cosa è successo per Hussein. Gli abbiamo fatto una guerra sul falso assunto di una inesistente "smoking gun". Dopo ci si è accorti che forse con lui non sarebbe mai nato l’Isis in Iraq. L’anno scorso eravamo pronti a portare la guerra contro la Siria di Al-Assad. Un minuto prima ci siamo tirati fuori perché abbiamo scoperto che i cosidetti oppositori al sanguinario regime siriano erano ben peggiori. Erano qaedisti e membri dell’Isis. In maniera salomonica allora ci siamo messi a vendere armi a tutti. Che favoletta questa "esportazione della democrazia"...

SI SA CHI C’E’ DIETRO AL QAEDA E L’ISIS. Anche un bambino lo sa oramai. I paesi che supportano i movimenti estremisti arabi e islamici sono essenzialmente l’Arabia Saudita e il Qatar. Tutti sanno che alcuni principi della dinastia regnante araba, in susseguio all’ideologia wahhabita, finanziano da decenni la frastagliata e composita galassia dell’estremismo mediorientale. E l’Occidente civilizzato cosa fa? Invece di fare la cattiva faccia nei confronti di questi stati intrattiene meravigliose relazioni economiche. I soldi dei fondi sovrani di quegli stati fanno gola a tutti. E dato che "pecunia non olet"...ci si mette tutti d’accordo. Magari utilizzando l’arma del prezzo del petrolio per spingere gli attori ad atteggiamenti più miti?

GLI ESTREMISMI FASULLI. Guardate che non c’è differenza alcuna fra le posizioni della Lega Nord e dell’Isis. Sono in realtà alleati. Consapevoli? Inconsapevoli? Hanno tutti lo stesso obiettivo. Tenere in scacco l’Europa instigando in ognuno di noi un diffuso e continuativo senso di paura. Senso di paura che serve ai centri di potere internazionali per comprimere sempre di più le libertà che furono sancite proprio dalla Rivoluzione Francese nel 1789. Con la scusa della paura ognuno di noi accetterà di veder ridotta la propria sfera di libertà perché bisogna combattere un nemico sempre "sporco, brutto e cattivo"? Si tratta - davvero - di estremismi fasulli perché cercano di abbindolare l’opinione pubblica mondiale adducendo contraffatte motivazioni religiose quali l’Europa cristiano-giudaica e il radicalismo fondamentalista islamico. Qui, invece, abbiamo a che fare con concezioni ideologiche che traggono la loro origine dal fascismo e dallo stalinismo.

Per sintetizzare, siamo in guerra. Nolenti o volenti. Anzi noi comuni cittadini europei non contiamo nulla e non ci si chiede mai la nostra opinione al riguardo. Non si tratta di una guerra fra due contendenti, bensì di un conflitto fra membri appartenenti a una medesima parte. La situazione sarà destinata ad aggraversi. Non si risolverà un bel nulla sino a quando saremo sommersi da un mare dove regnano sovrani estremismi fasulli e ipocrisie varie.

Quindi, siamo sicuri che basta essere con Charlie Hebdo per tranquillizzare la nostra coscienza di europei portatori della civiltà?


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