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Changeling



mercoledì 17 dicembre 2008, di Eleonora Girotti - 549 letture

Clint Eastwood dirige una strepitosa Angelina Jolie nel suo ultimo capolavoro cinematografico.

La storia è vera e questo basta per attrarre completamente l’attenzione dello spettatore dopo pochi minuti dall’inizio della pellicola.

La Jolie è Christine Collins, giovane madre single e lavoratrice che, tornando una sera da lavoro, non trova più suo figlio Walter, di 9 anni.

Inizia così un incredibile storia ambientata nella Los Angeles degli anni 20, governata da un comando di polizia tra i più corrotti degli Stati Uniti, in un’ America depressa, in cui la pressione dell’opinione pubblica spinge le forze dell’ordine a risolvere il caso ‘ad ogni costo’.

Dopo 5 mesi dalla scomparsa, la polizia annuncia di aver ritrovato Walter, ma in realtà, quel bambino non è il figlio della Collins.

John Malkovich interpreta i panni del pastore presbiteriano che smuove le coscienze credendo nella verità urlata dalla Jolie, ma la polizia non vuole uno scandalo e, quando lei racconta la sua versione alla stampa viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico.

Negli anni successivi la confessione di un ragazzino aprirà le porte alla scoperta di un terribile caso di cronaca nera che l’ex giornalista e sceneggiatore del film Michael Straczynski scoprì per caso due anni fa quando un collega del Los Angeles Time lo informò che stava per distruggere tutto il proprio archivio cartaceo.

Dare un occhiata a quel materiale portò alla luce un caso ormai sepolto.

Orrore, poliziesco, film denuncia, tutto questo è “Changeling”, dalla realtà crudele dei manicomi alla corruzione della polizia fino a un insostenibile verità e ad una riflessione sulla pena di morte.

Eastwood ha dichiarato: “The changeling non è una storia allegra, ma è una storia in cui fai il tifo per qualcuno … si desidera che Christine Collins possa rifarsi una vita. Almeno così ho immaginato succeda alla fine del film.”

La ricostruzione dell’epoca è splendida, il pudore con cui Eastwood racconta la realtà di una storia toccante è ammirevole, 100 per cento vera, comprese molte battute dei personaggi.

Dopo “Mystic river” e “Million dollar baby” ecco un altro capolavoro firmato Eastwood, da oscar.

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