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Cause e conseguenze dell’analfabetismo


Perché è importante il diritto allo studio. (Un articolo a firma ActionAid Italia)
mercoledì 27 settembre 2017 , Inviato da Redazione - 801 letture

Il diritto all’istruzione dei bambini è garantito dalla Convenzione Internazionale dei diritti dell’infanzia; non un obbligo o un dovere, lo studio è un diritto ancora oggi negato a molti bambini e ragazzi nel mondo. Il diritto di andare a scuola e ricevere un’istruzione è indispensabile per lo sviluppo del bambino e per offrire un futuro migliore.

Analfabetismo

In tutto il mondo, ci sono circa 758 milioni di adulti che non sanno né leggere né scrivere. La maggior parte di loro, circa il sessanta percento, è costituita da donne. Ma quello dell’analfabetismo è un problema che non risparmia nemmeno bambini e bambine, ragazzi e ragazze: si stima che 122 milioni di giovani, di età compresa tra 5 e 15 anni, siano analfabeti (Dati Unesco).

Abbandono scolastico

Al giorno d’oggi, ci sono circa 61 milioni di bambini che non vanno a scuola. Di questi:

•Il 20% abbandonerà la scuola definitivamente.

•Il 39% comincerà a frequentare la scuola tardi.

•Il 41% non ci andrà del tutto.

In poche parole, a tutti questi bambini sarà negato il diritto all’educazione e all’istruzione (Dati Unesco).

Quali sono le cause?

Sono diverse, radicate e difficili da estirpare. Le scuole sono inesistenti, o troppo care, o troppo lontane. Spesso, sono gli stessi genitori che non comprendono l’importanza dell’istruzione e preferiscono che i loro figli lavorino fin da piccoli oppure restino a casa a dare una mano. Le conseguenze peggiori ricadono sulle bambine. Molte famiglie con pochi mezzi preferiscono far studiare i figli maschi. Le bambine vengono, in molti casi, costrette a matrimoni forzati per non essere di peso ai loro genitori.

E le conseguenze

Povertà e analfabetismo sono due problemi strettamente correlati. Chi non è istruito, infatti, non sa quali sono i propri diritti e come fare per rivendicarli. Inoltre, chi non è istruito non ha nemmeno la possibilità di trovare un lavoro dignitoso. La conseguenza, come sempre, è la povertà. In una sorta di circolo vizioso dal quale è difficile fuggire.

Una storia per raccontarne tante

È quella della piccola Chuon, che vive in Cambogia. Il suo sogno era semplice: diventare una maestra e aiutare le altre ragazze del suo villaggio. Ma Chuon è nata in una famiglia molto povera in un’area rurale e remota della provincia di Pursat. La scuola è troppo lontana e troppo cara. Il suo sogno, in queste condizioni, rischia di restare tale e lei sarebbe condannata a una vita segnata dalla povertà.

La Convenzione sui Diritti dell’infanzia

Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all’educazione; così inizia l’articolo 28 comma 1 della Convenzione dei diritti dei bambini. E il comma 2 specifica ulteriormente: Gli Stati parti adottano ogni adeguato provvedimento per vigilare affinché la disciplina scolastica sia applicata in maniera compatibile con la dignità del fanciullo in quanto essere umano e in conformità con la presente Convenzione.


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