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Catania, nominata la nuova direttrice del Teatro Stabile: la sfida di Laura Sicignano

Prima donna eletta al vertice dello Stabile etneo, la vincitrice della complessa procedura concorsuale ha salutato il pubblico ed è pronta a raccogliere l’ardua sfida prospettata dal risanamento dell’Ente. (Fonte: Teatro.it)
di Redazione - mercoledì 28 febbraio 2018 - 2582 letture

“Vorrei che lo Stabile diventasse fucina di nuovi talenti”: l’ambizioso proposito incornicia la determinata prolusione di Laura Sicignano neoeletta direttrice del Teatro Stabile di Catania. Non nuova a simili imprese, Sicignano, fondatrice e da oltre vent’anni dirigente e drammaturga del Teatro Cargo di Genova, sferza gli animi e si dichiara animata «dalla voglia di fare nuove esperienze», di impegnarsi al massimo «in un’ottica di sinergia e di interscambio continuo».

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Una solida volontà di mettersi in gioco che si spera possa rispondere alle complesse esigenze gestionali palesate dallo storico ente teatrale in una delicata fase di ripresa dopo gli anni bui del tracollo finanziario. “Abbiamo puntato su competenza, qualità, freschezza e innovazione” - chiarisce il presidente del CdA Carlo Saggio in tono distensivo - precisando ancora - a smorzare le punte polemiche di quest’ultima fase selettiva- che l’intento era di trovare una figura che coniugasse l’esigenza di una forte funzione amministrativa, con la voglia di valorizzare questo territorio e al contempo fosse dal respiro nazionale.

Il teatro “della complessità” e la sfida di Laura Sicignano

“Ritengo che il teatro sia il cuore pulsante di una polis dove si devono incrociare le conoscenze e le contraddizioni…Vorrei che questo teatro fosse centripeto, cioè che attiri tutte le fasce, anche le periferie e azzeri le distanze. In un ideale travaso esperienziale dalla residenza genovese, dove il progetto del Teatro Cargo è divenuto il cardine della rigenerazione del periferico quartiere Voltri, anche a Catania Sicignano vorrebbe coniugare valore culturale (numerosi i premi europei conseguiti dalle sue produzioni) ed attenzione ai più deboli, aggregare senza rinunciare alla cura del dettaglio.

Una proposta teatrale sfaccettata che guardi al presente (il tema dei dimenticati, delle migrazioni e della ricerca di una vita migliore) evitando le facili rassicurazioni, così da indurre lo spettatore a «spostare lo sguardo» e maturare una coscienza critica: “Lavoreremo molto alle produzioni, valorizzando la drammaturgia siciliana, che è meravigliosa, del passato ma anche del presente, coinvolgendo artisti del territorio sia di grande notorietà e di livello e sia i nuovi talenti”.

Il faticoso risanamento del Teatro Stabile di Catania

Sarà dunque possibile archiviare come un brutto ricordo il periodo nero della primavera 2016, quando la crisi dello Stabile condusse alla «sospensione di ogni attività a tempo indeterminato»? Il presidente Saggio, pur ammettendo i problemi debitori tuttora presenti, rassicura in merito al nuovo corso intrapreso nella gestione del Teatro: “Pur con le difficoltà legate alla carenza dei finanziamenti, si apre una fase di maggiore fiducia e serenità che consentirà di puntare al rilancio dell’ente sulla base della riconquistata credibilità e sulle ali di un progetto artistico e culturale di alto spessore”.

Frattanto, ad ulteriore rafforzamento del percorso virtuoso intrapreso- cui è vincolata la sorte lavorativa di tanti dipendenti, maestranze ed artisti- si attende il provvedimento del tribunale che dovrebbe permettere di avviare il «piano di ristrutturazione del debito», attraverso un fondo di finanziamento straordinario: un primo indispensabile traguardo in vista del netto processo di miglioramento auspicato dalla nuova dirigenza sulla scorta di una rinomata tradizione teatrale, giunta quest’anno al suo sessantesimo anniversario.


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