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Catania, l’Usb Scuola contro la criminalizzazione delle lotte studentesche

Si comincia con lo zittire la voce dei giovani, per zittire la voce di un popolo. (Editoriale della Usb)
di Redazione Lavoro - mercoledì 27 dicembre 2017 - 2875 letture

Nonostante il periodo natalizio, a Catania, in questi giorni, il movimento studentesco è attivissimo, con scuole occupate, autogestioni e assemblee. Le studentesse e gli studenti contestano la controriforma renziana della "Buona Scuola" e in modo particolare l’Alternanza Scuola-Lavoro che li abitua alla logica del profitto, della flessibilità e della precarietà, secondo le direttive dell’Unione Europea sulla formazione, dalla scuola all’ Università.

Le studentesse e gli studenti contestano le pessime condizioni in cui versano parecchi istituti scolastici, alcuni privi delle più elementari norme di sicurezza, e altri impossibilitati a svolgere regolarmente l’attività didattica perché mancano, oltre ai banchi, i supporti tecnici.

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La protesta studentesca non si svolge solo all’interno delle scuole, ma ha sviluppato una vasta mobilitazione in città con cortei, presidi al provveditorato e al Comune, chiedendo e ottenendo incontri istituzionali, presentando richieste, e attendendo risposte, ad oggi, mai ricevere risposte. L’unica "risposta istituzionale" l’hanno ricevuta gli studenti in lotta del liceo Galileo Galilei, che sono stati criminalizzati dalla scuola e messi sotto controllo da polizia e carabinieri, senza aver commesso alcuna tipologia di reato.

L’USB Scuola Catania, esprimendo la propria solidarietà alle giuste richieste avanzate dalle studentesse e dagli studenti, condanna la criminalizzazione delle lotte studentesche, la disinformazione in atto su queste lotte e il silenzio degli organi istituzionali a cui il movimento studentesco ha posto le proprie documentate richieste.


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