Catania. Piove. Meglio non esco!



mercoledì 30 settembre 2009, di Stiben Mesa Paniagua - 495 letture

Inizia tutto con un po’ di nuvole che, improvvisamente, si appesantiscono e si gonfiano d’acqua, ed ecco fatto: all’orizzonte non si vede più il Mongibello e contemporaneamente, sul golfo, i lampi immortalano Catania con accecanti flash. Per chi ama la forza della natura le saette sulla piana sono spettacolo puro, per quelli fobici il rimbombo dei tuoni è suono insopportabile, per chi “comunque” deve andare fuori casa è, semplicemente, l’ora di mettersi le mani sulla testa. Le alternative sono tre: o esci col due ruote e se torni vivo è già tanto; o prendi la macchina ed è una pessima idea; o esci a piedi e non è una buona idea.

Vuoi perché se sei a piedi, oltre l’acqua che scende a dirotto, devi badare a non imbattere nelle classiche pozzanghere che – più che pozzanghere – sembrano dei laghi in mezzo alle strade e ai marciapiedi. E per riuscire ad attraversare alcune strade – vedi via Etnea, via Passo gravina, via Garibaldi, inutile seguire, l’elenco è lunghissimo – sei tenuto a saper saltare una distanza tale da permetterti di passare indenne la corrente del fiume in piena o, quanto meno, ad avere una buona apertura frontale della falcata e nel minore dei danni bagnarti una sola scarpa. E non basta, se sei a piedi sei costretto pure a controllare gli automobilisti e c’è ne sono di tre categorie: i primi – che rappresentano la minoranza – sono gli educati che rallentano e non ti infangano; i secondi sono i distratti che non ti vedono o lo fanno troppo tardi, sporcandoti con allegato un “mi dispiace”; i terzi – molto numerosi – sono gli stronzi che se ne fregano e, anzi, la pozza d’acqua se la vanno cercare. Le alternative sono due: o prendi la macchina ed è una pessima idea; o esci col due ruote e se torni vivo è già tanto.

Vuoi perché se sei con un mezzo a due ruote, sai quale destino ti attende ancor prima di uscire da casa. L’unico vantaggio può essere quello di non dover stare incolonnato ore ed ore, anche se, le ragioni per dissuadere sono molte e direttamente proporzionali all’intensità della pioggia. Per iniziare, le strade si presentano, in ogni caso, più intasate. Inoltre, l’aderenza dei pneumatici al suolo diventa un problema e non solo, a causa dell’acqua – vedi le tante vie del centro con le classiche mattonelle in lava – né, tanto meno, per colpa delle linee segnaletiche di vernice a terra – in certe zone quasi del tutto assenti o sbiadite al limite del trasparente – ma, anche, perché il gran numero di buche travestite da tombini sono sempre in agguato qui, a Catania. E, ultima ragione, la minore visibilità tua e degli automobilisti. Considerando che questi motivi ti fanno mettere le mani sulla testa quando è asciutto, figuriamoci con l’odore di pioggia sull’asfalto. Le alternative sono due: o esci a piedi e non è una buona idea; o prendi la macchina ed è una pessima idea.

Vuoi perché se sei con la macchina, purtroppo, non sarai l’unico, e non sarete nemmeno in pochi, diciamo che l’idea è poco originale perché tutti quanti, dopo aver scartato la passeggiata salutare a piedi e quella spensierata in moto, hanno optato per la stessa scelta tua. E si, è così. Inutile che ti disperi, ormai non si va né avanti, né si torna dietro, sei fregato. C’è più confusione di sempre, nonostante tu lo credessi impossibile. Ti devi sopportare i cretini in coda dietro di te che suonano in preda al panico, gli schumacher davanti a te con reattività di riflessi zero, che non passano mai, e anzi fanno infilare tutti, ma proprio tutti, anche quelli che sono passati col rosso credendolo un giallo – di routine – un po’ allungato. Sei costretto a combattere contro i soliti furbetti che vanno sereni sulla corsia degli autobus – vedi tutte le vie, i corsi e i viali con la corsia riservata – e, appena lo vedono, pretendono di passare davanti a te e ti buttano con pretensione la macchina addosso. E quando arrivi a destinazione, non ti fare illusioni, ancora devi posteggiare ed i problemi sono diversi. Un posto non c’è, non esiste, tutto pieno, infatti, malgrado tutte le auto in coda per la città gli spazi per parcheggiare sono tutti occupati. Pensare di trovare un posto gratuito e che non sia divieto è una speranza assurda – Catania è ormai satura di strisce blu – e inoltre, in quei pochi spazi liberi dal blu sostare, ti ritrovi, senz’altro, la figura di uno che sta lì, anche sotto la pioggia, a pretendere dei soldi. Una volta parcheggiato è fatta, poi dovrai solo tornare a casa. Certo che con o senza pioggia, uscire con la macchina a Catania è sempre una pessima idea. Per fortuna ci sono alternative…o no?

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