Caro Operatore di call center, ovvero la lettera di un consumatore "arrabbiato"



martedì 19 giugno 2007, di Letizia Tassinari - 702 letture

..navigando su Internet…ho trovato una lettera di un consumatore, abbastanza arrabbiato. Forse giustamente, visto che “non si truffa” la gente contattata al telefono.

“Caro operatore di callcenter,

io sono dalla tua parte quando fai le battaglie contro il precariato, contro il padronato, contro lo sfruttamento. Sono convinto che la mercanzia della tua fatica ti venga costretta da situazioni infelici e solo in rarissimi casi tu sia volontariamente impiegato in una posizione che ti consente flessibilità e orari atipici.

Credo che le aziende sino ad oggi si siano approfittate di varchi normativi, riuscendo ad inquadrare dei rapporti di subordinazione in contratti CoCoCo e CoCoPro. Adesso che INPS si è accorta delle aberrazioni compiute sin ora, le aziende piangono miseria e disgrazia, non avendo mai voluto trarre un valore a lungo termine dalla forza impiegatizia che hanno deciso di utilizzare.

Questo però non ti assolve. Io inizio ad odiarti ogni giorno di più. Tu tratti i miei dati personali e sei tenuto a rispettare la legge. Invece ti comporti come il peggiore dei truffatori di strada. E l’altro ieri, l’hai fatta grossa.

No, non mi hai venduto nulla di inutile, non mi hai sottoscritto un contratto che non volevo, non mi hai disturbato nel sonno. Almeno questa volta mi hai telefonato di giorno… questa volta…

Hai fatto molto peggio, hai preso in giro mia nonna che ha 75 anni, facendola passare per una vecchia rincoglionita. Solo che non ti è andata grassa quanto credevi. Perchè poi sono arrivato io, e le ho spiegato quanto sei stronzo. Lei comunque c’è rimasta male.

Prima hai telefonato e per via del tuo parlare fitto fitto, mia nonna ha creduto che tu mi conoscessi. Per questo motivo ti ha detto un orario a cui richiamare e il mio nome. Poi hai richiamato e hai chiesto espressamente di me, chiamandomi per nome, così da prendere confidenza.

Solo che ti è andata male, caro operatore di callcenter, perchè stavolta a casa io c’ero. E ti ho chiesto tutti i contropeli sulla normativa per il trattamento dei dati personali. E tu pezzo di somaro hai pure detto che i miei dati te li aveva dati mia nonna.

Per questa ragione io adesso faccio un esposto all’autorità competente. E ti do un consiglio, caro operatore di callcenter, verifica che la tua azienda abbia espressamente emesso un documento in cui vieni “precisamente incaricato al trattamento dei dati, nelle forme che il titolare o il responsabile hanno stabilito”, altrimenti io ti trascino fuori dall’ufficio in cui precarieggi con i tuoi compari e ti faccio passare la voglia di prendere in giro le persone che per loro natura sono deboli e si lasciano prendere in giro da te, semplicemente perchè in quel momento sono sole in casa.

Io non andrei a dormire tranquillo, perchè se la tua azienda sino ad oggi non ti ha creduto degno di un contratto dignitoso, vedrai che appena potrà, si chiamerà fuori dalla questione del trattamento dei dati personali e saranno cavoli solo tuoi

Buon lavoro (atipico)

Luca Sartoni

Il nostro consumatore probabilmente non conosce a fondo questo orribile mondo.

La risoluzione del “problema” non sta nell’ aggredire il precario lavoratore,truffato esso stesso da chi lo fa lavorare con contratti truffa e lo costringe a truffare, pena il “licenziamento”

E’ chi ne ha il potere che DEVE impedire che queste truffe avvengano.

Come?

Abolendo i contratti truffa applicati nei call center, e di conseguenza eliminando le conseguenze.

TUTTE.

Solo allora anche i consumatori ne saranno beneficiati.

Rispondere all'articolo - Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Caro Operatore di call center, ovvero la lettera di un consumatore "arrabbiato"
9 settembre 2007, di : Arrabbiato

Mmmm... forse hai ragione, ma ti ricordo che i COMPLICI VOLONTARI ad una truffa sono colpevoli a loro volta. E che se esistono i call center con il precariato è perchè una massa beota di giovani e adulti ha permesso che ci fossero. E che, per ultimo, chi sbaglia paga.
    Caro Operatore di call center, ovvero la lettera di un consumatore "arrabbiato"
    23 novembre 2008, di : Elena |||||| Sito Web: No ai call center

    Verissimo. I call center esistono perché continuano ad esserci i beoti che ci vanno a lavorare. E la scelta è: o fai la fame o se vuoi guadagnare truffi. La nonna di 75 anni, la casalinga, l’extracomunitario, eccetera. Chi lavora in un call center deve solo vergognarsi. Invece che perdere tempo con gli zingari e i barboni, la polizia farebbe bene ad andare a trovare sti morti di fame. Una scappata dai call center... la dignità non si svende
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Ultimi interventi sul forum
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.