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Caro bolletta in Sicilia. Effetto Federalismo

In parole povere l’utente siciliano potrà trovarsi nelle condizioni reali di pagare il 20% in più a k/Watt sulla bolletta rispetto ad un utente della Lombardia.
di cirignotta - mercoledì 28 gennaio 2009 - 1687 letture

La notizia scaturisce dalla decisione del governo di inserire nell’ambito dell’art.3 del documento di programmazione economica del 2009 indicante il“Blocco e la riduzione delle Tariffe”, una clausola sulla suddivisione del mercato elettrico Italiano in tre macro zone. Un documento sibillino (oggi al vaglio del Senato) che nella sue ampie determinazioni non scende nei dettagli, ma detta delle chiare disposizioni relative alla disciplina del settore, suddividendo sia il mercato elettrico nazionale che la rete di trasmissione in tre macro-zone.

In parole povere l’utente siciliano potrà trovarsi nelle condizioni reali di pagare il 20% in più a k/Watt sulla bolletta rispetto ad un utente della Lombardia. La decisione in merito comunque spetterà alla discrezionalità del ministro dello sviluppo economico. Analizzando il sistema elettrico italiano ed a fronte della capacità produttiva e di vendite nazionali di energia elettrica (produzione), pari a 289,2 milioni di MWh, hanno segnato un consistente aumento (+3,2%) ed il maggior contributo e’ stato dato dalle macrozone produttive del Nord (+3,3%) e Sud (+5,0%); mentre sono state in calo le vendite della Sardegna (-9,0%). Nel 2008 si sono anche considerevolmente ridotte le vendite sulle zone estere (importazioni) ammontate a 47,8 milioni di MWh (-5,7%). Le importazioni nette pertanto hanno raggiunto il valore piu’ basso degli ultimi anni (circa 4.600 MWh medi orari).

Con questi dati ed andando a valutare la nostra Regione e la sua capacità produttiva attuale e potenziale futura è importante tenere presente la posizione di leader nazionale che la Sicilia andrà ad occupare ed occupa nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili,infatti dal rapporto ,sul sistema elettrico di Terna ,sembra che tale risorsa ecologica a grande caratterizzazione per la Sicilia abbia avuto nei primi dieci mesi del 2008 un incremento di produzione di energia elettrica da fonte eolica superiore al 75% rispetto allo stesso periodo del 2007.

A tali indicazioni produttive deve essere aggiunto anche il recente progetto della Regione Siciliana sul fotovoltaico, impregnato principalmente sul conto energia che certamente si dovrà sommare alla già grande capacità produttiva della Sicilia con un input di slancio sull’energia rinnovabile, a livello nazionale. Guardando invece i consumi dell’utenza domestica al 31 dic. 2007,( fonte autorità per l’energia elettrica e per il gas),superiamo abbondantemente la media nazionale ma in compenso ne consumiamo molto meno nell’utenza non domestica e nell’illuminazione pubblica. Riguardo la capacità distributiva nella rete elettrica nazionale ci attestiamo come regione al 3° posto in Italia con ben 10 distributori energetici.

A queste premesse aggiungiamo tutta la produzione di energia elettrica proveniente dagli idrocarburi e dalla raffinazione del petrolio che ad oggi ha permesso di dare luce a gran parte del sud Italia. Tante condizioni che presuppongono per una vera ,macrozona Elettrica, (La Sicilia) che fonda una premessa importante per una considerazione di base che vede certamente la Sicilia come una ”Potenza Energetica del Sud Europa” in cui le condizioni climatiche (Vento e Sole) sono presenti in maniera massiccia e gratuita in contrapposizione ad altre aree del nord dell’Italia. Ma allora perchè ,pagare di più, la famosa bolletta Energetica? Dove sono le nostre politiche Autonomiste basate sull’applicazione dello statuto?

La Sicilia, infatti, fatta questa ampia premessa non può sempre permettersi di pagare lo scotto di una politica federalista di facciata a favore del Nord dell’Italia o della Lega lasciando come sempre ai nostri figli un futuro di miseria e di disoccupazione. Importante è ricordare che tra gli effetti lesivi di una tale scelta troviamo certamente il comparto industriale, che pagherà il maggiore scotto del caro bolletta incrementando i costi di produzione dei manufatti ed il già presente divario con il nord dell’Italia ,alimentiamo così concorrenza e disoccupazione che assommata allo spauracchio di molte aziende che certo non investiranno in una regione dove vanno a pagare l’energia elettrica il 20% in più rispetto al resto dell’Italia, fondiamo il nostro futuro su di un vero cappotto coloniale che ci porterà nuovamente alla condizione di Siciliano emigrante del dopo guerra, che come tutti sappiamo ha portato tante famiglie isolane ed intere generazioni a vivere fuori dalla propria terra ,alimentando progresso , intelligenza Siciliana e forza lavoro altrove. Evitiamo tutto questo attraverso la creazione di una Macrozona Elettrica low cost "La Sicilia".


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