Sul palco del teatro Musco di Catania, la Compagnia Sud costa Occidentale presenta "Carnezzeria". Una famiglia alle prese con l’apparenza per celare la vera realtà.
I ragazzi della compagnia "Sud Costa Occidentale" sono tornati a calcare il palco del tearo Musco di Catania. Questa volta la regia di Emma Dante dirige lo spettacolo "Carnezzeria" altro lavoro di rara intensità emotiva; ad essere rappresentata e’ la dura realtà di una famiglia alle prese con il disagio sociale delle periferie dimenticate.
Carnezzeria a Palermo vuol dire macelleria, un doppio senso voluto, che vuol parlare della distruzione pisco-fisica a cui và incontro questa famiglia. Tre fratelli e una sorella che dalla morte dei loro genitori hanno sempre condiviso tutto, nel bene ma sopratutto nel male. Ad essere narrati sono i rapporti di amore e odio morbosi, che i tre ragazzi hanno con la sorella (Nina). Nina è in abito da sposa e viene portata a spalle, quasi cadaverica, sulla scena dai tre.
La ragazza è incinta e promessa sposa ad un marito che non ha mai visto, la natura di Nina è remissiva, pronta ad accettare tutto e stare ai sopprusi dei fratelli, che a loro volta si rivelano violenti ed ignoranti. Nina è contenta del suo futuro matrimonio, parla del passato, fa vedere le foto d’epoca ai suoi fratelli e si torna alla mente a tempi lontani quando giocavano con i loro genitori. Un gioco che spesso era perverso ed a tratti incestuoso nei confronti di uno dei tre ragazzi. Il gioco è il filoconduttore della rappresentazione. L’atmosfera è di festa, da festa di paese dove si mischiano sacro e profano.
L’apparenza è la necessità per questi ragazzi, apparire ed essere rispettati. Ma dietro, all’interno, tra le mura domestiche, si celano segreti indicibili di violenze e soprusi. Nina è incinta ma non ha mai visto suo marito. Il suo pancione è un’apparenza da giustificare assolutamente ed i fratelli hanno combinato questo inesistente matrimonio per lavare i panni sporchi, che si sono sporcati in famiglia.
"Tre fratelli e una sorella- afferma Emma Dante - aspettano che il rito si compia per cancellare un’insopportabile fetore di sporcizia. Il matrimonio è pronto: Il prete, la chiesa, gli invitati, il rinfresco, la banda, i fiori, il figlio di buttana..."
Un’epilogo triste come la società che ha concepito questi personaggi. La faccia, per i tre fratelli alla fine si pulisce. Nina è cancellata dalla famiglia come il peccato che portava in grembo. L’atmosfera da gioiosa diventa cupa e pesante.
Un’altra ottima prova di Emma Dante e della sua Compagnia.
Sul palco Gaetano Bruno, Sabino Cilleri, Enzo di Michele e Manuela Lo Sicco. Per la regia di Emma Dante. Una produzione del Centro di Ricerca per il Teatro di Milano.
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