Nuovi investimenti a Sigonella, per rendere la base sempre più efficente e pronta a supportare le guerre in Medio Oriente.
Il mondo è in guerra? La Sicilia può starsene felicemente sul davanzale di casa, affacciata, godendosi la vista. E soprattutto partecipando allo sforzo bellico ma da posizione di tutto comodo e riposo. In Sicilia, nella base statunitense di Sigonella decollano gli investimenti. Ciò significherà più investimenti USA per le ditte appaltatrici siciliane. Mentre in Germania è previsto lo smantellamento delle basi USA (pardon! NATO) anche per punire la politica di quello Stato nei confronti dell’ultima invasione americana (la guerra in Irak).
Il Congresso Usa ha deliberato un investimento complessivo di
675 milioni di dollari (pari a 550 milioni di euro) da spendere nel
quadriennio 2004-2007 per potenziare la base. Si tratta solo dell’ultimo
finanziamento, in ordine di tempo, destinato anche alla ristrutturazione
della Navy Air Station (Nas) che si trova in provincia di Catania ed è
divisa in due aree (Nas 1 e Nas 2). L’obiettivo è creare entro il 2007 una
cittadella completamente autonoma. Al termine dei lavori l’area Nas 1 sarà
demolita e rifatta all’80%; Nas 2 sarà ristrutturata al 65 per cento. A
settembre dovrebbero partire i cantieri da 59,5 milioni di euro (la gara è
stata vinta dalla Cmc di Ravenna) per la realizzazione di una scuola
all’interno dell’area Nas 1 e di altri sette edifici nell’area Nas 2. La
Cmc, insieme alla Pizzarotti di Parma e alla Lotos di Acireale, fa parte del
gruppo ristretto di aziende che da anni lavora nella base. Grandi imprese
che affidano in subappalto a piccole aziende locali i lavori di
impiantistica, la fornitura e il trasporto dei materiali. Per le gare
d’appalto l’amministrazione Usa segue procedure proprie: i bandi vengono
pubblicati solo in una bacheca interna e su Internet.
Per ogni mega-cantiere avviato vengono stipulati altri 70-80 contratti di
subappalto con imprese locali e arrivano a lavorare fino a 300 persone.
Nella base lavorano anche 900 civili italiani assunti dal governo americano.
Fonte:
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.567443772