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Carceri: inutile passerella dei politici


Il sindaco di Firenze intima alla direzione del carcere di Solliciano di risolvere il problema igienico-sanitario entro il 30 settembre. In caso contrario chiuderà il carcere.
mercoledì 22 settembre 2010, di Adriano Todaro - 383 letture

Nel periodo dello scorso ferragosto, le carceri italiane sono state visitate da numerosi parlamentari. Iniziativa certamente nobile anche se, come spesso succede in Italia, le buone intenzioni non hanno mai seguito. Centosettanta parlamentari che vogliono vedere, toccare, capire, il carcere è buona cosa. Non importa se fra loro c’era qualche parlamentare che in carcere sarebbe dovuto starci e non soltanto visitarlo, come ad esempio, Marcello Dell’Utri, non importa se il Sappe, uno dei sindacati degli agenti della polizia penitenziaria ha detto che “Le carceri non sono né uno zoo né un grande fratello”, non importa se non tutti hanno visto questa visita come un fatto positivo. Ad esempio Patrizio Gonella, presidente dell’associazione “Antigone”, che è stato scettico sull’iniziativa voluta soprattutto da Rita Bernardini, radicale eletta nelle liste del Pd: “Operazione inutile se la politica non farà passi indietro sulle leggi sulla sicurezza e i nuovi reati che prevedono la detenzione”.

Gonella, proprio perché esperto di questioni carcerarie ha visto, ancora una volta, giusto. E’ passato un mese dalla visita dei parlamentari e nelle carceri non è cambiato nulla. I parlamentari sono rientrati nei loro rispettivi collegi e hanno ricominciato ad interessarsi del tinello di Fini, di Berlusconi, della possibilità che il governo dia le dimissioni, della possibilità di essere ricandidati eccetera. Le carceri, invece, continuano ad essere abbandonate. Così come i detenuti, gli agenti di custodia e, spesso, anche i direttori.

Le leggi sulla “sicurezza” continuano a far disastri, ma il governo, imperterrito, persiste ad applicarle. Le carceri continuano a riempirsi di povera gente, spesso rea solo di non avere un pezzo di carta in tasca, si continua a morire. Al 9 settembre 2010, i suicidi sono stati 44 per un totale di 125 detenuti morti. Persone affidati allo Stato e che lo Stato non ha saputo proteggere.

E poi le cose di sempre che diventa quasi noioso ripetere: celle affollate all’inverosimile (43 mila posti disponibili e 70 mila presenze), sanità che non funziona, spesso non esiste, psicologi che vincono il concorso ma non sono assunti, educatori in numero estremamente basso, colloqui dove non c’è nessuna possibilità di creare armonia e affettuosità con il proprio familiare, vitto carente, spesso immangiabile.

Ed ancora i servizi con le docce che non funzionano, carceri che non hanno l’acqua calda, promiscuità, topi che la fanno da padrona, scuola spesso inesistente.

Ha ragione, quindi, Gonella. I politici hanno fatto la passerella e poi si sono dimenticati dei detenuti e di coloro che nel carcere ci lavorano e, quindi, ci vivono.

Ecco allora che l’iniziativa del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, diventa doverosa e dimostra che quel poco potere che hanno i primi cittadini lo si può e lo si deve usare. Renzi, in pratica, ha intimato al carcere della città toscana, quello di Solliciano, di porre rimedio, immediatamente, all’insalubrità del carcere dando alla direzione del carcere 30 giorni di tempo per sistemare le cose, altrimenti il Comune “procederà a termini di legge” che significa arrivare anche alla chiusura dell’edificio.

A Solliciano ci sono circa mille detenuti. I posti disponibili sono 458 e così si sta ben pigiati in cella. Fra i mille detenuti anche 107 donne e tre bambini. Renzi, a seguito di un sopralluogo del giugno scorso, scrive che nell’istituto ci sono “numerose e copiose infiltrazioni di acque meteoriche”, “mancanza di acqua calda nelle docce”, “la presunta presenza notturna di topi”, i liquidi fuoriusciti dall’impianto idrico “che scendono a flotti nelle botole entrando anche nelle celle”, “la presenza di plafoniere sui soffitti dentro cui sono poste telecamere piene d’acqua con rischi legati anche alla sicurezza per il contatto diretto con l’impianto elettrico", “le infestazioni di piccioni” e tanto altro.

Inoltre, nel carcere fiorentino, quest’anno sono state tagliate cinque classi secondarie di secondo grado perché mancano i soldi.

L’iniziativa del sindaco di Firenze, per la verità non l’unica, parte da un esposto delle associazioni per la tutela dei diritti dei detenuti, “Antigone” e “A buon diritto”. In pratica le due associazioni dopo aver visitato, a giugno e luglio, una quindicina di carceri del centro-nord e averle trovate in condizioni igieniche vergognose, hanno scritto ai sindaci, responsabili di Asl, assessori alla Sanità regionali. Questi sono i responsabili della salute pubblica e quindi spetta a loro intervenire decisamente. In caso contrario ci sarà una denuncia alla Procura della Repubblica.

Ed essere responsabili della salute pubblica di un determinato territorio, significa essere responsabili di tutto ciò che su quel territorio esiste, quindi anche degli istituti penitenziari. Non è che solo perché uno è detenuto non ha fondamentali diritti. O, almeno, così dovrebbe essere.

Alla fine di settembre scadranno i 30 giorni. Vedremo cosa succederà. Se finirà tutto come sempre, col metodo italiano di procrastinare nel tempo la soluzione dei problemi. Forse andremo a votare, ma tanto i detenuti, in gran parte, non votano e allora… O, forse, per risolvere questioni come questa è necessario rivolgersi a qualche santo protettore, magari ad un parlamentare, magari a Marcello Dell’Utri.

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