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Carceri. Sovraffollamento? Mandiamoli sulle navi


Estemporanea idea del governo per risolvere il sovraffollamento nelle carceri. I detenuti sono già 62 mila di cui più di 30 mila in attesa di giudizio. Repressione invece di misure alternative mentre si continua a morire
mercoledì 20 maggio 2009, di Adriano Todaro - 1052 letture

Alla fine ce l’abbiamo fatta. Nei 205 istituti penitenziari italiani è stata superata la soglia dei 62 mila detenuti, esattamente 62.057 detenuti, ben 391 in più rispetto a qualche settimana fa. Le politiche securitarie del governo non fanno altro che incarcerare sempre più persone rendendo così invivibili le carceri e sempre più pericolosa la situazione.

Al 28 aprile 2009, nelle carceri italiane c’erano 61.666 detenuti a fronte di una capienza “regolamentare” di 43.262 posti, una capienza “tollerabile” di 63.568 posti e una capienza “realmente fruibile” di 37.742 posti. In pratica i detenuti in eccesso, a quella data, rispetto ai posti fruibili, erano 23.924.

E non crediate che nelle 205 carceri italiane ci siano soltanto malavitosi ad alto grado di pericolosità. Ci sono anche quelli con piccoli reati che potrebbero benissimo scontare la loro pena fuori, presso i servizi sociali e in modo più utile. E’ il caso, recente, di un uomo di Crema condannato a ben due mesi di carcere e 79 euro di multa dal tribunale di quella città per un furto di 20 centesimi di euro da una cassetta per elemosine. La giustizia, quando vuole, è inflessibile, soprattutto con coloro che non hanno potere. E ci sono, in galera, anche 30.892 imputati che sono la maggioranza rispetto a quelli condannati in via definitiva che sono 29.317.

La risposta del governo, specie in prossimità delle elezioni, è stata quella di gettare un po’ di sabbia negli occhi dei benpensanti, farli sentire sicuri, dimostrare a loro che il governo lavora alacremente per mettere i malavitosi in condizioni di non nuocere. Un punto fondamentale di questa strategia è quello di dire in tutti i consessi, ma soprattutto nelle comparsate televisive, che sono necessarie nuove carceri, che è necessario costruire altri istituti penitenziari affinché i detenuti possano vivere meglio la loro detenzione. Ma i nostri governanti mentono sapendo di mentire perché è dimostrato dai dati, che pur sono in loro possesso, che non è costruendo nuove carceri che si risolve il problema o, meglio, si risolve solo il problema degli amici costruttori. Sin quando ci sarà questa mentalità repressiva sarà molto difficile risolvere il problema che non è solo un problema di affollamento, ma che è più generale. E’ su come intervenire affinché si sconfigga la recidività che è una delle cause prioritarie dell’affollamento. E’ quel meccanismo perverso carcere-libertà-carcere che incide profondamente, prima che sulle carceri, sulle persone. D’altronde si aumentano le risorse destinate alla repressione (non solo dei reati) e, di pari passo, si restringono fortemente le risposte sociali in una società dove non esistono più, con la mancanza del welfare, reti di protezioni. E non è un caso che coloro che entrano in carcere quasi mai hanno, da liberi, un lavoro stabile e difficilmente hanno una scolarità alta. Meridionali, immigrati, tossici, persone con problemi psichici, questa la base di coloro che entrano in carcere. A tutte queste persone si risponde solo rinchiudendoli.

Vediamo, comunque, qual è la situazione carceri e cosa intende fare il solerte governo. Secondo il piano del governo, nei prossimi 2 anni, ci dovrebbero essere 9 nuovi istituti penitenziari (con lavori già avanzati) e 18 nuovi penitenziari. In totale, 18 mila nuovi posti. Poi ci sono gli istituti completati ma inutilizzati (quello di Reggio Calabria è terminato, ma non si può aprire perché si sono “dimenticati” di fare la strada per arrivarci), poi ci sono quelli che i lavori si sono fermati per i vari contenziosi fra Amministrazione appaltante e impresa costruttrice (succede a Savona e a Marsala, carceri rispettivamente di 265 e 175 posti).

Insomma c’è un gran movimento di mattoni, di interessi più o meno confessabili. Se ipotizziamo che ogni mese entrano nelle carceri italiane 800 persone, alla fine del 2009 avremo una popolazione carceraria di 68.000 persone; alla fine del 2010, 77.600; alla fine del 2011, 87.200; alla fine del 2012, 96.800!

I fondi per costruire nuove carceri, non ci sono. Per il governo, però, non è questo il punto. L’importante è sbandierare a più non posso che si stanno costruendo nuove carceri ed ora si sono “inventati” le carceri galleggianti. Il piano redatto da Franco Ionta, capo del Dap il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, prevede che la nuova edilizia penitenziaria terrà conto di “soluzioni alternative” a quelle fino ad ora adottate, anche attraverso “strutture modulari”, più economiche, dice la relazione, “nella manutenzione-gestione oltre che più rapide da costruire, nonché la previsione di strutture penitenziarie galleggianti”.

In pratica il governo “affitterà” navi ormeggiate a Genova, Livorno o in uno dei qualsiasi porti italiani, dove trasferire i detenuti così da risolvere l’emergenza sovraffollamento. Converrete che è una bella pensata tanto bella che al ministero hanno fatto subito sapere che questa ipotesi è già funzionante e messa in pratica negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Olanda. In un Paese dove non ci sono sufficienti educatori nelle carceri, dove non si fanno concorsi per occupare i posti vacanti, dove il personale di polizia è sottodimensionato, dove spesso le forze dell’ordine non hanno neppure il carburante per utilizzare le auto di servizio, pensare alle navi galleggianti è effettivamente un volo alto e non poteva che venir in mente a Ionta e ad Angelino Alfano, il ministro siciliano.

Franco Ionta è definito dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria “un rottame che fa quasi rimpiangere il suo predecessore. Ionta non ha assolutamente dimostrato alcuna politica risolutiva di una situazione detentiva che definire emergenziale è quasi un’offesa per gli agenti di polizia penitenziaria impegnati sul campo − afferma il segretario dell’Osapp, Leo Beneduci −. Stiamo facendo lo stesso percorso negli istituti di pena che il capo del Dipartimento ha iniziato qualche mese fa e dobbiamo amaramente constatare come in un anno di attività non abbia portato a casa nulla, se non la nomina a Commissario straordinario, oltre ad aver contribuito ad aggravare quella condizione che 43 mila uomini e donne della Penitenziaria si trovano ad affrontare. Il piano edilizio promesso anche dal ministro della Giustizia Alfano è oramai un miraggio – osserva Beneduci −. A questo punto pensiamo rimanga ben poco all’Amministrazione: o svelare questo fantomatico piano, senza indugiare troppo, o dichiarare lo stato emergenziale e mandare a casa Ionta visto che il bluff è stato scoperto”.

Anche la Uil ha criticato il piano sottolineando come l’unica cosa per risolvere il problema del sovraffollamento è un maggior ricorso alle misure alternative al carcere. Un discorso semplice e di buon senso che però il governo, per motivi elettoralistici, non vuole attuare. Secondo la Uil, in attesa dei fantomatici nuovi posti nelle nuove carceri si continueranno ad ammassare “persone in spazi assolutamente insufficienti aggravando gli indegni, incivili, condizioni detentive che appalesano un sistema oramai al collasso e prossimo all’implosione. In molti istituti, persino per poter consumare i pasti al tavolo occorre fare i turni: è il caso del reparto femminile di Santa Maria Capua Vetere dove in celle costruite per contenere al massimo tre persone, ne vengono ospitate dieci”.

Questa la situazione presente al 28 aprile 2009 nelle carceri italiane e il tasso di sovraffollamento:

Regioni Capienza Tollerabilità Presenti Sovraffollamento %
Emilia R. 2.308 3.796 4.427 192
Veneto 1.917 2.902 3.121 163
Puglia 2.510 3.917 3.976 158
Sicilia 4.820 7.156 7.581 157
Friuli V.G. 548 841 855 156
Lombardia 5.423 8.304 8.305 153
Calabria 1.778 2.977 2.603 146
Basilicata 439 671 640 146
Marche 755 1.040 1.080 143
Piemonte 3.555 5.278 4.789 143
Trentino A.A. 256 294 365 143
Liguria 1.140 1.594 1.554 136
Campania 5.348 7.051 7.280 136
Toscana 3.076 4.245 4.085 133
Valle D’Aosta 181 188 233 129
Lazio 4.449 6.486 5.570 125
Molise 356 510 402 113
Abruzzo 1.475 2.247 1.610 109
Sardegna 1.957 2.643 2.123 108
Umbria 1.086 1.483 1.067 98
Totale 43.177 63.623 61.666 143

Come si vede in tutte le regioni c’è una percentuale di sovraffollamento alto. Al primo posto l’Emilia-Romagna con un tasso di ben il 192%. E mentre, come abbiamo più volte denunciato, nelle carceri italiane non ci sono docce adeguate (l’80% ne è privo), mentre il 70% dei detenuti non dispone dell’acqua calda e il 60% delle detenute non ha il bidet, mentre si vive ammassati nelle celle con un “bugliolo” vicino al letto, con i malati di Hiv non adeguatamente curati, con migliaia di stranieri incarcerati per motivi amministrativi, il governo pensa alle navi galleggianti. Un modo, questo, per tacitare le coscienze dei benpensanti. Intanto nelle galere si continua a morire. Nel 2008 sono stati 121 i morti fra i detenuti. Al 10 maggio 2009 sono già 57. In 9 anni, 1.300 morti, di cui 1/3 per suicidio. Sono numeri terribili che però Tv e giornali denunciano raramente tutti presi come sono ad inseguire il circo politico oppure interessati maggiormente agli amori dell’ultima velina. Nelle carceri ci si uccide per disperazione, per mancanza di speranza. E non dare nessuna speranza a queste persone è la prima colpa dei nostri governanti. E non sarà una nave galleggiante a Livorno o a Genova a risolvere il problema.

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