Non sono figlio di nessun movimento nostalgico dei 60-70, ma erede di una moltitudine incontratasi tra la fine dei 90 e l’inizio di questo secolo.
Approvato il welfare Sinistra tra il sì e il nì. Il governo approva senza problemi il protocollo Damiano. «Cosa rossa» a pezzi: sì da Mussi e Pecoraio Scanio, si astengono Ferrero e Bianchi. Altolà di Dini. E il Pd vuole blindare il testo Romano Prodi esulta: «Divisioni inesistenti. Per le modifiche il parlamento è sovrano ma via libera entro dicembre». E per evitare imboscate in senato non si esclude la fiducia alla camera.
Matteo Bartocci (tratto da: Il Manifesto 13 ott.07)
Cara Loretta,
ho voluto risponderti iniziando con la sintesi di quest’ articolo (l’integrale lo puoi leggere dal sito del mani), che, per quanto mi riguarda, fa ben capire le difficoltà che incontrano quelli che, ancora, sono in cerca di rappresentanza politica.
Poi un’escursus sulle alte testate, quotidianamente, per avere una visione più plurale possibile. E così leggo, ascolto, valuto, comprendo che l’unica rappresentanza possibile è quella che ritrovo fuori le stanze "chiuse" della tecnopolitica, quella delle tante realtà che agiscono localmente pensando globalmente, le/i compagni/e che affrontano la gente comune e con loro cercano di arginare l’ a-politica dei partiti, neo o teo-dem che siano.
Non sono figlio di nessun movimento nostalgico dei 60-70, ma erede di una moltitudine incontratasi tra la fine dei 90 e l’inizio di questo secolo. Ero a Napoli come a Genova nel drammatico 2001, e mi fa ancora male pensare a ciò che, il centrosinistra prima e il centrodestra poi, hanno messo in campo in quelle meravigliose, terribili, giornate. Dico questo perchè penso che da allora la democrazia (quella reale) in questo dannato paese ha subito una dura repressione.
Che facevano i compagni Pidiessini in quel periodo, dov’era la grande CGIL allora?
I processi dei team legali, organizzati preventivamente dai promotori per quelle manifestazioni, stanno subendo duri attacchi, la stampa non ne parla più, finiranno tra i tanti misteri
del bel-paese, e tra qualche anno Lucarelli ce li riproporrà in una delle sue revisioni-blu.
Non ho fatto torto alla mia finanza, questa volta, e ho preferito risparmiare qualche euro per le primarie (una nuova forma di demo-tangente) per comprare un chupa-chups al piccoletto.
Si fa tanto clamore sull’antipolitica “Grillettesca”, ma la memoria viva non condivide questo giudizio.
La gente non ne può più, le/i lavoratrici/ori si sentono sotto il ricatto della precarietà infinita, la
madre terra sta subendo espropri e saccheggi che nessuna "civiltà" le ha mai inflitto tanto.
Il domani è un’incognita per le future generazioni, già massivamente sottoposte a trattamenti con
psicofarmaci convenzionali (da quei genitori schizzati dalla modernità che "affidano" le cure proprie e dei propri affetti nelle mani di incoscienti), o per sfuggirne ai malefici effetti, appesi al collo di una bottiglia con tanti gradi, così da controllare l’iperattività (creata dal post-fordismo dell’occidente) autonomamente, riducendo il danno per la società, e per la spesa sanitaria .
Concludo invitandoti/vi a considerare due prossimi eventi che si susseguiranno a breve: la manifestazione del 20 a Roma e gli scioperi proclamati per il 9 novembre dalle sigle sindacali di base. Entrambi richiamano la sinistra-centro di governo a rispettare il programma che gli ha permesso di battere il “Cavaliere”, e che mi ha visto per l’ultima volta
esprimere un voto, un consenso verso una rappresentanza che non c’è.
Rossi abbracci.
Gennaro