Recensione di Caos calmo, il film di Antonello Grimaldi uscito l’8 febbraio . Tratto dal romanzo di Sandro Veronesi, è in concorso alla 58ma edizione del Festival del Cinema di Berlino.
Caos calmo. E’ un ossimoro ed è il titolo del film di Antonello Grimaldi che è uscito l’8 febbraio nelle sale cinematografiche di tutta Italia. Tratto dal romanzo di Sandro Veronesi, è in concorso alla 58ma edizione del Festival del Cinema di Berlino.
Caos calmo è una storia triste, di dolore, di riflessione, una storia sul senso della vita.
Pietro (il “solito” maestro Nanni Moretti) – dirigente di una casa cinematografica - perde improvvisamente la moglie (Ester Cavallari) e non riesce a dare spazio al dolore che per logica “avrebbe dovuto provare”. Pietro con il fratello (un fantastico Alessandro Gassman) stava salvando una donna, una perfetta sconosciuta (l’affascinante Isabella Ferrari), e prova sensi di colpa quando torna a casa e trova la moglie morta, accasciata a terra. Forse dovrebbe essere forte, anche per sostenere “in questa nuova condizione” la figlia Claudia (Blu Yoshimi).
La mattina che l’accompagna a scuola decide di aspettarla là nel giardinetto di fronte, per salutarla nella ricreazione, per prenderla e portarla a casa alla fine delle lezioni.
Là, in luogo impersonale, si srotola la vita di quest’uomo che è sospesa tra la normalità e ciò che normale non è…
I suoi capi, un collega (Silvio Orlando), suo fratello, la cognata (Valeria Golino), le mamme delle compagnette di scuola ma anche perfetti sconosciuti (il proprietario della trattoria, la ragazza che porta a spasso il cane, il bambino che aspetta il rumore dell’allarme della macchina per salutare), fanno da contorno a un caos calmo, ad una condizione di attesa, fino a quando il dolore per un lutto così grave non arriva.
Il primo segnale forse è uno svenimento. Ma poi nuovamente caos. Calmo. Il dolore deve essere metabolizzato per poter essere superato e trovare dentro di lui (di noi) il posto che gli spetta. Per poter ricominciare a vivere una vita possibile.
Il film è molto bello. Il regista ha diretto con geniale maestria attori carismatici che hanno comunque retto un livello alto di recitazione. Bellissima la colonna sonora, efficaci alcuni dettagli delle scene, incisivi spesso i dialoghi.
Il racconto è il risultato di uno sguardo sulla realtà di tutti i giorni. Vero, pessimista.
Ciascun personaggio è un po’ ciascuno di noi. Con le contraddizioni, le incertezze, le paure, le ossessioni, le delusioni.
Non ho trovato però patetismi o falsi moralismi e anche per questo il film mi è piaciuto.
Davvero eccessiva l’importanza data alla scena di sesso di cui hanno parlato tutti, anche coloro che non hanno visto il film.
A torto contestata. E’ una scena di sesso come tante, peraltro funzionale nell’economia del racconto. Dunque è triste leggere sui quotidiani la condanna della stessa da parte della Cei.
Immorale trovo (piuttosto) tanta diffusa pochezza intellettuale, tanta falsità, tanta disonestà, tanti programmi televisivi che passano anche alle tre del pomeriggio.
Certamente bisogna salvaguardare i giovani dal degrado culturale ma questa davvero è una cantonata. Una caccia alle streghe. Dell’anno 2008.
Come al solito si parla di una cosa per non parlare di altro…
Scheda del film:
Regia : Antonello Grimaldi
Attori: Nanni Moretti, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Hippolyte Girardot, Silvio Orlando, Manuela Morabito, Charles Berling, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Laura Paolucci, Francesco Piccolo
Durata: 01:52:00
Data di uscita: Venerdì 8 Febbraio 2008
Genere: Drammatico
Distribuito da: 01 DISTRIBUTION (2008)