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Cannes 74, a "Titane" di Julia Ducournau la Palma d’oro

di redazione cinema - domenica 18 luglio 2021 - 1142 letture

La Palma d’oro del 74/o festival di Cannes è "Titane" della regista francese Julia Ducournau. Accade 28 anni dopo la Palma a "Lezioni di piano" di Jane Campion, ed è la seconda nella storia del festival. L’annuncio è stato dato in anticipo dal presidente di giuria, Spike Lee, che ha spiazzato tutti con la sua gaffe. "Il mio film non è perfetto, qualcuno dice che è mostruoso - ha detto la regista 37enne grande fan dei film dell’orrore dopo la consegna del prestigioso premio -. La mostruosità che attraversa il mio lavoro è una forza che rompe la cosiddetta normalità. Grazie alla giuria, ha accettato un mondo più fluido e inclusivo".

Torna a casa a mani vuote l’unico italiano in concorso, Nanni Moretti e il suo "Tre Piani", tratto dal romanzo omonimo di Eshkol Nevo. Il Premio della giuria, Prix du Jury, del 74/o festival di Cannes, è ex aequo ai film "Haberech" di Nadav Lapid e "Memoria "di Apitchapong Weerasethakul. Il premio per la miglior regia va a Leos Carax per "Annette". Il premio per la miglior attrice va a Renate Reinsve per "Verdens Verste Menneske" di Joachim Trier. Il premio per la migliore interpretazione maschile va all’attore texano Caleb Landry Jones per "Nitram" di Justin Kurzel. Il premio per la sceneggiatura va all’autore giapponese Hamaguchi Ryusuke per il film "Drive my car". Il regista Marco Bellocchio ha ricevuto a Cannes la Palma d’Oro d’onore, nella cerimonia di conclusione della 74edizione del festival.

Il premio alla carriera gli è stato consegnato dal regista Paolo Sorrentino. Il premio a Bellocchio - che a Cannes ha presentato il lungometraggio ’Marx può aspettare’, che racconta il dramma del suicidio del fratello gemello - è stato accompagnato da una standing ovation del pubblico. La Camera d’oro, il premio alla miglior opera prima della selezione, "Murina" della regista croata Antoneta Alamat Kusijanovic. Al film "Drive my car", del giapponese Ryusuke Hamaguchi, è andato il premio della critica internazionale e della giuria ecumenica come il miglior film nella competizione ufficiale del 74esimo Festival di Cannes. La Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica (Fipresci) lo ha scelto per essere una pellicola "estremamente sottile, un’opera fantastica sull’eterno potere dell’arte", firmata "da uno dei più promettenti registi attuali". "Prima di fare il regista ero un appassionato di cinema. Sono consapevole del valore di questo premio. E’ un onore", ha detto il regista.

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