Se c’è un politico fuori dai giochi che è riuscito a mantenere intatto il suo candore esistenziale, se c’è uno che ha ancora l’animo di un bambino, ebbene, cari lettori, quello è Candido Massimo D’Alema. Candido sembra si sia fermato a quando era “Giovane pioniere”, gli anni su di lui sono passati come acqua fresca perché il suo candore, la sua ingenuità, la sua innocenza sono tutte qualità che si trovano solo nei bambini.
Pochi giorni or sono, in Parlamento, prima della votazione sullo scudo fiscale, c’è stata una votazione, proposta dall’Italia dei Valori, sull’incostituzionalità di questa legge. Ebbene, come è risaputo, 32 parlamentari mancavano all’appello. Tutti dell’opposizione (sic!), diciamo così. Fra questi mancavano, appunto, D’Alema, Bersani, Franceschini, Paola Binetti e tanti altri. Dov’erano andati? Non è dato sapere. Ma uno, in un video, a margine della manifestazione per la libertà di stampa, ha voluto chiarire la sua posizione. E questo è Candido Massimo. Una delle prime cose che afferma, l’ingenuo onorevole, è un’affermazione forte: “Le assenze sono state inopportune”. Mah va! Ed io che pensavo che fossero opportune. Ora voci comprendete bene che questa è un’affermazione di grande coraggio civile, ma non è finita. La cosa migliore avviene subito dopo quando il nostro Candido afferma che lui era ad una manifestazione “e non mi avevano spiegano bene che era un voto importante”.
Ecco, ora si spiega tutto. La colpa non è di Candido. La colpa è che non gli avevano spiegato bene che fosse un voto importante. Sì perché lui, Candido, da solo non ci arrivava. Non so a voi ma a me Candido fa tanta tenerezza. La paga non è un granché, gli impegni sono molti, le spiegazioni non arrivano e quindi lui quel mattino, non avendo nulla da fare (il risotto lo cuoce più tardi), ha pensato bene di andare ad una manifestazione. Quale? Anche qua non è dato sapere. Forse ad una manifestazione sull’importanza degli oleandri o forse ad una dove si discuteva se la Lega è ancora “una costola” del movimento operaio. O forse ad una manifestazione dove ci si arrovellava come fare a dare un altro aiutino a Silvietto nostro come quello che aveva fatto quando era lui, Candido, il presidente del Consiglio (far pagare solo l’1 per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisive). Anche in quell’occasione, probabilmente, non gli avevano spiegato bene. Povera stella!
A proposito di stella. Non c’entra nulla, ma ho letto da qualche parte che nel marzo 2000, Maria Stella Gelmini (quella che ha dato gli esami a Reggio Calabria), era presidente del Consiglio comunale di Desenzano sul Garda per Forza Italia. Ebbene, il suo partito, Forza Italia, la fece espellere dal Consiglio comunale con la seguente motivazione: “Manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa”. La delibera è la n. 33 del 31 marzo 2000.
Sia Stella che Candido sono in Parlamento. Una ministra e l’altro all’opposizione. Potrebbero scambiarsi i ruoli che non cambierebbe nulla. Una è incapace, l’altro è disinformato. Tutti e due sono improduttivi. Proprio per questo sono in Parlamento.