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Caltanissetta: Proteste in Consiglio Provinciale sul riordino della sanità del territorio

Dove ci stiamo dirigendo questo non lo sappiamo ma certamente a questo punto ed in tema estivo butteremo a mare le leggi nazionali e le politiche sanitarie

di cirignotta - martedì 14 luglio 2009 - 2434 letture

La nuova legge 248/A di riordino della Sanità Siciliana votata nei mesi scorsi all’ A.R.S comincia a dare le sue prime sentenze ed a suon di decreti l’Assessorato rimodula il territorio Nisseno e la sua organizzazione nosocomiale e dei servizi. Le proteste si sono fatte sentire in una riunione monotematica del consiglio provinciale di Caltanissetta dedicata alle nuove problematiche sanitarie del territorio, dove sono stati invitati anche tutti tutti i Sindaci della provincia che hanno manifestato il proprio dissenso al nuovo decreto.

Tra gli altri il nuovo sindaco di Mazzarino(Vincenzo D’Asaro) ,accompagnato da una folta rappresentanza di cittadini, che ha, che nel suo intervento manifestato una netta opposizione alla ventilata chiusura dell’Ospedale “S. Stefano”. Il Vice sindaco di Niscemi Giuseppe Rizzo invece nel suo intervento ha evidenziato la discrepanza tra posti letto dedicati ai cittadini abitanti nel territorio, infatti il nuovo decreto pone alla parte sud della provincia che rappresenta il 60% della popolazione solo 256 posti letto contro i 420 assegnati alla parte nord che rappresenta solo il 40% di tutta la popolazione provinciale.

Tra i consiglieri provinciali netto l’intervento del consigliere Pepe che ha proposto la sospensione del decreto. Assente all’assise l’Assessore Russo invitato a partecipare. Unico rappresentante Sanitario presente il direttore generale dell’ASL 2 Failla che ha giustificato il decreto richiamando la volontà a monte del dover evitare sperperi, o duplicazioni di attività, nella sanità siciliana per poter offrire altri servizi all’utenza, captandola così anche dalle province viciniore: e ha fatto appello ad una ricerca di collaborazione e sinergie, al di là dei disagi e preoccupazioni del momento, rendendosi disponibile all’incontro con i sindacati.

Un clima surriscaldato che quindi dietro molte verità nasconde una legislazione nazionale che ha dato alle regioni il pieno potere e la responsabilità di organizzare la sanità nei propri territori attraverso le leggi di riferimento L. 833/78 , D.Lgs 502/92, D.Lgs. 112/98 ed il D.Lgs 229/99(riforma Bindi) che si è basata sulla tutela del diritto alla salute attraverso l’istituzione di servizi sanitari più vicini possibili ai fruitori cittadini con un’indicazione di massima oggi applicata in tutto il territorio nazionale che prevede 3.5 posti letto ogni 1000 abitanti. Norma che in questo caso sembra essere disattesa dall’attuale organizzazione sanitaria legata al decreto Russo che però si rafforza attraverso la legge costituzionale 18/10/2001 n.3 che ha riscritto il titolo V parte II della costituzione, ponendo la regione come fulcro organizzativo essenziale del S.S.N con piena responsabilità nel governo della Sanità in Sicilia.

Riguardo la Provincia il riferimento e quello del D.Lgs 18/08/ n.267 che dà competenze sulla programmazione sanitaria del territorio. Giusta quindi la considerazione che il siciliano si lamenta solo quando è con l’acqua alla gola e tali rappresentazioni possono essere anche fuori tempo massimo. Dalla parte dei protestanti l’art.lo 32 della costituzione che può far rivendicare un paventato tradimento dei territori in mancanza dell’applicazione dei L.E.A (Livelli essenziali di assistenza)come rappresentato dall’art.lo 50 della legge 450/1997 e dal D.Lgs 124/99 riguardo l’Assistenza Distrettuale e l’Assistenza Ospedaliera.

Dove ci stiamo dirigendo questo non lo sappiamo ma certamente a questo punto ed in tema estivo butteremo a mare le leggi nazionali e le politiche sanitarie, in termini di equità di accesso,qualità della vita,soddisfazione dell’utente nell’uso razionale delle risorse in un ottimale rapporto di costo-efficacia e di uguaglianza territoriale all’accesso ai servizi per soddisfare solo il problema economico.


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