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C’è un robot guerriero in mezzo a noi

45 anni fa in Italia veniva trasmesso per la prima volta Atlas Ufo Robot. Da allora il nostro immaginario non fu più lo stesso.

di Sergej - mercoledì 5 aprile 2023 - 1993 letture

In giapponese è グレンダイザー (Gurendaizā traslitterato in "Grendizer"), in francese Goldorak, in inglese Grendizer - ma negli Stati Uniti dove storpiano qualsiasi cosa è Grandizer -, in tedesco è Goldorak, in arabo è جريندايزر ‎, Grīndāyzar, in svedese Goldorak, rymdfantomen (letteralmente: "Goldorak, il fantasma dello spazio"). In Italia lo abbiamo conosciuto come Atlas UFO Robot, per poi assestarsi come Goldrake.

Arrivò sugli schermi televisivi italiani il 4 aprile del 1978. Fu subito un successo incredibile. Un serial, un cartone animato dai tratti cubisti, decisamente semplici - anche le storie, rudimentali. Eppure noi, che ancora arrancavamo con i residui della crisi economica e con gli ultimi atti della strategia della tensione e del terrorismo, adolescenti - vivemmo quei cartoni animati come una liberazione. Tanto più che altro, di cartone animato, in tv, per qualche anno non c’era. Ci riunivamo a studiare assieme, a casa di uno di noi - e facevamo pausa per vederci proprio Goldrake. La madre del nostro compagno, la signora Maglitto, bellissima e gentilissima, ci portava il tè e qualche biscotto e noi ne approfittavamo per interrompere lo studio e finalmente dedicarci a qualcosa di più interessante.

Sul titolo italiano anomalo rispetto alle versioni del resto del mondo, per me vale l’aneddoto che riporta anche Wikipedia:

"Il titolo Atlas Ufo Robot deriva dalla brochure visionata dalla Artom e preparata dalla Pictural Films o da Antenne 2 (che aveva acquistato i diritti per la Francia dalla Pictural Films), che in copertina riportava la dicitura Atlas Ufo Robot, dove "Atlas" nel contesto indicava che era una guida o brochure, mentre il titolo era "Ufo Robot", tuttavia questa venne fraintesa per il titolo completo della serie."

Il giornalista Claudio Bagnasco riporta questo aneddoto, lui era a un concerto di Francesco Guccini:

"A un certo punto, tra una canzone e l’altra, i suoi musicisti accennano una melodia familiare. E in breve tempo il palasport di Genova si ritrova a cantare a squarciagola. Con Guccini che, sogghignando sotto i baffi (e la barba) finge di maledire tutti, musicisti e pubblico, dicendo: “Le mie canzoni, con questo trasporto, non le avete mai cantate”.

La melodia in questione era proprio la sigla di Goldrake. E il motivo del fuori programma è presto svelato: la musica della canzone è stata scritta da Ares Tavolazzi e Vince Tempera, due degli storici musicisti di Guccini".

Alla fine degli anni Settanta non sapevamo nulla di quello che sarebbe accaduto dopo: i paninari, il crollo del Muro di Berlino e la fine dell’Impero "del male", e con esso la fine del welfare e della stessa democrazia in Occidente a favore di una oligarchia impegnata nella difesa militare della propria sopravvivenza economica. L’euro e la fortezza Europa. L’avvento dell’informatica e dei droni. L’immaginario "mecho" significa ancora che il singolo indossa l’armatura e combatte, fisicamente, direttamente, vis à vis, contro un avversario - il residuo di un’etica cavalleresca infarcito di tecnologia. Esiste ancora l’eroe, il valore tutto umano e valoroso, del singolo. L’etica samurai entra in occidente e si mescola all’etica del cavaliere medievale, e la spada - organo vagamente sessuale - riacquista la sua centralità. Nel 1978 che ne sapevamo di tutto questo? Anche per questo rievochiamo questa data, e persino un simbolo guerresco, militare, come Goldrake. Quando ancora tutto era bianco e nero - anche se Goldrake fu il primo grande successo della televisione a colori italiana -, non certamente grigio e senza nettezza di verità come poi accade all’età adulta. E davanti al declino dell’europa come l’abbiamo conosciuta forse speriamo in un Goldrake che ci protegga dagli spettri che abbiamo scatenato?

"Con circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va / mangia libri di cibernetica insalate di matematica e a giocar su Marte va..."

Lunga vita a Goldrake, dunque - e al suo autore, Gō Nagai.

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Atlas Ufo Robot, in arte Goldrake


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