Il settimanale "L’espresso" ha trovato un database delle Poste contenente i nomi dei raccomandati da ministri, parlamentari, sindacalisti, cardinali...
Il settimanale "L’espresso" ha trovato un database delle Poste contenente i nomi dei raccomandati da ministri, parlamentari, sindacalisti, cardinali e ci ha dedicato la copertina del numero in edicola dal 9 settembre.
Aspetto lo scandalo, temo il dimenticatoio.
Il parto televisivo di maggior successo di Maria De Filippi - “C’è posta per te” - più che un parto era un aborto, ma al confronto del programma in onda su “PT - Poste Italiane”, era il mio preferito.
Aspettate, non cambiate canale, vi spiego come funziona.
“C’è posto per me?”, il programma in onda in diretta da decenni, a sportelli unificati nei peggiori uffici postali d’Italia, prevede l’estromissione dei concorrenti meritevoli per far posto a “raccomandati”. (Notare che stavolta l’abbronzatissimo Carlo Conti conduttore di “I raccomandati” non c’entra niente - se non che anche lui, a modo suo, ha sdoganato la categoria)
Ebbene: ecco nel dettaglio le regole di “C’è posto per me?”
Farsi un amico potente e disonesto. Non è facile, ma se lo trovate potente il più è fatto: quasi sicuramente è disonesto.
Chiedergli un lavoro che spetterebbe a un’altra persona. Mi raccomando - pure io! - deve spettare a un’altra persona, altrimenti non è possibile parlare di raccomandazione.
Vi sembra difficile? Non lo è, tranquilli, lo hanno fatto politici di destra - soprattutto, par di capire - e (quasi)sinistra. Cardinali compresi.
Ecco qualche nome: Gasparri, Tremonti, Pezzotta, Mastella, Follini, Giovanardi, Enrico La Loggia, Veltroni - ma sembra che l’assunzione della signora indicata fosse per “cause umanitarie”.
E i cardinali? Eccoli: Achille Sivestrini e George Marie Cottier. Chissà - mi chiedo - se anche loro hanno votato Ratzinger. Elezioni da invalidare?
Insomma: volete partecipare a questo vecchio ma intramontabile giochino? Le regole le sapete. Il premio è un posto di lavoro.
Vi saluto con una massima: cambiare canale è riformismo, la rivoluzione è gettare il televisore.
Bertolt Brecht? No, Saverio Tommasi
C’è posto per me?
20 giugno 2006, di :
CLEOPATRA
Vi racconto un episodio carino quanto sconcertante.
Ho "purtroppo per me" lavorato in una nota segreteria politica, di un illustre personaggio siracusano.
Naturalmente sembrava un ufficio di collocamento.
Sempre piena di gente.
Ore di fila, con tanto di lista, avevo pensato per non farli litigare di mettere i numeri come in macelleria.
Un pomeriggio affollatissimo, io distrutta apri porta, chiudi porta, telefoni che squillano all’impazzata, il mister ancora non era arrivato.
Finalmente arriva, il miracolo è compiuto.
Entra, si guarda intorno, tra un bacio,una mano e una carezza, finalmente entra nel covo.
Il tempo passa, la segreteria è sempre piena, c’è caldo, siamo stanchi tutti.
La gente affamata di risposte, piu’ o meno veritiere, naturalmente.
Comunque . . .
Si affaccia dalla sua porta, mi guarda, si guarda intorno, e rivolgendosi ad un signore che aspettava il suo arrivo da circa un’ora e mezzo, gli dice: " tu puoi andare, tutto apposto, stai sereno, ci sentiamo".
Questo tutto contento, prende e và ringranziandolo affettuosamente!
Dopo qualche minuto, il Mister mi guarda e mi dice: MA COME SI CHIAMA?
CU SPACCHIU E’?
E io inoriddita, lo guardo e dico: " Ma come, gli hai appena detto, tutto apposto!".
Lui mi guarda e dice: "FUTTITINNI".
W siracusa, W la politica.
Questo è uno dei tanti . . . .
Non vi nascondo che ci sono rimasta veramente , male.