Quale miglior modo per chiudere il 2007, se non con gli auguri di Ivan, il bimbo affetto da sclerosi tuberosa che, grazie anche alle donazioni dei nostri lettori, ha potuto riaccendere una speranza per sé e per la sua coraggiosissima famiglia?
Giro volentieri la lettera che mi ha inviato Raffaella, la mamma di Ivan, che ha voluto con queste poche parole, lanciare un messaggio di riconoscenza verso coloro che hanno preso a cuore la vicenda di suo figlio, consentendole di affrontare, insieme al marito, le esose spese sostenute per sottoporre Ivan a diversi interventi chirurgici negli Stati Uniti.
Della vicenda, ce ne eravamo occupati su Girodivite nei mesi scorsi (Aiutiamo Ivan, 15 aprile 2007), attirando l’attenzione di migliaia di persone che, sensibili alle sofferenze di un bambino di appena due anni, hanno rilanciato il nostro appello, rimbalzandolo su internet e su altre fonti di informazione.
Questo tam tam di solidarietà ha permesso, con l’aiuto di altri donatori già informati sul caso, di raccogliere la somma necessaria per consentire a Raffaella e al marito Massimo, di raggiungere gli Stati Uniti, dove poter sottoporre il piccolo Ivan, ad una serie di interventi chirurgici alla testa.
Oggi la situazione è sensibilmente migliorata, anche se non completamente risolta. Le reazioni positive e le evoluzioni del piccolo Ivan, che fanno ben sperare per gli anni a venire, hanno ridato fiducia alla famiglia, che abbiamo contattato dopo mesi di stress e tensioni, vissuti nei dubbi ma con la determinazione e l’ottimismo necessari in questi casi.
Raffaella Latte, la mamma di Ivan, ha voluto rivolgere il suo personale ringraziamento a coloro che l’hanno sostenuta, che qui di seguito vi allego insieme ad una recente foto del bambino:
Ciao Piero,
Ti allego la foto di Ivan che abbiamo usato per gli auguri di Natale.
Come vedi, sta seduto da solo. Un miracolo reso possibile da tutti
coloro che hanno preso a cuore la vicenda del mio bimbo.
Sono trascorsi sei mesi dal nostro rientro da New York e di progressi
ce ne sono stati e mi auguro, ce ne saranno tantissimi. Oggi Ivan
è un bimbo monello, che fa i capricci se non gli si da quello che
vuole. Mangia da solo i biscotti, i grissini, il pane; beve da solo
dal bicchiere e cosa per me importantissima, riconosce i suoi genitori
e i suoi nonni, con coccole, abbracci e schiaffetti.
Descrivere i due mesi passati in America è difficile. La mia
memoria ha, in parte, rimosso i ricordi più’ brutti. Le lunghe ore
di attesa, fuori dalla sala operatoria, dove Ivan è stato
sottoposto ai tre interventi neurochirurgici. La paura di aver fatto
la scelta sbagliata, il non riuscire a comunicare con i dottori, se non
grazie ad una interprete, la mitica Gloria, che ci ha fatto anche da
mamma.
Sono state settimane stremanti, divise in turni da me e mio
marito, le complicazioni che sono sopraggiunte al piccolo Ivan:
irritabilità,’ insonnia e pianto continuo.
Tutto questo, ormai, è solo un ricordo lontano e ti assicuro che,
quando lo vediamo ridere e giocare, ci sentiamo ripagati di tutto.
Un GRAZIE speciale a te e a tutte le persone che ci hanno seguito e
hanno reso questo Natale il più bello della nostra vita.
Raffaella, Massimo e Ivan