Buio di città

Forse ancora non si ha la consapevolezza di quello che stanno attraversando le nostre comunità. Il buio è calato ovunque anche nella coscienza dei nostri amministratori...

di Luigi Boggio - mercoledì 2 novembre 2022 - 1806 letture

Mancavano pochi minuti alle 20 quando sono uscito dal Cinema Odeon Lo Presti per avviarmi a casa a piedi. La serata era serena. Non ero solo, mi accompagnava il film "La stranezza" di Roberto Andò. Un racconto tra vita e teatro con profondi risvolti psicologici, con l’ossessione dello scrittore per la creazione di una nuova commedia che sarà i sei personaggi, che alcune immagini abbiamo potuto ammirare nella parte finale del film.

Ad un tratto, nell’avanzare della debole luce di via Garibaldi, mi appare nella mia mente la figura di Tino Buazzelli nei Sei Personaggi al Teatro Eliseo di Roma. Ero un giovane spettatore di 20 anni.

Superata anche Via Vittorio Emanuele semi al buio, entro nel buio calante di Via Etnea. Più avanzavo più fitto il buio si faceva, a distanza si vedevano gli abbaglianti di qualche macchina o qualche moto rumorosa. Non ho incontrato nessuno, nemmeno un cane. Svoltato verso la salita Giaime Pintor si vedono le prime luci che mi accompagneranno sino a casa, pure quelle del Chiosco rompono la solitudine del luogo e danno un senso di sicurezza.

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Strade buie di città - Immagine generata con LexicaArt

Mi rattrista nel vedere quel gigantesco vendesi. La crisi morde e si fa sentire peggio di prima a causa non solo delle bollette, anche per la mancanza di lavoro per mettere le cose in chiaro. Forse ancora non si ha la consapevolezza di quello che stanno attraversando le nostre comunità. Il buio è calato ovunque anche nella coscienza dei nostri amministratori che si trastullano in tattiche personali di sopravvivenza. Ogni cosa scivola per qualche sillaba o attraverso una miriade di selfie. Un tour selfistico per immortalare tutte le opere pubbliche e private abbandonate sarebbe di notevole interesse storico-artistico, monumentale. Ad iniziare dallo scheletro vicino alla caserma della Guardia di Finanza, alla scuola Marconi, alle case fatiscenti dell’angolo di Via Vittorio Emanuele, a Via Agnone, al Lavatoio, all’ex Upim, all’ex caserma dei carabinieri. Mi fermo per non arrivare al decadente palazzotto della 167 e alla piscina.

Capisco che per affrontare queste cose ci vuole un minimo di visione della città che non c’è, ma per favore almeno illuminate via Etnea.


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