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Bufera giudiziaria: a Salerno si attende la decisione del Riesame


Sto acquisendo le informazioni da polizia e carabinieri”; dichiara il prefetto di Salerno, Claudio Meoli...
mercoledì 11 gennaio 2006, di Vincenzo Raimondo Greco - 1634 letture

Sto acquisendo le informazioni da polizia e carabinieri”; dichiara il prefetto di Salerno, Claudio Meoli che aggiunge: “ per istituire una commissione di accesso è necessaria una delega del Ministro dell’Interno” che, a sua volta, ha necessità “d’essere adeguatamente informato”.

E’ la risposta del rappresentante del governo in terra salernitana alle richieste avanzate dalla CdL per “presunte infiltrazioni mafiose nel comune capoluogo”, dopo l’arresto del consigliere Enzo Bove, le dimissioni dell’assessore Nino Savastano sul quale pendevano accuse di pentiti di camorra, gli avvisi di garanzia ricevuto dal sindaco di Salerno, Mario De Biase, e dall’onorevole diessino Vincenzo De Luca.

Nel frattempo la Procura apre un nuovo filone di indagini: quello relativo a “Salerno Mobilità” la società che dal 1997 gestisce le aree di sosta a pagamento del comune di Salerno. A sollevare il nuovo polverone un’accusa di Aniello Salzano, capogruppo di Fi al comune capoluogo, relativo al mancato pagamento della tassa sui rifiuti (Tarsu) e di quella relativa all’occupazione di suolo pubblico (Tosap) da parte della municipalizzata. Bisognerà, invece, attendere il 10 febbraio per conoscere la decisione del tribunale del Riesame in merito all’appello presentato dal pm Gabriella Nuzzi che tornerà, in quella sede, a chiedere gli arresti per il sindaco Mario De Biase e l’onorevole Vincenzo De Luca.

Ottanta falconi, centinaia di intercettazioni telefoniche costituiscono la corposa documentazione relativa alle varianti urbanistiche che sarà discussa davanti ai giudici del Riesame. Ed è dalle intercettazioni telefoniche che emergerebbe il coinvolgimento pesante del parlamentare Vincenzo De Luca e il ruolo chiave di Felice Marotta.

Due i filoni che interessano, per il momento, gli inquirenti (ma si parla anche della Mcm il cui amministratore delegato è Giovanni Lettieri, Presidente degli Industriali di Napoli, N.d.R.): quello relativo alla Ideal Standard-Sea Park e quello che riguarda la centrale termoelettrica-Energy Plus. Indagini che vedono coinvolti anche Mariano Mucio, ex sindacalista della Cisl e oggi presidente della Salerno Sistemi, il capogruppo comunale dei ds, Nicola Landolfi, e l’ex assessore al lavoro, Franco Mari. Ma anche diverse società tra cui la Seapark spa, la Seafarm, la BMP, la Sammarco Immobiliare, la Ideal Standard, la modenese Cecam, la It & S, di Brescia, e la Energy Plus società il cui azionista di riferimento è la EGL AG.

Le prime indagini risalgono al 1994 e si concretizzano con una richiesta di arresti domiciliari, per Vincenzo De Luca, avanzata dalla Nuzzo e respinta dal gip. Secondo il teorema accusatorio vi è un chiaro accordo criminoso “diretto alla commissione di uno o più reati” che hanno avuto come obiettivo, di volta in volta, “l’attivazione di fittizi programmi di riconversione industriale per conseguire indebitamente contribuzioni statali”; “l’insediamento sulla litoranea orientale di Salerno delle iniziative imprenditoriali di Angelo Thiefenthaler” attraverso varianti al Prg vigente; “l’insediamento nell’area industriale ex Ideal-Standard della società napoletana Energy Plus” per la costruzione di una centrale termoelettrica nella quale reimpiegare i lavoratori della azienda.

In sostanza per il pm si è, indiscutibilmente, in presenza di “interessi politico-amministrativi-economici” da parte di un gruppo che poteva contare su appoggi interni alla Procura sino al punto da poter acquisire “notizie riservate sullo stato del procedimento”.

Proprio per questo nell’ottobre del 2004 furono assunte misure per “tutelare il segreto istruttorio” che però è stato, “nel corso delle indagini”, violato in più di una occasione.

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