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Bruno Contrada: Protagonista di un processo lungo 14 anni


Inevitabili lo strascico di polemiche che ha contraddistinto tutto l’iter giudiziario
sabato 30 settembre 2006, di Cesare Piccitto - 4952 letture

di Cesare Piccitto

Un processo lungo, ormai oltre il decennio, è giunto in Cassazione. Una vicenda giudiziaria che, nonostante la durata e la particolarità dell’oggetto e del protagonista, ha dato di volta in volta sentenze differenti giungendo nei giorni scorsi all’apparente epilogo.

Ne ripercorriamo alcune tappe. Bruno Contrada, ex dirigente del Sisde, viene arrestato il 24 dicembre 1992 con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. In carcere rimane per 31 mesi, fino 31 luglio del 1995, malgrado ricorsi presentati perfino alla corte europea per i diritti dell’uomo. Il 12 aprile del 1994 inizia il primo processo a suo carico, e il 19 genneio del 1996, al termine di una requisitoria protrattasi per 22 udienze, il PM chiede la condanna di Contrada a 13 anni. Il tribunale, il 5 aprile, infligge all’ex poliziotto 10 anni di reclusione e tre di libertà vigilata. Il verdetto di primo grado viene però ribaltato dalla corte Corte d’appello di Palermo che con la sentenza del 4 maggio 2001 assolve Contrada. Ma il 12 dicembre del 2002 la Cassazione riapre il caso, annullando l’assoluzione e disponendo un nuovo giudizio di secondo grado davanti a una diversa sezione della corte di Appello di Palermo. E’ questo il processo giunto ora a conclusione con la condanna a 10 anni di carcere.

L’inchiesta si focalizza sui rapporti ambigui che Contrada, avrebbe avuto, con la mafia e in particolare con il boss di San Lorenzo, Rosario Riccobono, eliminato con il metodo della “lupara bianca” durante la guerra tra le cosche negli anni ’80. Tra gli accusatori, dell’ex agente del Sisde, ci sono stati diversi collaboratori di giustizia: Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo, Giuseppe Marchese, Rosario Spatola. Dopo di loro, altri pentiti di primo piano, tra i quali Francesco Marino Mannoia, Salvatore Cancemi, Ghiacchino Pennino, Angelo Siino e Giovanni Brusca, hanno sostenuto che Contrada era “a disposizione” di alcuni esponenti mafiosi. Contrada ha sempre rivendicato il suo ruolo di uomo dello Stato, sostenendo di non aver mai conosciuto mafiosi.

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Bruno Contrada: Protagonista di un processo lungo 14 anni
29 dicembre 2007, di : maria

BRUNO CONTRADA VITTIMA DI UN ’INGIUSTIZIA LUNGA 14 ANNI. AGNELLO SACRIFICALE, CONDANNATO DA DICERIE, HO SENTITO DIRE, PENSAVO E DA 4 LOSCHI INDIVIDUI MANIPOLATI DA CHISSà QUALE MENTE RAFFINATA PER COMPIERE UNA VENDETTA PERSONALE O PER TOGLIERSI DALLE SCATOLE UN PERSONAGGIO DEL TEMPERAMENTO DI CONTRADA. DOPO LE STRAGI DI CAPACI E VIA D’AMELIO IN CUI LA SICILIA HA PERSO I SUOI UOMINI MIGLIORI SERVIVA UNA TESTA, QUALCUNO HA DECISO CHE FOSSE QUELLA DI CONTRADA. CON IL PUNTEGGIO DI 38 PENTITI CONTRO ANDREOTTI E 39 PENTITI CONTRO CORRADO CARNEVALE PERDE LA PARTITA CONTRADA CON SOLO E SOLTANTO 4 PENTITI CHE PER ANNI AVEVA COMBATTUTO, OSTACOLATO CON TUTTE LE SUE FORZE E LE ARMI A SUA DISPOSIZIONE, CHE LO STATO GLI AVEVA MESSO A DISPOSIZIONE E CHE POI HA USATO CONTRO DI LUI. CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE...... INTENDA....
Bruno Contrada: Protagonista di un processo lungo 14 anni
29 dicembre 2007, di : CLEOPATRA

Francesco Marino Mannoia accusa Contrada ma non mente, si da credito e peso alle sue parole, Francesco Marino Mannoia accusa Onorevole medico dott. Pippo Gianni di essere medico di cosa nostra ma in quel caso mente, non è credibile ed affidabile. 38 IMBROGLIONI (PENTIT) accusano Andreotti ma mentono tutti e spudoratamente, 39 pentiti (IMBROGLIONI) ACCUSANO Corrado Carnevale , ecc....., ecc..... Non vi dice proprio niente? e potrei continuare naturalmente....... Queste cose non sono mie fantasie ma cruda o crudele REALTA’.
Bruno Contrada: Protagonista di un processo lungo 14 anni
29 dicembre 2007, di : Pippo

Per la prima volta nn sono d’accordo con Grillo con quello che ha scritto. Ricordo che Contrada è stato processato da pentiti di mafia arrestati da lui e assolto,gli atti del processo di 2000 pagine parlano chiaro non ci sono prove documentali solo testimoni(pentiti), carabinieri e poliziotti che dopo la testimonianza sono stati promossi e ad oggi uno di essi è indagato insieme a Cuffaro per concorso esterno in associazione mafiosa,nè le famiglie delle vittime nella qualità possono dire se una persona debba ottenere la grazia oppure no è come se loro decidessero per una condanna a morte quando si sa che se si parla di mafia nulla è chiaro nemmeno le sentenze.La questione è molto delicata perchè si parla della vita di una persona che è stata condannata dalla giustizia italiana e dall’opinione pubblica per fatti che nessuno ha visto,altrimenti perchè tanta polemica e tanti dubbi? la giustizia non dovrebbe essere certezza?per un ergastolano che ha commesso 40 omicidi sarebbe facile rispondere alla richiesta di grazia "no!" ma per un uomo che è stato prima assolto e poi mentre indagava su chi lo aveva accusato è stato riprocessato dopo pochi mesi e condannato in cassazione con gli stessi capi d’imputazione e gli stessi atti,mi dispiace credo di avere un lieve ma ragionevole dubbio, poi magari mi sbaglierò quando si verrà a sapere tutta la verità(prima o poi salterà a galla i figli ne hanno fatto una ragione di vita). Ad ogni modo il post di Grillo è troppo striminzito per un processo che è durato anni e per atti di un processo che messi assieme formano un palazzo di 3 piani,mi dispiace dirlo. Io avrei scritto di Mastella che è veramente un demente("...é un atto dovuto") nell’esercizio delle sue funzioni, ma le vittime di mafia non possono esprimersi non fanno cosa giusta mi dissocio.Inoltre ricordo che una Corte lo aveva assolto perché il fatto non sussiste e che per condannarlo, in assenza di riscontri oggettivi alle accuse farneticanti dei criminali reo confessi, si è dovuti ricorrere alla teoria della convergenza del molteplice. Dico solo che ne io ne voi ne altri possono riprocessarlo,nel dubbio della sentenza e nella certezza delle sue condizioni di salute si chiede la grazia che può essere data d’ufficio dal PDR niente di più.Rimane comunque un condannato al quale si da l’umana possibilità di morire in casa con i fratelli ed i figli(servitori anch’essi atuttoggi dello Stato)che per 15 anni hanno sofferto questa situazione senza averne alcuna colpa.Non è un assoluzione.Non è scandalo.Andreotti e Carnevale è scandalo! Stessi pentiti stesse accuse,sentenza diversa.E poi ribadisco che nel topic di Grillo si intravede una vena mediatico-populista che mi delude.Risulta che le dichiarazioni degli stessi pentiti siano state bollate come "inattendibili" in diversi altri processi che li vedono protagonisti(Andreotti,Carnevale) quindi non sempre i pentiti dicono il vero, ricordiamoci che sono delinquenti fra l’altro arrestati dallo stesso Contrada negli anni 80 che nella sua carriera ha ricevuto onori dallo Stato e dall’opinione pubblica in passato, colluso con la mafia o no ha sbattuto dentro diverse persone.Se collabora in teoria è meglio per lui, se non collabora in teoria è meglio per lui.Che ne sai tu, che ne so io, che ne sanno gli altri?

"Contrada agiva nelle istituzioni, ma per conto di chi? Se non vuole rispondere a questa domanda deve rimanere in carcere. O forse è perché non risponde che lo si vuole graziare?" dice Beppe

E se risponde che succede a lui ed alla sua famiglia? Se si ostina a non rispondere vorrà dire che il carcere a vita è meglio della verità? perchè una persona preferisce il carcere al fare dei nomi cosa che invece lo farebbe uscire per riabbracciare i suoi cari da eroe? non dispone delle garanzie giuste? la nuova normativa sui collaboratori di giustizia (febbraio 2001) tutela meglio i collaboratori o obiettivamente peggio? chi rischierebbe con questa normativa di collaborare con la giustizia? si sta incentivando la figura del collaboratore di giustizia o la si sta sopprimendo? l’omertà è giunta in parlamento? non doveva essere nelle aride terre siciliane come è arrivata fino a lì?Chi potrebbe avere interessi a tenerlo dentro con la bocca chiusa o visto che tiene la bocca chiusa a tenerlo fuori? Chi ha paura di Contrada? e Contrada di chi ha paura?

un giorno forse si saprà nel frattempo facciamo gli innocentisti ed i colpevolisti che a noi italiani riesce bene.

aggiungo infine ciò che recita il codice penale:

"la gravità della malattia fisica implica,da una parte, l’oggettiva serietà del male; dall’altra, un giudizio relativistico che tenga conto delle condizioni di efficienza sanitaria del singolo istituto carcerario.Come ha ben osservato la Corte di cassazione, dovrà tenersi conto della possibilità di fruire, in stato di libertà, di cure e trattamenti sostanzialmente diversie più efficaci rispetto a quelli che possono essere prestati in regime di detenzione"

stop

Bruno Contrada: Protagonista di un processo lungo 14 anni
1 gennaio 2008, di : cleopatra

E’ uno schifo, l’ennesima ingiustizia in un mondo come il nostro fatto di ingiustizie, si fa poco e presto a distruggere le persone per proprio tornaconto personale , la revisione del processo è un atto dovuto mentre un atto di grande umanità e sensibilità sarebbe liberarlo da questo incubo psicologico lasciando che ritorni a casa tra l’affetto e il calore dei suoi cari, il conforto e l’assistenza dei suoi familiari gli darebbero la forza per poter combattere contro chi ha voluto intenzionalmente colpirlo ed abbatterlo. Ignobile, disumano lasciarlo marcire, morire in un lurido carcere come se fosse un delinquente, uno spietato criminale lui che ha servito e onorato lo Stato , lo stesso Stato che ora si finge sordo di fronte alle grida di dolore della sua famiglia, perchè Contrada non ha chiesto e non chiederà mai la grazia. Lui è un uomo di altri tempi, un uomo di grande dignità. Vogliono che si lasci morire in carcere questa è la ragione di tanta cattiveria, insensibilità, solo esseri spietati e senza cuore possono rimanere indifferenti.
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