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Breviario dei tempi moderni

La cronaca dell’ultimo periodo ha espresso parecchi avvenimenti forieri di interessanti spunti di riflessione. Proviamo a capirci qualcosa.
di Emanuele G. - martedì 29 novembre 2011 - 2024 letture

L’articolo che state leggendo non ha un oggetto univoco. Pesca dalla realtà mutevole di ogni giorno eventi, fatti e notizie di differente tipologia. A primo acchito sembra non esserci un legame fra gli eventi, i fatti e le notizie che riporto di seguito. Tuttavia un trait d’union c’è. Eccome! La realtà che ci circonda è quanto mai ad assetto variabile. Essa ci suggerisce di abituarci all’idea di sentire il mondo alla stregua di un’entità sempre in fieri difficilmente assoggettabile a categorie definite e definitive. L’insegnamento, in fin dei conti, è quello di vedere la realtà così com’è senza inutili e dannosi paraocchi ideologici. Senza dubbio è meglio avere valori forti che ideologie forti.

Proviamo a capire qualcosa della multiforme realtà che ci circonda appuntando la nostra attenzione su alcuni fatti che reputo degni di riflessione. Seppur in forma abbreviata e didascalica…

arton18461 ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI – Secondo la World Bank il nostro paese si troverebbe al 87.esimo posto come attrattività di investimenti esteri. Le principali ragioni sarebbero l’eccessivo peso fiscale e la tutela legale. A me sembrano motivazioni fin troppo generiche. Ci sono altri dati che dovrebbero preoccuparci di più. Molto di più. Ad esempio, in tre anni sono fallite quasi 200.000 imprese a causa dello strozzinaggio. Ancora. Il peso del lavoro nero in Italia raggiunge l’astronomica cifra di 287 mld di euro l’auro. Ben il 17 % del Pil. Il problema di fondo è la mancanza di legalità che pervade l’economia italiana. Quando sarà maggiormente diffusa il peso fiscale diminuirà sensibilmente e la tutela legale avrà possibilità di reale applicazione. Fino ad oggi si pagano troppe tasse per via dell’impressionante evasione fiscale. Infine, che senso ha parlare di tutela legale se la burocrazia produce 70 mld di inefficienze e 70 mld di corruzione l’anno?

CRISI ECONOMICA INTERNAZIONALE – Tutti si sono buttati a capofitto nella scoperta della classica acqua calda. La crisi economica internazionale che sta assediando Usa, Europa e Giappone sarebbe originata da un’aggressione del capitalismo. Bravi. Avete indicato ciò che si vede. Se vogliamo risolvere definitivamente questa drammatica crisi internazionale bisogna saper leggere fra le righe. Tutto inizia con la corrosione del potere reale degli stati nazionali che non stanno più riuscendo a governare i loro paesi ed a interagire con gli altri per migliorare la governance globale. Infatti, dov’erano gli stati, la politica e gli organismi regolatori economici quando la finanza internazionale nel corso degli anni ottanta pianificava l’assalto al mondo? Forse erano in vacanza? La non risoluzione a livello mondiale – è bene affermarlo – del rapporto fra attività politica e potere economico ha impedito di fatto l’applicazione di norme di controllo sulle attività finanziarie. Basta alibi facili.

SERGIO MARCHIONNE – Luigi Einaudi sosteneva che il liberalismo economico assurgeva a uno stato di perfezione allorquando era capace di crearsi delle norme etiche che ne regolassero l’azione. Tuttavia tali norme non erano poste in essere prescidendo dall’impatto sociale che esse originavano sulla società. Per Einaudi non era pensabile un liberalismo avulso dal concetto di responsabilità sociale. Orbene Sergio Marchionne segue questo dettame? Niente affatto. Ha messo in atto questa decisione – che lascia attoniti e fortemente preoccupati – perché vuole governare la Fiat secondo logiche da monarca assoluto. Logiche antistoriche. D’accordo che la contrattazione di secondo livello permette di raggiungere gli obiettivi aziendali con maggiore facilità, ma ciò si realizza coinvolgendo tutti. Tale decisione, fra l’altro, è la comprova dell’estrema debolezza del sindacato e della confindustria oramai da anni incapaci di essere parti attive nelle politiche industriali del nostro paese. Agli inizi avevo salutato l’avvento di Marchionne alla carica di Ad della Fiat in modo favorevole. Lo ritenevo un innovatore. Avrebbe dovuto seguire l’esempio illuminante di Adriano Olivetti. Invece….

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GOVERNO MONTI – Certo il concatenamento dei fatti lascia più di un dubbio sulla loro spontaneità. Molti hanno gridato al “golpe bianco”. Come se qualcuno dall’estero avesse organizzato l’allontanamento dal potere di Silvio Berlusconi – ma sarà vero? – e l’insedimanento del Professor Mario Monti alla guida del Governo. E’ innegabile che da mesi attorno all’Italia si era creato un clima di forte isolamento ed irritazione. Con la conseguenza di innalzare il grado di sollecitazione nei confronti del nostro paese affinché ci fosse un cambio del panorama politico. E’ un’ipotesi senza dubbio da prendere in massima considerazione. Oramai il concetto di sovranità nazionale appare decisamente non più in linea con le dinamiche storiche del tempo presente. Ma dovremmo pensare alle ragioni più profonde di quanto è successo. Il problema è che nel nostro paese è avvenuto il “default” della classe dirigente. Una classe dirigente che ha passato gli ultimi due decenni – sia a destra quanto a sinistra – a non fare nulla di decisivo in favore dell’Italia. Da vent’anni a questa parte il nostro è un paese fermo, stagnante, in declino proprio perché la nostra amata classe politica non ha deciso su niente. Ha preferito eternalizzare le solite liturgie del potere a detrimento del bene dell’intero paese. La politica ha sconfitto se stessa portando a una situazione di sospensione della politica. Saprà guarire dai suoi mali? Ho molti dubbi in merito.

MORALE PUBBLICA – Ci risiamo. L’affair Finmeccanica sta portando a forte fibrillazione gli assetti dirigenziali del nostro paese. L’ennesima brutta storia di favori e tangenti che getta ancora fango sulle elite al potere in Italia. Elite discreditate. Elite capaci solo di autoreferenziarsi. Elite sempre più catatoniche. Eppure di cosa ci dovremmo stupire? Basterebbe rileggere le memorabili pagine vergate da Giustino Fortunato e capiremmo molto di come vanno le cose in questo paese. Mi riferisco ai c.d. “comitati di galantuomini” che approfittando del loro prestigio sociale mettono in campo azioni tese al perseguimento dei loro stretti interessi di gruppo a scapito dell’interese generale. Non vi pare di sentire il presagio dell’avvento delle “caste”, delle “cricche”, delle varie P qualcosa che hanno distrutto le fondamenta del nostro paese? Sulla relazione fra pubblico e elite verrebbe la pena rileggersi pagine indimenticabili di Vilfredo Pareto, Rinus Michels e Gaetano Mosca. Studiosi di scienza della politica che hanno per primi concettualizzato il principio delle elite in riferimento all’attività politica. E non solo.

‘NDRANGHETA – Di recente a Reggio Calabria sono stati arrestati esponenti di una della ‘ndrine che tengono in scacco la Calabria per essersi impossessati della Multiservizi del Comune di Reggio Calabria. Molti – troppi – sono sembrati cadere dalle nuvole apprendendo della notizia o commentandola. Ma voi “ingenuotti del quartierino” dove vivete? Su Marte? Al centro della Terra? Siete molto più pericolosi voi che giocate a fare l’idiota che la ‘Ndrangheta. Il vostro indifferentismo esistenziale si rivela in fin dei conti come il più prezioso alleato del devastante potere delle Mafie. Mi volete spiegare come mai 4 persone della ‘Ndrangheta riescono a comandare una società partecipata del Comune di Reggio Calabria senza che nessuno se ne accorgesse? Se la maggioranza della gente – cioè noi – fosse meno indifferente quanto successo in Calabria non sarebbe mai avvenuto. Ecco perché considero acqua di rosa tutto questo bla bla attorno alla legalità. Concetto diventato uno specchietto per allodole per dire semplicemente delle banalità inaudite e rifugiarsi nelle comodità di uno squallido radical chic. Una società vigile è un presupposto imprescindibile per l’affermarsi di una vera cultura della legalità. Poi vedere a manifestazioni inneggianti alla legalità politici in odor di Mafia…

ORDINI PROFESSIONALI – Di recente è stato arrestato per fallimento fraudolento il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti Claudio Siciliotti. Che tanto si era speso in crociate contro l’evasione fiscale! E’ un fatto grave. Anzi gravissimo. Questo da il senso della situazione drammatica in cui versano gli ordini professionali. Dovrebbero tutelare il profilo professionale dei loro aderenti. Invece, si sono trasformati nel corso del tempo in uno degli snodi del potere clientelare che ha distrutto l’Italia. Essi sono una delle camere di compensazione dove gli interessi illeciti della politica e del mondo del lavoro di incontrano per dare il la a fenomeni di appropriazione indebita di soldi pubblici. Non si fanno carico di migliorare il profilo professionale degli iscritti. Non si interessano di permettere l’accesso alle professioni dei nuovi professionisti. Non hanno nessuna intenzione di contribuire alla diffusione delle c.d “good practises”. Se in Italia l’ascensore sociale è bloccato da tempo lo dobbiamo anche a loro. Perché non abolirli?

PRIMAVERA ARABA – Avevamo cantato vittoria troppo presto. Ci eravamo affrettati tutti a tessere le lodi della c.d. “Primavera Araba” non facendo i conti con l’oste. Ossia la storia. Infatti, la situazione sta evolvendo in maniera davvero preccupante. In Tunisia le elezioni sono state vinte da un partito islamico moderato. In Libia sarà reitrodotta la sharia. In Egitto i Fratelli Musulmani stanno prendendo piede in quanto gli unici ad avere una loro organzizazione. In Siria stanno avvenendo massacri brutali e disumani. S equesta è una primavera… Il grosso problema di fondo è che in quelli che stanno portando avanti le proteste manca una preparazione politica di fondo. Si sono liquidi, orizzontali, tecnologici…ma i cambiamenti senza idee non si fanno e possono ritorcersi contro chi li agevola. Non basta volere libertà tout court. Il volere maggiore libertà deve essere inserito in un quadro generale più ampio e pianificato. Insomma, si ha la necessità di avere un’idea della società che si vuole costruire. Di come costruirla. Del perché si voglia costruirla. In quanto tempo costruirla. Con chi costruirla. I valori senza una costruzione solida finiscono per diventare pure illusioni. Anche qui notiamo l’assenza della politica. Che non può essere sostituita dai social network…

SICILIA – Secondo la conferenza sul federalismo istitutita in seno alla Conferenza Stato/Regioni lo Stato da 150 euro ad abitante per le regioni a statuto ordinario e ben 350 a quelle a statuto speciale. Cioè la Sicilia. Regione che canta sempre povertà per nascondere le proprie vergogne. Difatti, il report della sezione Sicilia della Corte dei Conti ci rivela uno stato comatoso delle finanze della Regione Siciliana. Ecco i dati emersi.

- Indebitamento totale nel 2012 6,1 mld (più 40 % rispetto al 2010!)

- Taglia spesa imposti dallo Stato: 850 mln di euro;

- Fabbisogno strutturaleper raggiungere il pareggio: 1,4 mld di euro;

- Entrate a rischio: 1,3 mld di euro di cui 635 mln da accise per la spesa pubblica, 120 mln da dismissioni di società ed enti e 550 mln da vendità di immobili.

Ma non si era detto che bisognava contenere la spesa? Promesse da marinaio. Capirete che la situazione della nostra Regione è drammatica in quanto sono davvero ipotetici quei 1,3 mld di entrate; mentre il fallimento degli Ato ci ha lasciato in eredità un buco di ben 1,2 mld. Fra l’altro la Regione Siciliana ha subito un declassamento del rating internazionale con il risultato che sono andate deserte le gare per ottenere un mutuo dal mondo creditizio al fine di coprire la voragine del comparto rifiuti. Vogliamo ancora continuare con la farsa dello Statuto Speciale?

SPREAD – Al momento in cui Giuliano Amato divenne Presidente del Consiglio dei Ministri nella drammatica estate del 1992 il nostro spread era a 700 punti base rispetto ai Bund tedeschi. Quando Romano Prodi lasciò nel 2008 l’incarico di Presidente del Consiglio lo spread era a 37 punti. Prodì consegnò un bilancio dello Stato in regola in quanto provvisto di un considerevole avanzo primario. Oggi il Ministro Giulio Tremonti ci lascia un’economia allo sbando, ma con un avanzo primario pari al 0,9 % del Pil. E’ un dato strano. Come…tutti a dirci che il nostro bilancio è a un passo dal “default” ed abbiamo un avanzo? La cosa non può non insospettirci. L’avanzo di bilancio è un parametro che indica i conti dello Stato in ordine e senza punti di criticità. Allora come mai questo spread impazzito? Dovrebbe esserci una causa strutturale. Cioè conti pubblici nel caos. Ma così non è. Allora – e lo ripeto – come mai questo spread impazzito? Forse si utilizza lo spread per fare la guerra contro qualcuno? E non mi si venga a dire che lo spread è calato con il Governo Monti. Quindi l’obiettivo non era Berlusconi. Ma qual’è l’obiettivo di questo spread così altalenante? Un modo con cui la Germania esporta all’estero alcune sue riticità economiche?

In conclusione, non sarebbe venuto il momento di andare oltre le apparenze per ragionare seriamente sul nostro tempo? Apparenze, ipocrisie, indifferenza, trend e idées force non fanno altro che concorrere a creare uno stato paludoso dove si blocca di continuo la giusta aspirazione dell’uomo a essere cosciente del proprio essere. E non possiamo rimanere bloccati. Il vivacchiare non fa altro che alimentare la palude in cui ci troviamo immersi. Decidere di fare da fiducia. Che è la ase del futuro. Futuro che a tutt’oggi non abbiamo.


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