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Brad, dacci un po’ di pane


E così anche il vecchio Brad Pitt, duro col cuore tenero, capace di autoscazzottarsi in un impeto di idiozia masochista nel film cult Fight club, travolto più volte dal "vento di passione" cinematografico, doveva pagare il pizzo.
giovedì 22 luglio 2004, di Lorenzo Misuraca - 2668 letture

E così anche il vecchio Brad Pitt, duro col cuore tenero, capace di autoscazzottarsi in un impeto di idiozia masochista nel film cult Fight club, travolto più volte dal "vento di passione" cinematografico, doveva pagare il pizzo. "Cu si nni futti" se viene da Ollivud e lo conoscono pure a Carrapipi. Deve pagare il pizzo, cioè la tassa…l’assicurazione. E poi, "ci avi un futtiu di piccioli", lui e Caterina Z giò macari. Una mancia alla Famiglia sembrava dovuta.

Che poi le forze dell’ordine (che si chiameranno così perché per dire che mantengono l’ordine ci vuole forza…e coraggio) schierate in assetto incazzuso attorno al baglio di Scopello, vicino Castellammare del Golfo, siano riuscite a impedire che loschi figuri si avvicinassero troppo alla troupe di "Ocean’s Twelve" questo non è dato saperlo. Sicuramente il fatto che questa volta il pizzo, regolarmente chiesto alle produzioni cinematografiche che vengono a girare in Sicilia non sia passato sotto silenzio ma che siano state arrestate decine di persone è incoraggiante.

E che nessuno parli più di un’isola maschilista e retrograda: due donne, dico due donne, sarebbero a capo della combriccola di mafiosi che voleva "partecipare" al film in qualche modo. Beh, se questo non è potere alle donne!

La tassa da pagare per girare in Sicilia è una storia vecchia. La famosa regista Margarethe Von Trotta qualche settimana fa aveva dichiarato alla stampa italiana di aver pagato il pizzo per girare "Anni di piombo" a Palermo e a Catania. Si dice che addirittura Roberta Torre dovette accordarsi con la mafia per poter realizzare alcune scene del suo grottesco film anti-mafia "Tano da morire" al mercato della Vucciria. E come, per restare nel limbo che lega il mondo della celluloide alla malavita, non pensare al documentario che Ciprì e Maresco girarono sulla vita di Enzo Castagna, "ambiguo" titolare di un’impresa di comparse a Palermo.

È scontato dire che il pizzo cinematografico non è una cosa affatto folkloristica e che i soldi Brad Pitt preferiremmo ce li desse in maniera del tutto differente. Le autorità dovrebbero vigilare di più, come probabilmente hanno fatto a Scopello. Se non per altro, per un motivo: i film girati in Sicilia, anche i più belli, ci piacciono un po’ di meno quanto sospettiamo che siano stati "concessi" dalla mafia.

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