Bozza Calderoli, Cosa ne sarà della Sicilia del Sud, quali proposte per ridurre il Gap ?



venerdì 5 settembre 2008, di cirignotta - 486 letture

Il Federalismo entra nel vivo della diatriba politica dei nostri giorni acuendo molti ricordi del passato ,che hanno caratterizzato la nostra Sicilia degli anni 40, in un dopo guerra ricco di pensieri indipendentisti e di rivalsa Isolana che portò dopo tanto sangue versato ad uno speciale statuto d’autonomia. I lumi di tale atto di fondamentale importanza per la Sicilia furono sanciti nella G.U. Del 10 giugno del 1946 ,n° 1333 dove il Regio decreto Legislativo del 15 maggio 1946,n°455 approvava lo statuto speciale della regione siciliana , come evento pattizio tra la Sicilia e l’Italia. A firmare l’atto il Re Umberto assieme a DE GASPERI ,NENNI ,CIANCA ,ROMITA ,TOGLIATTI , SCOCCIMARRO , CORBINO ,BROSIO,DE COURTEN, CEVOLOTTO,MOLE’, CATTANI , GULLO ,LOMBARDI ,SCELBA ,GRONCHI ,BARBARESCHI ,BRACCI ,GASPAROTTO.

Successivamente per lo statuto il passo definitivo e la valenza costituzionale il 26 Febbraio 1948 all’art. n° 2 ,con la dicitura “Visto il primo comma della XVII disposizione transitoria e l’art. 116 della costituzione si promulga la seguente legge costituzionale ,approvata dall’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948”. Una premessa corollata da tanta storia , forse dimenticata ,che oggi può essere ripulita con un solo colpo di spugna con la riforma in senso federale del Ministro Calderoli ,che porterà tanti nò alla Sicilia, infatti non è prevista l’Alta Corte di giustizia,non sono previsti sconti energetici o proventi tributari su questi prodotti in una regione che ancora oggi paga un alto tributo in vittime di malformazioni e tumori da inquinamento industriale,non sono previsti sconti particolari per le regioni svantaggiate che così corrono il rischio di cadere nel baratro economico. Dobbiamo in questo senso ribadire il concetto del “Prima risani e poi Federalizzi”condizione importante per ridurre il Gap che le regioni del Sud ,in termini di disoccupazione ,insediamenti industriali ,vie di comunicazione e sviluppo del territorio, hanno patito negli anni dal dopo guerra ad oggi. La proposta concreta ad un tale possibilità fa nascere quindi l’esigenza di avere un’unione d’intenti nel Sud d’Italia attraverso la fusione delle 6 regioni meridionali continentali in un’unica "Macroregione" a statuto speciale che si basi sullo statuto Siciliano. Una condizione di forza che permetterebbe di creare anche un’unica Alta corte delle due Sicilie con sede a Roma ed a tutela di una vera comune autonomia. Naturalmente un’ occhio di richiesta comune anche per la Sardegna.

Un sistema federale basato su Macroregioni che favorirebbe lo sviluppo economico delle regioni svantaggiate e aumenterebbe la loro capacità di contrattazione anche in senso Politico, viste le nuove possibilità di riforma elettorale per le Europee. Pensare in senso comune aumenterebbe la platea di abitanti che passerebbe dai 5 milioni della Sicilia ai circa 19 milioni della nuova Macroregione. Molte le concrete possibilità come quella di fondere il nuovo Banco di Napoli ed il Banco di Sicilia con la possibilità di emettere moneta pubblica (art. 40 statuto); quella di avere uno specifico ordinamento tributario (art.36 statuto); quella di imporre alle imprese che hanno sede fuori dalla regione di versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati nella regione (art.37 statuto) e non in base alla sede legale; quella di avere la potestà esclusiva nelle scuole elementari per potere favorire l’insegnamento della storia e della lingua locale(Siciliano,Napoletano); quello di favorire il passaggio di tutte le funzioni statali alle regioni che diventerebbero così semi-indipendenti; quello di eliminare le attuali provincie e trasformarle in "liberi consorzi di comuni" come previsto dallo statuto Siciliano. Una grande opportunità quella del Federalismo di Calderoli che però deve essere rimodulata in senso comune per le regioni del sud attraverso la creazione del “SUD CONTINENTALE DELLE DUE SICILIE” ,macroregione Italiana fronte e futuro dello sviluppo del popolo meridionale.

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