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Bonanni neo dottore a Salerno

Fa ancora parlare la decisione dell’Università di Salerno di conferire la laurea ad honorem al leader sindacale Raffaele Bonanni.
di Giovanni Greco - martedì 17 giugno 2014 - 2964 letture

«Una scelta- afferma il rettore, Aurelio Tommasetti - che vuole testimoniare l’attenzione dell’Università verso il mondo del lavoro e verso le organizzazioni sindacali». E rispondendo alle accuse piovute da più parti, non ultima la presa di posizione di oltre cento docenti, per la decisione assunta dall’Università, aggiunge:«Una laurea di questo tipo non è solo esaltazione di meriti scientifici e accademici, ma intende essere anche il concreto segno di un’apertura all’esterno».

In una gremita Aula Magna sono stati pochi i contestatori relegati dalla polizia in un angolo della grande sala. Una protesta silenziosa, da parte di una cinquantina di studenti, che si è concretizzata con le braccia alzate al cielo e che ha ottenuto un risultato: la possibilità di un incontro con il ministro Giannini. Niente di più. Se si esclude una tardiva presa di posizione della Unione Sindacale di Base. «Abbiamo educatamente assistito – si legge in un comunicato del coordinatore provinciale, Pietro Di Gennaro - ad un teatrino indecoroso che mina la solidità scientifica dell’Università Pubblica».

La laurea al leader sindacale conferita dall’Università di Salerno al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, si legge in un comunicato del sindacato USB di Salerno «è passata a maggioranza, ma qualcosa è cambiato, tanto che il ministro ha chiuso la cerimonia con il solito intervento che un ministro fa celebrando il programma del governo e quello del suo dicastero particolare. Anche se, insieme alla solita promessa di impegno per Salerno, il ministro ha usato una metafora terribile per l’università: “hub” come se si trattasse di una infrastruttura di trasporti. Ecco la sua visione: uno strumento per business, non una comunità. Vergognoso».

Ma, per il quarto sindacato italiano, la vera notizia è un’altra. «Non c’è stata – aggiunge Di Gennaro- la tanto propagandata “laudatio” al leader sindacale e quindi almeno il ministro, una faccia l’ha salvata: la sua. Per il resto ci ha particolarmente disgustato la relazione del candidato che è stata scadente e priva di qualsiasi spessore accademico. Anche fuori tema e sicuramente deludente, vista la grande enfasi con cui era stata presentata e richiesto dalla relatrice: “Lectio Magistralis sulla nuova rappresentanza sindacale in Italia”. Il “Testo Unico sulla Rappresentanza” firmato con Confindustria il 10 gennaio 2014, è stato solo nominato, né descritto né commentato, insieme a qualche ricordo personale, a qualche data storica ed una serie di “sgravi contibutivi” forzatamente ed audacemente attribuiti a se stesso».

Insomma non una lezione magistrale ma, fa capire il coordinatore USB, un’autocelebrazione. «Più volte – conclude Di Gennaro -il candidato ha richiamato l’importanza della contrattazione ma mai a fatto cenno che proprio il contratto, ai lavoratori pubblici, è negato dal 2009 e non è previsto nel DEF di Renzi fino al 2018. Insomma tante parole vuote dove il lavoratore che vive male la sua drammatica situazione, è rimasto fuori dalla porta».

Posizione contraria alla cerimonia anche da parte del segretario generale della Feneal-Uil provinciale, Patrizia Spinelli per la quale le troppe questioni aperte in provincia non lasciano spazio ad una discussione sul conferimento di una laurea. «Se ci preoccupassimo dei finanziamenti persi per la riqualificazione della Salerno-Avellino, dello stanziamento per il progetto delle due stazioni ferroviarie nel campus (people mover), dei collegamenti tra l’Ateneo e la restante parte della provincia, della bretella della metropolitana per la Valle dell’Irno?», si domanda la Spinelli. E lanciando una sfida al neo dottore, aggiunge: «Magari a Bonanni si potrà chiedere un aiuto per capire come mai gli 88 milioni che erano destinati al prolungamento della metropolitana di Salerno dallo stadio Arechi fino a Pontecagnano furono poi assegnati al Mose di Venezia in una maxi operazione di scippo politico-istituzionale che ha sottratto centinaia di milioni al Sud per portarli al Nord in un sistema tangentizio e corrotto».

Insomma, pare di capire che le voci contrarie all’iniziativa assunta dall’Università di Salerno avrebbero preferito una sorta di Conferenza di Ateneo. «Dopo aver intitolato anche una piazza del campus a un dirigente provinciale della stessa organizzazione sindacale (Pietro Passamano, storico segretario provinciale della Cisl di Salerno e padre di Pasquale, leader incontrastato della Cisl Università salernitana, N.d.r) sarebbe stato opportuno - conclude la Spinelli - promuovere una giornata di confronto e di discussione – stavolta sì con il ministro Giannini e perché no con lo stesso premier Renzi, per affrontare i temi delicati dell’Università e del sistema delle opere di tutta la Valle dell’Irno». Una idea che è ancora possibile attuare e che, francamente, non è in contrasto con la decisione di conferire la laurea a Raffaele Bonanni. Certo gli animi dovranno rasserenarsi e poi si potrà tornare a parlare di questa proposta.


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