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Bologna ricorda le sue vittime nel segno di Mozart


Nel segno di Mozart, Bologna ha ricordato le sue vittime, la sera del 2 agosto 2006, anniversario della strage alla stazione.
mercoledì 9 agosto 2006, di Liliana Rosano - 492 letture

Nel segno di Mozart, Bologna ha ricordato le sue vittime, la sera del 2 agosto 2006, anniversario della strage alla stazione. La suggestiva cornice di Piazza Maggiore, luogo simbolo della comunità bolognese e cuore civico della città, ha ospitato il concerto finale della dodicesima edizione del Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto”, quest’anno dedicato a partiture per flauto ed orchestra contenenti riferimenti alle opere di Mozart.

Terza classificata, la partitura “Mozart meets me” del giovane maestro adranita Giancarlo Scarvaglieri, chitarrista e compositore che, tra esplicite citazioni mozartiane, reminiscenze sull’onda di una tradizione classica, variazioni su tema, ha accostato i due termini, Mozart e la contemporaneità, evidenziando la continuità della vicenda, quella musicale appunto, che non conosce soluzione. Il flauto solista, Stefano Parrino, con virtuosismo, ha dato voce alle citate prodezze mozartiane nonché alle ardite sperimentazioni del maestro siciliano.

La giuria, presieduta dal compositore Aurelio Samorì, e costituita da compositori ed interpreti di consolidata fama internazionale, tra i quali, l’americano Bryan Johanson, Riccardo Piacentini, ha assegnato il primo premio a “ Papageno made me write this piece”, composto dall’italiano Federico Cumar, friulano trombonista e compositore. Il secondo premio è andato a “Burlesca Concertante” di Kenkichi Sakai , giapponese di Nagasaki. Oltre ai tre brani vincitori, che hanno avuto per solisti il già citato Stefano Parrino e il flautista Mario Ancillotti , la serata, ha affidato l’esecuzione di arie mozartiane, all’Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini, diretta dal maestro Stephen Alltop e alle voci del soprano Iwona Sobotka e del baritono Mario Cassi.

Un avvenimento che si ripete ogni anno con l’impegno preciso di non dimenticare. Poiché, intento di questa competizione è quello di proporre, sollecitare l’incontro tra diverse culture e stilemi musicali tratti da tradizioni diverse, e soprattutto quello di stabilire un nesso tra la commemorazione di quel tragico evento e le nuove generazioni. Nesso fondato su un radicale cambiamento di segno nella celebrazione della memoria: dalla negatività del gesto terroristico alla positività della creazione artistica, evocando e suggerendo i sentimenti opposti, in una prospettiva intenzionalmente proiettata verso il futuro, il più lontano.

La musica, ancora una volta appare il linguaggio più idoneo. Essa conferma che attraverso la cultura si può fare azione civile perché si contribuisce a tenere vivo l’esercizio della memoria, fondamentale per la nostra democrazia.

Liliana Rosano

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