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Boicottaggio, da un tizio di nome Boycott

Cosa è il "boicottaggio"
di Sergej - martedì 27 maggio 2003 - 4938 letture

Boicottaggio, boicottaggio. Boicottiamo questo, boicottiamo quest’altro... Ma, un momento. La parola, che vuol dire con esattezza questa parola, e da dove viene? Beh, forse non è inutile scoprirlo. Leggiamo, da un dizionario online, alla voce "boicottàggio":

sm. [dal fr. boycottage, risalente all’ingl. to boycott, dal nome di J. Boycott, amministratore dei beni della contea di Erne in Irlanda, posto al bando nel 1880 dalla comunità dei coloni per reazione ai metodi inumani che impiegava nei loro confronti]. Così si definisce ogni azione che tende a escludere dai rapporti economici, sociali o giuridici con una comunità, una persona, un ente, uno Stato, anche per motivi indipendenti dalla rappresaglia. Largamente usato in campo internazionale, sotto forma di b. delle merci e dei prodotti di uno Stato avversario (p. es., b. delle produzioni cubane da parte degli U.S.A., dopo la rivoluzione comunista di Castro), il b. può essere utilizzato anche come arma nella lotta di classe. I lavoratori possono infatti decidere di non prestare la loro opera alle dipendenze di un imprenditore, di non consumare i suoi prodotti, o di porre ai margini del gruppo quanti non aderiscono ai loro piani di azione politico-rivoluzionaria. La legislazione italiana considera il caso del b. economico (quando si inducono una o più persone a non stipulare patti di lavoro, a non fornire materie o strumenti di lavoro, a non acquistare prodotti agricoli o industriali) come un reato punibile con la reclusione fino a tre anni (Codice Penale, art. 507).


Articolo apparso su Girodivite 90/2002: http://www.girodivite.it/giro/2002/90/90061.htm

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