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Black-Out 28 Settembre

Gli svizzeri confermano di essere innocenti e che le colpe sono italiane e francesi. Mentre i gestori italiani si autoassolvono, che fine hanno fatto le commissioni italiane di inchiesta? La richiesta di rimborso forfettario è valida a tutti gli effetti. Si va verso le prime cause.
di Redazione - giovedì 27 novembre 2003 - 5223 letture

Firenze, 25 Novembre 2003.
L’Ufficio federale svizzero dell’energia (Ufe) ha oggi diffuso una nota in cui, a conclusione di una inchiesta voluta dal ministero svizzero dell’energia (Datec) sulle cause del black-out dello scorso 28 settembre, si evidenzia che le responsabilita’ sono dei gestori italiano e francese che, non rispettando i flussi di riferimento, in un "conflitto irrisolto fra gli interessi commerciali delle societa’ e dei Paesi interessati e i presupposti tecnici e giuridici per un esercizio sicuro delle reti", "non tengono sufficientemente conto dei criteri di sicurezza" (qui il testo del loro comunicato). Quindi anche il Governo della Svizzera, dopo il suo gestore, respinge le accuse del rapporto Utce del 27 ottobre che le addossava ogni responsabilita’. E in Italia? A parte le inchieste della Procura della Repubblica che, essendo giudiziarie hanno i tempi che hanno, che fine ha fatto la commissione istituita dal ministero delle Attivita’ Produttive che doveva dare un primo responso entro 30 giorni, visto che di giorni ne sono passati quasi 60? Finira’ tutto a tarallucci e vino, in una sorta di dimenticatoio, con tanto di demagogia per la mancanza di energia e la costruzione di nuove centrali (nucleari o meno che siano), quando invece il problema del black-out era di capacita’ di far funzionare l’esistente? Abbiamo piu’ che un fondato timore. Intanto l’Enel e gli altri gestori dei servizi all’utenza hanno deciso di autoassolversi da qualunque responsabilita’, inviando a casa dei 700 mila utenti italiani che tramite noi hanno chiesto il rimborso forfettario di 25,82 euro delle lettere in cui stravolgono i fatti: "il rimborso automatico non esiste", dicono (e chi lo ha mai detto? Noi no, ma solo il Garante dell’energia con il risultato di alimentare la confusione creata da alcune associazioni di consumatori che non si erano neanche lette le norme prima di partire in quarta con richieste sbagliate), "noi non siamo responsabili", continuano (quale autorita’ italiana lo ha stabilito?), e quindi una serie di varianti, diverse da gestore a gestore, del tipo: "e’ una calamita’ nazionale, o di forza maggiore" (anche questo: quale autorita’ lo ha sancito?), "rivolgetevi al gestore di rete" (peccato che gli utenti il contratto lo hanno con loro e non con il Grtn, e un contratto per il codice civile ha valore tra le parti che lo sottoscrivono), "la Carta del Servizio elettrico a cui vi riferite non esiste piu’" (peccato che non c’e’ alcun documento o disposizione che l’abbia abrogata …), etc. Insomma: confusione, confusione e ancora confusione, gettando polveroni per meglio mimetizzare il tutto. E intanto gli unici ad aver pagato finora per l’inezia gestionale e tecnica che ha portato al black-out, sono stati i consumatori finali. E’ chiaro che per partire con le cause contro chi si rifiuta di dare il rimborso forfettario e’ meglio aspettare che ci sia una responsabilita’, riconosciuta tale dalle autorita’ italiane, del gestore italiano. Ma se questo dovesse ancora tardare, avendo gia’ in 700 mila spedito delle lettere di messa in mora cosi’ come avrebbero dovuto essere, non aspetteremo molto oltre. Cioe’: le cause-pilota sono alle porte.

Vincenzo Donvito Presidente Aduc Associazione per i Diritti degli utenti e dei Consumatori

Sul portale dell’associazione si possono seguire gli sviluppi della situazione e le varie nostre prese di posizione a questo indirizzo: http://www.aduc.it/dyn/documenti/docu_mostra.php?id=71168

Web:http://www.aduc.it


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