Biviere di Lentini: valorizzazione e fruibilità


A Lentini, tra discarica di contrada Armicci e viale dei Pini, si torna a parlare del Biviere - e di cosa farne.
venerdì 24 marzo 2017 , Inviato da Luigi Boggio - 1084 letture

Per quello che vale oggi, dopo anni di silenzi,nel paese delle incompiute e delle opere pubbliche distrutte, come se questa comunità fosse governata da un gruppo di Talebani accecati dall’odio per il passato, ripropongo l’idea progettuale, presentata alla città dalla Camera del Lavoro a metà degli anni ’90, per la valorizzazione del Lago e della parte circostante con il fine di creare una vasta area di fruibilità e di possibilità di lavoro.

Un progetto per la dimensione e la collocazione territoriale che non riguardava solo Lentini ma anche altri comuni viciniori e che entrava in armonia con la zona umida della foce del Simeto. La via dell’acqua e degli uccelli migratori ai confini di una grande area urbana e infrastrutturale di un certo interesse per il movimento delle persone ed anche per il crescendo di una maggiore sensibilità ambientale. Il progetto partiva dalla valorizzazione dello specchio d’acqua e della ricchezza ambientale, archeologica e infrastrutturale circostante per farne un grande parco verde con lo specchio d’acqua al centro e la rete dei servizi circostanti.

L’idea per la sua natura e gli ambiti di competenza venne discussa e verificata con il dott.Stella del Consorzio di Bonifica e il commissario dell’epoca del Consorzio Ing. Randazzo, i quali dimostrarono interesse e impegno per aver compreso il valore dell’iniziativa. Le linee progettuali venivano riassunte: delimitazione dell’area per la creazione del Parco oltre la zona di protezione del Lago, fruibilità dello specchio d’acqua con attività sportive compatibili alla natura del luogo, recupero dei fabbricati del Villaggio e delle cave attorno al Lago, protezione della zona archeologica e del viale dei pini, creazione dell’osservatorio degli uccelli, della pista ciclabile e del parcheggio attrezzato,ammodernamento delle strade provinciali e della stazione di Val Savoia.

Strumento gestionale un consorzio tra il comune di Lentini e il Consorzio aperto agli altri Enti interessati per competenza. Progettazione concorso d’idee a livello nazionale. Finanziamento fondi europei di sviluppo. Infine, per completezza di ricostruzione, l’allora commissario del Consorzio Ingegnere Randazzo, che era anche capo dell’ispettorato forestale di Siracusa, aveva preso l’iniziativa di sondare tra i proprietari dei terreni circostanti a Lago per verificarne la disponibilità alla cessione. I quali hanno dimostrato il loro interesse per la convenienze degli indennizzi. Fine della storia. Una storia che è sotto gli occhi di tutti.

Ps. Ultimamente per completezza sono state fatte delle precise richieste alla amministrazione comunale e agli assessorati regionali competenti per valutare la possibilità d’inserire il Lago di Lentini nel programma delle idee progettuali del ministero della coesione sociale compreso anche quello riguardante la valorizzazione del Parco archeologico Leontinoi. Due Parchi nella stessa area interconnessi e fatti vivere da tutto ciò che offre il ricco territorio. Aggiungo che all’epoca la zona di salvaguardia del Lago, per intenderci l’area recintata, era di competenza del Consorzio di Bonifica, oggi è dell’assessorato all’Energia. Qualsiasi iniziativa progettuale dentro l’area di salvaguardia dovrà necessariamente passare da una convenzione tra il comune e l’assessorato regionale. Richiesta più volte sollecitata ma mai ottenuta.


L’articolo è stato diffuso tramite Fb il 18 aprile 2013 alle ore 12:29



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