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Biancavilla, sindaco contro i pettegolezzi


Stufo delle dicerie e delle cattiverie tra i dipendenti comunali, il primo cittadino ha scritto un’insolita lettera-appello a tutto il personale. Con un invito esplicito: «Rispettarsi senza prevaricare».
mercoledì 15 giugno 2005, di Vittorio Fiorenza - 2284 letture

Invidie, cattiverie e pettegolezzi, si sa, sono presenti in tutti gli uffici. Tra colleghi, anche nella stessa stanza, capita spesso che si instauri un “muro” che rende impossibile o difficoltosa ogni comunicazione. Oppure, peggio, succede che si prenda di mira il vicino di scrivania, bersagliandolo di dicerie e voci per nulla “promozionali”.

Al Comune di Biancavilla, però, si è superata, forse, la soglia di tolleranza, a scapito dell’efficienza lavorativa. Sta di fatto che il primo cittadino, Mario Cantarella, noto per il suo formalismo, ha perso la pazienza, abbandonato per una volta i suoi modi strettamente protocollari. Quando è troppo, è troppo. Il sindaco ha preso carta e penna e ha scritto una lettera «non ufficiale», dando quasi del “tu”, da buon amico, a tutti i dipendenti comunali, esortandoli «a migliorare la qualità dei rapporti all’interno del nostro ente».

Si tratta di un’azione che mira dichiaratamente a sviluppare tra il personale «quel senso di appartenenza che consente di lavorare gomito a gomito rispettandosi e non prevaricando gli uni sugli altri». Il capo dell’amministrazione invita a «evitare che si sviluppi una trama di pettegolezzi e di cattiverie e si abbia, invece, la consapevolezza che si è tutti sulla stessa barca, ciascuno con le proprie attitudini e competenze, impegnati ad intraprendere e seguire un percorso che ci faccia raggiungere i risultati sperati».

Temi e modi certamente inusuali. «Qualcuno capirà, qualcun altro magari sorriderà -ammette Cantarella-; a tutti vorrei ricordare che la qualità delle nostre azioni si misura dal grado di rispetto della dignità di persona cui tutti abbiamo diritto».

I dipendenti comunali hanno reagito in vario modo: c’è chi parla di “lettera patetica”, c’è chi di “azione di buon senso”. Di sicuro, la missiva del sindaco è l’argomento più discusso, in questi giorni, tra i corridoi del palazzo comunale. Tutti ne parlano, seppure a bassa voce, ognuno con una propria opinione. Insomma, è un mormorio generale.

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