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Bersani, Di Pietro, Vendola: quando vi svegliate?


I cittadini si organizzano e la sinistra tradizionale continua a latitare
mercoledì 6 luglio 2011, di Emanuele G. - 470 letture

Ci deve essere qualcosa di patologico nel centro-sinistra italiano. Il vento sta cambiando nel nostro paese. E’ un dato oramai acclarato. Tuttavia, l’apparato del centro-sinistra ufficiale fa lo gnorri come se nulla fosse accaduto. Infatti, il trio Bersani-Di Pietro-Vendola persevera in uno stucchevole gioco delle parti che non porta da nessuna parte. Se loro capissero realmente quanto sta accadendo attorno avrebbero posto in essere l’unica decisione possibile: un patto federativo con lo scopo di creare le condizioni per vincere le elezioni del 2013. Su questo fronte non si registrano novità sostanziali e si continua a giochicchiare. Bontà loro…

Cerchiamo di fare il riassunto delle puntate precedenti.

La sinistra ha vinto in questa ultima tornata elettorale? Nonostante molti si accalorano per sostenere questa tesi io mi permetto di dissentire. La sinistra è riuscita ad emergere soltanto perché molti elettori della Lega e del Pdl non sono andati a votare. Se analizziamo seriamente i voti espressi per il fronte del centro-sinistra notiamo:

a) Il Pd tiene. In alcune aree ha buone performance, ma in altre - Calabria e Sicilia - siamo al disatro. Poi vorrei ricordare che l’elezione di Fassino a sindaco di Torino non è un successo. Chiamparino al momento della sua rielezione ottenne il 65 % dei suffragi. Dieci in più rispetto a Fassino;

b) Nonostante il carisma di Vendola il Sel non riesce a monetizzare questo incredibile atout. Credo che ciò sia dovuto alla personalizzazione del partito, il nome Vendola sul logo del partito, e alla presenza di dirigenti espressione della vecchia politica (Fava, Mussi, Giordano...);

c) L’Idv sembra un partito in fase interlocutoria in quanto alla ricerca di un nuovo posizionamento politico visto che a sinistra non ha più posto e parecchi scandali ne stanno sminuendo la credibilità.

Ha vinto la gente di sinistra, non gli apparati dei partiti di sinistra. Vecchi strumenti che non capiscono un’acca dell’evoluzione della società italiana.

I candidati sindaci fanno la differenza. Quando il centro-sinistra si inorgoglisce per le storiche vittorie a Cagliari, Milano e Napoli afferma il falso. Qui la differenza l’hanno fatta i candidati sindaci Zedda, Pisapia e De Magistris. Essi hanno preferito lavorare con i cittadini tenendosi con giudizio alla larga dalle segreterie nazionali e locali dei partiti costituenti il centro-sinistra ufficiale. Non mi pare che alle manifestazioni di Zedda, Pisapia e De Magistris abbiano partecipato esponenti nazionali del centro-sinistra. Tutt’al più questi famosi dirigenti sono venuti a titolo personale. Spesso tolgono voti e non ne fanno prendere.

Movimentismo di sinistra e centro-sinistra ufficiale. C’è un incredibile attivismo nel campo della sinistra. I cittadini si organizzano a livello locale o nazionale su temi che sentono molto vicini a loro. E vorrebbero che questo attivismo coinvolgesse il centro-sinistra ufficiale. Non è così. Il centro-sinistra, al contrario, si trova invischiato in un andazzo fatto di tatticismi e interessi di corrente che di fatto blocca qualsiasi osmosi fra il movimentismo di sinistra e il centro-sinistra. Quest’ultimo avrebbe interesse a far entrare nella stanza dei bottoni persone realmente disposte a cambiare le cose. Sarebbe l’occasione per liberarsi a sinistra di tante cariatidi che allontanano la gente dal fare politica.

I referendum. L’unico ad aver creduto ai referendum è stato Di Pietro. Gli altri del centro-sinistra hanno sperato che fallissero per eternalizzare un quieto vivere. Quando hanno notato che la cosa prendeva una piega differente si sono accodati nel disperato tentativo di metterci il cappello sopra. Che vergogna! La vittoria ai referendum non è vostra, ma delle migliaia di persone comuni che si sono mobilitate da un anno ad oggi. Un esempio dell’ipocrisia del centro-sinistra? Vendola è stato costretto a confermare la remunerazione del 7 % in riferimento alla tariffazione dell’acquedotto pugliese. Fra il dire e il fare…

I grandi elettori del centro-sinistra. E’ innegabile che Santoro, Guzzanti (fratello e sorella), Celentano, Floris e Gabanelli costituiscano il gruppo dei grandi elettori del fronte della sinstra. Anzi, li reputo ben più determinanti dei leader tradizionali della sinistra. Appaiono più vivaci, meno ufficiali e in possesso di una tensione morale che l’apparato della sinistra tradizionale ha perso nel tempo. Sul nucleare, ad esempio, è bastato l’intervento ad Annozero di Celentano per dare una sterzata decisiva al referendum. Mentre le campagne pro referendum messe in campo da Pd, Idv e Sel sono passate sotto silenzio e prive di appeal.

I grillini. Attenzione. Non fanno parte del bacino di cultura del centro-sinistra. Sono piuttosto un derivazione modernizzata del qualunquismo degli anni cinquanta. Il centro-sinistra non deve far affidamento nella possibilità di creare con loro un patto strategico. Eppure c’è una contraddizione di fondo. L’elettorato dei Grillini - in buona parte - ha votato al ballottaggio Zedda, Pisapia e De Magistris. Discrepanza che dovrebbe far riflettere, non poco, Grillo. Infatti, il qualunquismo estremista di Grillo potrebbe pregiudicare le chance di crescita del movimento

E’ davvero venuto il momento che i cittadini entrino nelle stantie stanze del centro-sinistra in modo da determinare un cambiamento significativo nella sinistra italiana. Ne abbiamo tutti bisogno. La forza che tutti questi cittadini impegnati nel volontariato, nell’ambientalismo, nei diritti, nell’attenzione alle tematiche locali va presa sul serio. Non si può dire loro: grazie e ci vediamo fra cinque anni. Questa passione che ha originato una straordinaria stagione di manifestazioni e di coscienza civica deve diventare il sale dell’azione del centro-sinistra per oggi e domani. Quindi, cari Bersani, Di Pietro e Vendola cercate di svegliarvi, oppure saranno i cittadini a disporre in altro modo il problema della loro rappresentanza politica.

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