’Se io
fossi la Chiesa cattolica scomunicherei la Ue e chi la sostiene in
Italia’.
Indovina chi sorride?
Due anni fa il Senato approvò con l’articolo 6 del decreto
Infrastrutture che scuole private, strutture alberghiere per pellegrini
e cliniche di proprietà della Chiesa non avrebbero pagato più l’Ici:
erano estese le agevolazioni previste per le chiese cattoliche a tutti
gli immobili dove si fossero svolte attività connesse a finalità di
culto anche ’in forma commerciale’.
Ad agosto di questo anno già si sapeva che la Commissione europea avrebbe
chiesto informazioni supplementari su certi vantaggi fiscali delle Chiese
italiane. Mastella subito disse: ’che non si alzi il solito polverone
anticlericale’. Il leghista Roberto Calderoli rispose con un: ’Se io
fossi la Chiesa cattolica scomunicherei la Ue e chi la sostiene in
Italia’.
Oggi il Senato della Repubblica ha votato, e respinto a larga
maggioranza, un emendamento alla Finanziaria che prevedeva di eliminare
l’esenzione dell’Ici agli immobili di proprietà della chiesa cattolica
utilizzati a scopo di lucro.
Quello che segue è il comunicato del Coordinamento Facciamo Breccia, che condivido totalmente.
Un ultimo ricordo prima di questo De profundis:
’Il materialismo è l’idolatria del nostro tempo, potere e ricchezza e
successo sono false religioni’ indovinate chi le ha pronunciate (è lo stesso che sorride)
tenetele bene a mente e sopratutto praticatele con la gioia che è degli umili.
Questi i numeri bulgari dell’ennesimo cedimento sui diritti e sulla
laicità dello stato, in perfetta continuità con il governo Berlusconi:
240 contrari, 48 astenuti, 12 favorevoli.
Facciamo Breccia denuncia l’asservimento del parlamento italiano al
Vaticano e ritiene grave la dichiarazione di astensione da parte di
quelle forze politiche che si sono ’pilatescamente’ astenute con la
motivazione della necessità di evitare la caduta del governo (a parte
che non c’era assolutamente bisogno dei loro non-voti per continuare a
pagare la ’tangente’ al Vaticano).
Tre domande:
Sarebbe questo il governo che difende la laicità, come vorrebbe farci
credere?
Perché il governo dovrebbe cadere se l’Italia smette di farsi richiamare
dall’Unione Europea perché mantiene uno stato extra-comunitario poco
bisognoso e poco democratico?
E se anche cadesse, perché dovrebbe dispiacere se cade un governo
filo-vaticano? Forse perché troppi/e senatori/trici devono ancora
maturare la pensione?
Un motivo in più per scendere in piazza a Roma il prossimo 9 febbraio
nella terza manifestazione "NO VAT, più autodeterminazione meno vaticano".
7 novembre 2007
IL COORDINAMENTO FACCIAMO BRECCIA
http://www.facciamobreccia.org
Governo italiano... c’è posta per te
Non avevo capito male... ho cercato a lungo conferme alla notizia che
avevo sentita in serata e finalmente l’ho trovata:
La Commissione europea ha inviato al governo italiano una lettera in cui
chiede dei chiarimenti sulle agevolazioni fiscali di cui beneficiano la
Chiesa e altri enti non commerciali.
Lo riferisce Apcom da fonti qualificate, che spiegano che l’Italia ha
ora 30 giorni per rispondere ad una "vasta serie di domande". Per ora
non ci sarebbero "valutazioni di merito", e l’azione della
Commissione rientra ancora in una fase preliminare di analisi della
questione.La misura fu decisa dall’Esecutivo di Silvio Berlusconi
durante la passata legislatura e non è stata ritirata dalla squadra di
Romano Prodi attualmente al potere. La Commissione europea ha intimato a
Roma di inviare una spiegazione entro 30 giorni, la misura potrebbe
infatti violare le norme continentali sugli aiuti di Stato.
Il 1992 è l’anno di nascita dell’Ici. La legge istitutiva del tributo
stabilisce, infatti, non solo chi deve pagare, ma anche chi ne è
esentato. Non sono soggetti all’imposta gli immobili degli enti
pubblici, gli edifici di culto della Chiesa cattolica (le chiese e le
loro pertinenze: ad esempio i locali dove si fa il catechismo, la casa
canonica, l’oratorio) e anche quelli di tutte le confessioni religiose
che hanno stipulato un’intesa con lo Stato. Sono esenti, inoltre, quegli
immobili degli enti non commerciali (cioè senza fini di lucro) che siano
esclusivamente destinati a una serie di finalità elencate nella legge: e
cioè attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche,
ricettive, culturali, ricreative, sportive. In questo gruppo rientrano
anche gli enti ecclesiastici.
A quanto pare tutte queste attività non sono così esclusivamente di
natura commerciale. Il Trattato dell’Unione Europea all’art. 87 vieta le
agevolazioni fiscali che avvantaggino solo alcune imprese che operano
nel mercato (ossia le agevolazioni selettive). Gli aiuti vanno valutati
in base agli effetti che producono sul mercato e sulla concorrenza.
Basta la prevalenza non commerciale, e si rientra nell’agevolazione.
Nessuno si sogna di cacciare nessuno dal tempio, figurarsi...
La stagione della caccia, vede altre prede e altre battute in territori
assai più scandalosamente dediti a quanto pare al mercato.
Eppure quella lettera è come un colombo viaggiatore che non si annuncia
ma annuncia e reca un segnale, spero davvero di giustizia, sia pure
fiscale.
p.s.
consiglio: nell’attesa di altri colombi, guardate il papa
dal commercialista...
il papa dal commercialista
http://www.youtube.com/watch?v=OcQDY6Wjl4A
Benvenuti nella guerra dell’ICI
9 novembre 2007, di :
Doriana Goracci
Spero di fare cosa utile nell’inoltrarvi il testo della lettera dell’Ue all’Italia (da un lancio dell’Agenzia Apcom) del
7-11-2007)
un saluto a tutti, anche a quell* che non hanno voglia di sorridere affatto...
Doriana Goracci
Apc-*ICI/LA LETTERA DELL’UE A ITALIA: VOGLIAMO LISTA IMMOBILI ESENTI
Chiarimenti richiesti entro 30 giorni anche si Irap, e Ires
Bruxelles, 7 nov. (Apcom) - L’Italia elenchi dettagliatamente i
beni della Santa Sede esentati dall’Ici ed anche l’ammontare di
quanto sarebbe annualmente dovuto se non ci fosse esenzione. Lo
chiede l’Unione europea con la lettera inviata ieri al governo di
Roma sulla questione delle agevolazioni fiscali alla Chiesa.
Ecco di seguito le richieste così come elencate dall’Unione:
"Si invitano le autorità italiane a fornire alla Commissione
ulteriori elementi rispetto alle informazioni già comunicate con
la pregressa corrispondenza per permettere alla stessa di
finalizzare il proprio esame preliminare delle denunzie ricevute
circa la compatibilità dei regimi fiscali in questione con le
regole in materia di aiuti di Stato. In particolare, le autorità
taliane sono invitate a comunicare le seguenti informazioni:
a) La ratio e la portata del citato articolo 6 del Dl 137/1998,
relativo alla determinazione della base imponibile Irap, con
riguardo alla sua compatibilità con le regole in materia di aiuti
di Stato, nonché alla sua giustificazione alla luce del sistema
fiscale di riferimento.
b) La ratio e portata del citato articolo 159(4) del Dpr
917/1986, nonché la sua giustificazione alla luce del sistema
fiscale di riferimento.
c) La lista degli immobili della Santa Sede indicati
all’articolo 2 del Dpr 601/1973 , l’indicazione del loro valore
catastale, nonché dell’Ici che sarebbe annualmente dovuto per
l’utilizzo di tali beni in assenza dell’esenzione di cui
all’articolo 7 comma 1, lettera i) del decreto legislativo
504/1992. Le informazioni disponibili presso le banche dati
dell’anagrafe tributaria con riferimento alle attività
esercitate, al giro d’affari conseguito ed alle persone impiegate
dagli enti che utilizzano tali beni immobili.
d) L’elenco dei soggetti dotati di personalità giuridica che
benificiano della riduzione Ires prevista dall’articolo 6 del Dpr
601/1973 distintamente per provincia di stabilimento. Le
informazioni disponibili presso le banche dati dell’anagrafe
tributaria con riferimento alle attività esercitate, al giro
d’affari conseguito ed alle persone impiegate dagli enti in
questione. Le informazioni disponibili presso le banche dati
dell’anagrafe tributaria in merito agli immobili registrati a
nome di tali enti ed i relativi valori catastali.
e) L’elenco delle cosiddette società miste e delle altre aziende
a partecipazione pubblica che beneficiano dell’aliquota Ires
ridotta ai sensi del citato articolo 6 del Dpr 601/1973,
distintamente per provincia di stabilimento e settore di
attività. Le informazioni disponibili presso le banche dati
dell’anagrafe tributaria con riferimento alle attività
esercitate, al giro d’affari conseguito ed alle persone impiegate
dalle società ed enti in questione.
Si pregano le autorità italiane di voler fornire le suddette
informazioni entro 30 giorni, dalla data di ricezione della
presente lettera. Si rappresenta che la Commissione è disponibile
ad incontrare - qualora ritenuto utile - le autorità italiane al
fine di concordare le modalità di assolvimento della presente
richiesta di informazioni".