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Bellini e Theramin generazioni noise a contatto. Live report dai Mercati Generali di Catania


L’appuntamento è di quelli da non farsi sfuggire; ai Mercati Generali di Catania c’è il live dei Bellini. Ad aprire il loro concerto c’è una formazione che conosciamo bene; i Theramin di Catania
mercoledì 30 marzo 2005, di Tano Rizza - 2265 letture

L’appuntamento è di quelli da non farsi sfuggire: ai Mercati Generali di Catania c’è il live dei Bellini. Cosa rara, anzi, è la prima volta in assoluto che il quartetto indi suona in terra sicula.

Conosciamo la band per aver apprezzato il suolavoro discografico ma non abbiamo mai avuto la fortuna di vederli dal vivo. Ad aprire il loro concerto c’è una formazione che conosciamo bene: i Theramin di Catania. Girodivite ha recensito il loro primo disco. Poi li abbiamo incontrati per intervistarli e finalmente adesso possiamo ascoltarli nella dimensione che è più adatta ad un trio come il loro: il live.

La sala dei Mercati è piena ed i Theramin salgono sul palco, Sacha si siede alla batteria, Michael imbraccia il basso, Stefano accorda la sua chitarra e sistema il microfono. Silenzio. Alle loro spalle Antonio Lizzio ha preparato un visual su misura per la band. Partono le immagini e Sacha recita il manifesto dei Teramin "near by the S.leonard river" (ascoltate il disco per capire, o leggete l’intervista). Conclude e ripartono subito forte con “when Santa Claus died” ed il pubblico resta immediatamente smarrito. Pensavano, a torto, di ascoltare solo una band d’apertura ai Bellini. Si sbagliavano. La batteria trascina, prepotentemente, il resto della band, la voce di Stefano urla contro il microfono, la chitarra è l’interfaccia poetica della potenza, e Michal avvolge con il basso il sound. "Fiderio’s frapppe" è uno dei due pezzi nuovi della band, l’altro brano è "lungfish". Pezzi che assicurano la coerenza dei Theramin con lo stile da loro intrapreso nel primo lavoro discografico "Whe where gladiators".

Sfoderano, senza paranoie di sorta, tutta la loro violenza sonora contro gli strumenti.Di seguto"1+1=2"-"two pieces of glass"-"to be away" per arrivare a chiudere con "in my place". I ritmi sono spezzati e continuamente interrotti. Si fermano e ripartono pesanti. C’impressiona il muro di suono che sono capaci d’alzare i Theramin, ben incastonato all’aspetto melodico, per un mix ben riuscito. Restiamo colpiti dalle atmosfere che la band riesce a evocare nel live. La sonorità sembra quasi da colonna sonora, non si sa bene di che cosa, ma è un’atmosfera carica di emozioni e suggestioni. Vi consigliamo di seguirli, le potenzialità sono impressionanti.

Arriva il turno dei Bellini. Per chi non li conoscesse il progetto Bellini ingloba: voce e chitarra degli Uzeda Agostino Tilotta e Giovanna Cacciola e due americani, Matthey Taylor (dell’area texana di Scratch Acid e Jesus Lizard) ed Alex Fleising, batterista di Girls Against Boys. Alle loro spalle tre tour mondiali e l’apprezzamento di tutta la musica noise ed indipendente internazionale. Oltre ad un’esperienza ventennale sugli strumenti.

Tra i fondatori di questo genere musicale sono un punto di riferimento assoluto per molte band anche nostrane. È il loro primo live in Sicilia, cosa strana se si pensa che Agostino e Giovanna vivono e lavorano a Catania, cosa meno strana se si pensa alla difficoltà di ricezione di questo genere dalle nostre parti...

Il concerto è evento da ricordare. Musica senza compromessi. Pesante, tagliente, accademica. I quattro sono maestri dei loro rispettivi campi. Osservarli all’azione è un piacere non solo per chi apprezza questa musica ma anche per chi con la musica ha poco a che fare. C’è solo da ascoltare, ed imparare da loro che gli strumenti hanno infinite possibilità.

La chitarra di Agostino è il punto riferimento per l’intera band. Suona quasi di spalle e gli occhi dei suoi compagni sono spesso rivolti verso di lui: tecnica, passione ed esperienza. A vederla, Giovanna, sembra una persona quieta e affabile. Sul palco, invece, subisce una trasformazione assoluta. Giovanna, la sua voce, è il quarto strumento dei Bellini, capace a tratti di sovrastare l’intero apparato strumentale. Basso e batteria sono due valori aggiunti, due motori, che sintetizzano le sonorità indi apportando la loro ritmica prorompente.

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