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Basta bugie!

Dopo settimane di silenzio, il governo dell’Arabia Saudita ha confermato attraverso la tv di stato che "Jamal Khashoggi è stato ucciso nel consolato saudita di Istanbul".
di Redazione - martedì 23 ottobre 2018 - 625 letture

Secondo le autorità saudite il giornalista sarebbe morto dopo una colluttazione, una spiegazione davvero poco credibile. Il 2 ottobre il noto giornalista saudita Jamal Khashoggi è entrato nel consolato dell’Arabia Saudita di Istanbul in Turchia e da allora risulta scomparso. La sparizione di Khashoggi è avvenuta in un contesto nel quale il governo saudita continua a reprimere aspramente il dissenso con arresti e processi iniqui che potrebbero terminare con lunghe condanne se non con la pena di morte.

Jamal Khashoggi

Jamal Khashoggi aveva lasciato l’Arabia Saudita nel 2017, recandosi negli Usa, proprio per evitare le persecuzioni e l’ondata di arresti nel suo paese. Mentre era in Turchia, si è recato al consolato dell’Arabia Saudita per ottenere il nulla osta per sposare una cittadina turca e non ne è più uscito. Le autorità locali ritengono che sia stato assassinato all’interno del consolato.

Se ciò fosse vero, ci troveremmo di fronte a un fatto senza precedenti. Un assassinio all’interno del consolato, che è territorio sotto la giurisdizione dell’Arabia Saudita, costituirebbe un’esecuzione extragiudiziale e seminerebbe il panico tra i difensori dei diritti umani e i dissidenti sauditi ovunque nel mondo, rendendo privo di significato il concetto della ricerca di protezione all’estero.

Il mondo ha bisogno di sapere cosa è successo a Jamal Khashoggi e abbiamo bisogno del tuo sostegno per farlo accadere. Le autorità turche non confermano la versione data dalla Arabia Saudita e, invece, ritengono che Khashoggi sia stato ucciso da agenti sauditi all’interno del consolato e il suo corpo sia stato smembrato.

Dov’è la verità? Solo un’indagine indipendente delle Nazioni Unite può accertarla. Le spiegazioni parziali e unilaterali e un’indagine condotta da chi è sospettato di essere coinvolto nella vicenda non bastano. Solo le Nazioni Unite, in un caso del genere, hanno la credibilità e l’indipendenza per scoprire chi c’è dietro l’uccisione di Khashoggi e chiamarlo a rispondere.

In Arabia Saudita, da quando nel giugno 2017 Mohammad bin Salman è diventato principe della corona, la repressione contro le voci dissidenti e i difensori dei diritti umani si è intensificata dando luogo a un’ondata di arresti. Khashoggi aveva lasciato il suo paese recandosi negli Usa proprio per sfuggire alla repressione.

Siamo di fronte a un fatto senza precedenti: un assassinio all’interno del consolato, che è territorio sotto la giurisdizione dell’Arabia Saudita, costituirebbe un’esecuzione extragiudiziale e seminerebbe il panico tra i difensori dei diritti umani e i dissidenti sauditi ovunque nel mondo, rendendo privo di significato il concetto della ricerca di protezione all’estero.

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