Lo stato economicamente parlando, è la proprietà del popolo, nel bene e nel male, quindi i beni dello stato sono i beni del popolo, i debiti dello stato sono i debiti del popolo...
Lo stato, la repubblica, la cosa pubblica.
Proprietà di nessuno in particolare, proprietà di tutti, del popolo.
Lo stato economicamente parlando, è la proprietà del popolo, nel bene e nel male, quindi i beni dello stato sono i beni del popolo, i debiti dello stato sono i debiti del popolo.
In parole spicciole soldi dello stato soldi nostri.
Soldi nostri... mettetevi le mani in tasca, guardate la vostra bella banconota da dieci, cinquanta, cento euro. La prova che avete credito ad ottenere beni o servizi ad un prezzo equivalente. Un tempo senza tale prova vi sarebbe toccato il baratto, anche in metallo prezioso.
Poi il metallo prezioso venne chiuso nelle casseforti delle banche, e la gente si accontentava di ricevere il titolo di proprietà di quel metallo, nacque la banconota. In ogni momento si poteva andare in banca e pretendere di avere i propri metalli.
Ma i banchieri, si sa, non sono la gente più onesta della terra.
Anzi, a dirla tutta sono forse le peggiori canaglie, finanziatori di guerre e traffici di droga, sfruttatori dei lavoratori sottopagati e schiavizzati in tutto il mondo.
Confidando nel fatto che quasi nessuno andava più a riprendersi il suo oro o il suo argento, iniziarono a fabbricare titoli di proprietà a volontà, incassando ogni volta servizi e merci in cambio di nulla e tenendo lo stretto necessario per quei pochi che i metalli li chiedevano.
Ma questo succedeva nel medioevo, oggi il baratto è stato abbandonato.
Oggi le banche non trattano più metalli preziosi, oggi trattano banconote.
Certo, continuano ad avere solo una minima parte delle banconote che dovrebbero dare ai loro clienti e di tanto in tanto si finisce in bancarotta, ma dopo la "grande depressione" alla bancarotta provvedono le banche centrali.
Le banche centrali... quelle che stampano le banconote.
Ma le banconote sono ancora titoli di proprietà di una certa quantità d’oro?
No, non lo sono più dal ’71, prima ogni valuta era convertibile in dollari e il dollaro in oro.
Prima che Nixon abbandonasse il cosiddetto gold standard una banca per stampare soldi doveva tenere in cassa l’equivalente in oro o dollari, fornito dallo stato che riceveva in cambio denaro sonante e non poteva spenderlo.
Dopo il ’71 la banca stampa e presta le banconote allo stato il quale salda il debito in titoli di stato.
Per la banconota di cento euro che stringete in pugno lo stato ha pagato alla banca cento euro più gli interessi, la differenza rispetto a prima dell’abbandono del gold standard è che prima quello che lo stato pagava doveva rimanere in cassaforte ed era intoccabile perchè c’era da garantire il cambio, dopo la banca incassa il titolo di debito e può spenderlo come gli pare.
E dov’è il problema, direte, tanto bankitalia è dello stato, la BCE è dell’Europa... o no?
Bankitalia è una S.P.A., i cui soci sono varie banche, assicurazioni, fondi, casse assortite e altri privati, la cassa di bankitalia per lo stato italiano è intoccabile, è proprietà di privati!
BCE è controllata dalle varie banche centrali d’europa, tutto sempre in mano privata, non statale.
Ogni banconota da cento che avete in mano è stata pagata dallo stato centodue euro e mezzo circa, che la banca si è intascati.
Qual è la differenza che a far questo sia una banca o un falsario?
Il falsario non prende gli interessi.
In altre parole: la banca vende il denaro stampato con un costo di 0,30€ ad un prezzo di 100€ che lo stato non potendo pagare in contanti paga in obbligazioni, aggiungendo quindi l’interesse (ad es. 2,5%), a fine anno la banca è in credito verso lo stato di 102,5€ solo per aver speso 30 centesimi per stampare una banconota.
Perchè lo stato non stampa da solo le sue banconote?
Se lo facesse non dovrebbe pagarle un prezzo superiore perfino a quello che valgono, ma solo il prezzo di stampa, la banca smetterebbe di guadagnare i suoi 102€ e lo stato inizia a guadagnarne 99,7€ ogni banconota, ben 201,7€ di differenza per le casse pubbliche ogni banconota da cento.
Di rado qualche governo coraggioso ha fatto qualche tentativo in questo senso, ma le banche si sono rivoltate, solo in un caso, che io sappia, non si sono intromesse (o meglio ci hanno provato e gli è andata male): è il caso dell’isola di Guernsey, una Isola nella Manica inglese, che agli inizi del 1800 fu il primo Stato ad adottare la moneta locale.
Inizialmente vennero stampati solo titoli di stato del valore di una sterlina l’uno per un totale di 4’000£, era il 1816; nel 1821 erano in circolazione 10’000 sterline di Guernsey.
Entro il 1829 i Titoli di Stato in circolazione superavano la cifra di 48.000£, nel 1837 le 55.000£, e negli anni cinquanta si era arrivati al mezzo milione. Questi soldi sono stati sfruttati per costruire preziose infrastrutture senza per questo incorrere in un aumento del debito pubblico che già nel 1816 stava strangolando l’isola, con un debito di 19’000£, un interesse di circa 2’500£ e un introito fiscale netto di circa 600£.
Oggi sull’isola la valuta di stato è ancora felicemente in vigore.