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Ballottaggi 2018

Conferme, smentite, clamorosi crolli. In tema di elezioni, di solito, nessun partito si sente sconfitto, neanche davanti all’evidenza.
di Piero Buscemi - lunedì 25 giugno 2018 - 2069 letture

Qual è la notizia più sconvolgente di questa ennesima chiamata alle urne degli italiani? La perdita del centro-sinistra nelle enunciate roccaforti rosse o il record di Cateno De Luca al suo terzo comune differente che si appresta ad amministrare?

Ognuno troverà l’interpretazione più consona per spiegare questi spostamenti di elettori da un lato all’altro degli schieramenti politici nazionali. Un dato, forse l’unico, certo e confermato, è lo standard di una percentuale sotto il 50% di quelli che scelgono di recarsi alle urne, piuttosto che andare a mare, come qualche politico consigliò anni fa di fare.

Le condizioni meteo, poi, ieri in Sicilia non invitavano certo a recarsi nelle zone balneari dell’Isola, ma ciò non ha determinato un afflusso alle urne diverso dal resto del Paese, anzi il dato finale era anche ben al di sotto dello scarso 48% nazionale, attestandosi poco sopra il 40%.

Per quanto riguarda i risultati, abbiamo quindi registrato la vittoria a Messina di Cateno De Luca che, come abbiamo accennato, dopo aver amministrato il suo paese natio Fiumedinisi e di recente, Santa Teresa di Riva, ambedue paesi nella provincia peloritana, si appresta a governare la città con la particolarità di non avere neanche un consigliere comunale eletto tra le liste di appoggio al primo turno, in quanto nessuna lista ha superato lo sbarramento del 5% previsto dalla legge elettorale siciliana.

A Siracusa, a sorpresa, il favorito della vigilia Ezechia Paolo Reale, candidato del centro-destra, ha dovuto riconoscere la vittoria del rivale Francesco Italia, sostenuto dal centro-sinistra.

A Ragusa, la città veniva da cinque anni di governo M5S, con il sindaco Federico Piccitto, che è stato protagonista anche di questo ballottaggio con il candidato Antonio Tringali. L’antagonista era Giuseppe Cassì, candidato appoggiato da liste civiche e da Fdl che ha ribaltato le previsioni della vigilia, ottenendo il 53% dei consensi e divenendo il nuovo sindaco della città.

A bocce ferme, ci toccherà ascoltare gli annunci celebrativi e ripetitivi che i protagonisti, vincitori e vinti, esterneranno nelle piazze già dalle prossime ore. I nuovi sindaci a sbandierare un ennesimo cambiamento, innovativo e "votato" al bene della collettività, con l’immancabile slogan "mettiamoci al lavoro". I delusi, a cercare un nuovo stimolo politico e una ragione d’essere, prendendo a prestito le parole di chi li ha preceduti, in occasioni simili, per confermare la loro determinazione a interpretare un’opposizione attenta e costruttiva. Ovviamente, per tutelare gli interessi della cittadinanza.

In attesa della messa in pratica dei buoni propositi, annunciati prima, durante e dopo le elezioni, riepiloghiamo le percentuali di consenso dei ballottaggi di queste principali città siciliane. Avremo cinque anni di tempo per dare delle risposte ai vari "se" e "ma" che avremo modo di porci durante la gestione dei vari mandati.

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MESSINA

Sindaco: Cateno De Luca 65,28%

Sconfitto: Dino Bramanti 34,72%

RAGUSA

Sindaco: Giuseppe Cassì 53,07%

Sconfitto: Antonio Tringali 46,93%

SIRACUSA

Sindaco: Francesco Italia 52,99%

Sconfitto: Ezechia Paolo Reale 47,01%


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