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Baghdad, 30 novembre 2003 . Iraq. Ancora agguati: uccisi anche civili stranieri

Cambio di strategia della guerriglia irachena I civili sono sempre di più nel mirino della guerriglia irachena, che continua ad allargare anche le frontiere geografiche della strage quotidiana nel nord e nel sud dell Iraq.

di Giuseppe Castiglia - domenica 30 novembre 2003 - 4606 letture

Tra ieri e oggi sono una dozzina le vittime degli agguati che non risparmiano più nessuno degli alleati di Washington.

Morti due sudcoreani in agguato a sud di Tikrit Per la prima volta, tra la notte scorsa e oggi, sono stati colpiti cittadini asiatici. Questa mattina due sudcoreani sono morti e altri due sono rimasti feriti in un agguato compiuto sull’autostrada a sud di Tikrit, città natale dell’ex rais. Si tratta di dipendenti di una compagnia elettrica sudcoreana come ha confermato il ministero degli Esteri di Seul. Finora nessuno dei 675 sudcoreani presenti in Iraq era rimasto coinvolto in incidenti.

Uccisi due giapponesi Sempre nella zona di Tikrit, in un agguato dalla dinamica ancora non chiara, sono stati uccisi due diplomatici giapponesi: Oku Kazuhiko, 45 anni, distaccato di recente in Iraq, e Inoue Masanori, 30 anni, dipendente dell’ambasciata giapponese a Baghdad. Rendendo nota l’identità delle due vittime, il ministro degli Esteri di Tokyo Yoriko Kawaguchi, ha detto oggi che sarà fatto "tutto il possibile per assicurare la sicurezza del nostro personale diplomatico". L’uccisione dei due giapponesi, le prime vittime dall’inizio della guerra, giunge in un momento delicato, con il governo del primo ministro Junichiro Koizumi alla vigilia di una decisione sul controverso invio di un contingente militare in Iraq.

Colombiano morto in imboscata Tra i caduti anche un colombiano, un civile che lavorava in un progetto, rimasto ucciso in un agguato vicino a Balad, a nord di Baghdad. Gli aggressori hanno assaltato un convoglio con armi di piccolo calibro e hanno ferito anche altri due suoi colleghi. L’imboscata, avvenuta ieri, è stata resa nota oggi dal generale americano Mark Kimmit in una conferenza stampa a Baghdad.

La guerriglia cambia strategia Il generale Mark Kimmit, vice capo delle forze statunitensi in Iraq, ha detto che siamo di fronte ad un cambio di strategia da parte della guerriglia che "sceglie obiettivi soft, più facili da attaccare, piuttosto che militari". In questo modo, ha aggiunto, la guerriglia ritiene di poter raggiungere più facilmente i suoi obiettivi, "intimidire la popolazione irachena" e flettere "la determinzione della coalizione", ma "non avrà successo su nessuno dei due fronti".

Uccisi due Soldati Usa E continua lo stillicidio dei militari americani. Due soldati sono morti oggi in un attacco vicino a Ramadi, a ovest di Baghdad, nel cosiddetto triangolo sunnita, dove sono frequenti gli assalti contro le forze americane. Anche in questo caso i soldati sono stati colpiti con armi leggere. L’agguato, precisa un comunicato dell’esercito Usa, è avvenuto ieri.

Rimpatrio delle salme L’aereo dell’aeronautica spagnola che ha riportato in patria le salme dei sette agenti segreti uccisi ieri in Iraq è atterrato nel tardo pomeriggio alla base aerea di Torrejon, fuori Madrid. I corpi erano accompagnati dal ministro della Difesa Federico Trillo. La Spagna ha in Iraq un contingente di 1.300 uomini posti sotto il comando dei polacchi.

Tre vittime tra gli iracheni Vittime anche tra gli iracheni: tre i morti nello scoppio di un ordigno che stavano collocando sul bord di una strada percorsa da convogli americani nella regione di Hawijah, 50 chilometri a ovest di Kirkuk. Sette corpi non identificati, uno dei quali con indosso l’uniforme dell’esercito di Saddam, sono stati consegnati dalle forze Usa alla polizia irachena a Falluja, roccaforte sunnita a 60 chilometri a ovest di Baghdad.


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