Sei all'interno di >> :.: Culture | Teatro |

BAR di Spiro Sciamone, il retrobottega della vita

Continua la rassegna di spettacoli di "NuovoTeatro", per il cartellone del teatro stabile di Catania. Questa volta sul palco del Teatro Musco (che ospita le rassegna) ad esibirsi è la Compagnia Sciamone Sfarmeli- Taormina Arte con il loro lavoro "Bar".
di Tano Rizza - mercoledì 12 maggio 2004 - 4992 letture

Continua la rassegna di spettacoli di "NuovoTeatro", sempre per il cartellone del teatro stabile di Catania. Questa volta sul palco del Teatro Musco (che ospita le rassegna) ad esibirsi è la Compagnia Sciamone Sfarmeli- Taormina Arte con il lavoro "Bar". La rappresentazione, già vincitrice di due premi UBU, è firmata dalla regia di Valerio Rinasco. Sul palco due interpreti, Francesco Sfarmeli e lo stesso Sciamone.

Bar è lo scorcio di una realtà che si nasconde in un retrobottega angusto e cupo, in una città qualsiasi e poco definibile che assomiglia a tante periferie degradate d’Italia. Ad essere raccontata è la storia di due uomini non più giovanissimi, alle prese con una vita che non ha regalato che insoddisfazioni sia professionali sia private. Un barista, Nino, che sa fare anche gli aperitivi, ed un perenne disoccupato, Pertu, che ha il vizio di giocare a carte ma non vince mai. Due personaggi che vivono rinchiusi dentro ad un bar e dentro le loro paranoie.

Nino è un debole, lavora nello steso Bar da più di vent’anni e aspira ad un’occupazione più dignitosa in virtù del fatto che sa fare anche gli aperitivi. Nino vive ancora con la madre con cui divide tutto, letto compreso, e che ogni mattina gli porta il caffè dieci minuti prima del suono della sveglia, questo da quando è nato. Pertu dal canto suo è un’eterno disoccupato in continua ricerca di una maniera per alzare qualche soldo. Vende oggetti di famiglia ad un suo "amico" e con lui gioca pure a carte cercando la svolta economica per la sua vita. Ma la cosa non gli è mai riuscita.

Nino e Pertu decidono di coalizzarsi contro questi giocatori d’azzardo, cercano di organizzare, maldestramente, una truffa ai loro danni con l’unico risultato di spaccare una trentina di bicchieri del Bar, il loro segnale d’intesa per la truffa. Un altro fallimento che si aggiunge nelle loro vite.

Dopo questo ed altri, sfortunati, avvenimenti, la loro storia torna al punto di partenza con un’angoscia pungente che avvolge i due protagonisti.

Dialoghi secchi, duri e pungenti che danno alla rappresentazione una cupezza emotiva notevole. Angoscia e tentativo di riscatto sono i temi principali che la compagnia porta sul palco e trasmette al pubblico presente in sala. Un’ora intensa e travolgente che fa entrare lo spettatore nella vita di Nino e Petru.

Bar è metafora della vita di chi non vorrebbe mai confrontarsi con la società ma che deve necessariamente affrontare, per cercare di andare avanti. I discorsi e i tentativi di rialzare la testa dei due sono lo scorcio di una realtà dura ma assolutamente vera.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -