Avvitati nella crisi

Per uscire dalla recessione ci vuole ottimismo. E così ho acquistato una casa a Portofino che mi è costata 12.168 euro al metro quadro. E non parteciperò allo sciopero del 12 dicembre
di Adriano Todaro - mercoledì 3 dicembre 2008 - 1615 letture

Cari lettori, non date retta alle Cassandre dello sfascio, a coloro che, in continuazione, disegnano scenari futuri terribili, con milioni di poveri, di disoccupati, di cassintegrati. Capi di Stato da tutte le parti del mondo, s’affannano a trovare ricette per uscire dalla crisi. Eppure, è molto semplice e l’unico che ha indicato la via maestra per uscire dalla crisi è il nostro presidente, l’uomo che il mondo c’invidia, Silvio Magno. Quello che serve – ha detto Silvio – è “ottimismo, coraggio, volontà e speranza. Il segreto contro la crisi sta tutto nel creare un’atmosfera, nel mantenere gli stili di vita e gli stessi livelli di consumo. Se non si mantiene la stessa volontà di consumare – prosegue – le imprese entrano in difficoltà e ci si avvita nella crisi”.

Avete capito bene? No! Ma allora siete proprio tonti. Ci vuole ottimismo, l’ottimismo della volontà, il coraggio e, soprattutto, mantenere gli stessi stili di vita di prima. Se non fate così, le aziende entrano in difficoltà e ci si avvita nella crisi. Questa di essere avvitati alla crisi è proprio bella. Una metafora metalmeccanica, da presidente operaio. Infatti, alla Fiat, quando entrano in fabbrica, la prima domanda che si fanno è: “Oggi saremo avvitati nella crisi?”.

Per svitare gli operai non sono necessari i cacciaviti, ma gli stili di vita, quelli che avevamo prima. Io, ad esempio, ho deciso di acquistare una casa a Portofino. In realtà ero indeciso se acquistarla in questa località oppure a Cortina o Capri. Poi l’ho trovata nella perla del Tigullio a 12.168 euro al metro quadro. Un vero affare! A Cortina e Capri costano leggermente meno, ma io ho preferito Portofino.

I giornali continuano a fare del terrorismo psicologico e scrivono che il prezzo delle case diminuisce e molti non riescono a pagare il mutuo. Non è mica vero. L’Italia è anche molto ambita dagli stranieri. Un russo che di nome fa Arkajadj Novikov che dovrebbe essere un metalmeccanico di Mosca, ha acquistato una casa sul lago di Como per la modica cifra di 33 milioni di euro, una casa che era, sino a qualche tempo fa, di proprietà di Gianni Versace.

A Roma si vende a 4.353 euro al metro quadro. Un po’ meno cara Milano con 3.470 euro. Qua però, in questa città, c’è l’appartamento più caro d’Italia. In zona Porta Venezia hanno venduto una casa di 390 metri quadri per 7,2 milioni di euro.

Come vedete i soldi ci sono e la crisi non esiste. Questo è l’ottimismo che vuole il presidente. Spendete, continuate ad avere gli stessi stili di vita dell’anno scorso, andate a Portofino, a Capri, a Cortina d’Ampezzo a sciare. Non fatevi mancare nulla. Perché tutto ciò è anche molto altruista in quanto, in questo modo, non fate entrate le aziende in crisi e non fate avvitare i lavoratori nella crisi.

Questo non vogliono capire quelli della Cgil, Fiom ed autonomi. Il loro sciopero del 12 dicembre non serve a nulla perché in Italia stiamo tutti bene. C’è benessere, ottimismo, fiducia nel futuro. I giovani guardano con “speranza” al futuro, i poveri avranno la card da 1 euro al giorno mentre in giro ci sono 3,4 miliardi di euro che rappresentano l’importo delle cambiali protestate. A ben vedere anche le cambiali protestate sono un sintomo di coraggio e ottimismo, di speranza per il futuro.

Io non parteciperò allo sciopero del 12 dicembre, così come ha consigliato Silvio Magno. Quel giorno, un venerdì, io andrò a Portofino nella mia villa. Lì incontrerò altri lavoratori come il sottoscritto. Persone che hanno a cuore le sorti dell’Italia. Il cuore, appunto. Il portafoglio lo teniamo da un’altra parte.


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